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domenica 23 luglio 2017

Rimworld: un gioco geniale

Per la Pasqua di questo anno mi ero regalato il gioco Rimworld (v. Rimworld su Steam) che mi era piaciuto ma senza entusiasmarmi.

Il gioco è ancora in fase di sviluppo “Alpha” anche se in realtà questa dicitura è semplicemente un'altra delle notevoli intuizioni del suo sviluppatore (*1) (ma su questo ritorneremo in seguito) visto che il gioco è estremamente stabile.
Attualmente si tratta di un sandbox, ovvero di un gioco dove il giocatore è libero di sviluppare senza particolari preclusioni la propria base/città/fabbrica/prigione (dipende dal tipo di gioco!), con un vago obiettivo finale: costruire un'astronave per rispedire fra le stelle i naufraghi spaziali con cui si inizia il gioco. Ma anche in questo caso ci sono delle eccezionali intuizioni dello sviluppatore sulle quali torneremo poi.

Il gioco è fortemente ispirato a un classico: Dwarf Fortress, un titolo scaricabile gratuitamente, da anni in costante sviluppo, di una profondità incredibile (ma non posso divagare spiegandone il perché) che ha la particolarità di porre sotto il controllo del giocatore un gruppo di nani. È un sandbox in cui il giocatore quindi, per costruire ciò che ha in mente, deve dare i giusti ordini ai suoi nani (e tenere conto delle loro esigenze).
Analogamente in Rimworld si controlla un gruppo di personaggi virtuali e si deve tenere conto delle loro idiosincrasie e delle loro abilità.
Dwarf Fortress è molto più complesso di Rimworld (ad esempio ha più livelli, e le fortezze costruite dal giocatore si espandono anche in alto e in basso) ma ha però enormi limitazioni grafiche e di interfaccia: imparare a giocarci può essere veramente lungo e frustrante, date un'occhiata ai numerosi video di minicorsi su Youtube per rendervene conto...
Rimworld ha invece una grafica semplice ma carina ed efficace e l'interfaccia, sebbene non banale, è decisamente più facile da imparare di quella di Dwarf Fortress.

Ma veniamo all'intuizione geniale dello sviluppatore: il supporto totale dato alla possibilità di permettere modifiche al gioco da parte di entusiasti fruibili poi da tutti i giocatori. Con “supporto totale” intendo che queste modifiche (detti “MOD”) sono facili da realizzare, si combinano insieme senza darsi fastidio, e riescono a controllare tutti gli aspetti rilevanti del gioco e anche ad arricchirlo con nuovi elementi. Questa flessibilità totale non può essere aggiunta in seguito ma deve essere stata prevista fin dal primo sviluppo ed è qui che è stata l'intuizione (e il coraggio) dello sviluppatore: puntare tutto sullo sviluppo di MOD degli appassionati. È una scelta coraggiosa perché permettere la grande flessibilità richiesta ha un grande impatto sullo sviluppo rendendolo più lento, complesso e quindi più lungo e costoso.
Ma l'azzardo dello sviluppatore è stato abbondantemente ripagato: attualmente esistono migliaia di MOD per Rimworld, alcuni veramente belli e complessi, altri che si limitano invece a piccoli ritocchi, ma che riescono a convivere tutti felicemente insieme.
Il risultato è che il giocatore può personalizzare la propria esperienze di gioco rendendola perfetta per i propri gusti.
Lo sviluppatore può quindi concentrarsi a progettare l'intelaiatura del gioco inserendo in esso solo un minimo di elementi che danno un'idea di ciò che è possibile fare ma che rappresentano solo una piccola parte di ciò che è realizzabile: saranno poi gli entusiasti a sfruttarne a pieno l'intero spettro di potenzialità. In altre parole lo sviluppatore di Rimworld in questa maniera ha un migliaio di programmatori, a costo zero, che sviluppano contenuti, anche di grande qualità, per il suo gioco.

Come mio solito, una volta acquistato il gioco, lo avevo provato esclusivamente nella sua forma base che, come detto, è scheletrica, ovvero è costituita da un minimo essenziale, certo piacevole, ma che è solo l'ombra del divertimento che Rimworld può fornire.
Recentemente, diciamo da un mesetto circa, ho infatti scoperto i MOD di questo gioco e attualmente ne uso quasi un centinaio contemporaneamente senza aver avuto un singolo problema: questo a dimostrazione dell'altissima qualità dell'intelaiatura fornita dallo sviluppatore.
Piano piano, aggiungendo nuovi MOD e togliendo quelli che mi hanno deluso, sto costruendo un gioco adatto ai miei gusti: leggermente più difficile della versione base ma soprattutto molto più complesso. Ovviamente sarebbe stato possibile cambiare il gioco in molti altri modi: il bello è proprio questo, ogni giocatore può scegliere i MOD più adatti al proprio gusto ottenendo risultati diversi...

Ma lo sviluppatore ha avuto anche altre intuizioni: ad esempio l'idea di considerare il gioco in stadio “alpha” di produzione, quando invece è già solidissimo, è una scelta che sottintende l'intenzione di continuarne lo sviluppo senza darsi limiti e obiettivi ben precisi fornendo un'intelaiatura sempre più ricca di possibilità. Ci penseranno gli appassionati ad aggiungere continuamente nuovi contenuti che sfruttano tutte le potenzialità del gioco.
Un'altra ottima idea è quella di rendere anche l'obiettivo (e la partenza) del gioco configurabili a piacimento dagli entusiasti: ho scritto che lo scopo del gioco è rimandare nello spazio i propri “naufraghi” ma in effetti, già nel gioco base, esistono tre scenari diversi: 1. partenza con tre naufraghi da rimandare nello spazio, tecnologia media; 2. un solo naufrago con alta tecnologia; 3. una tribù primitiva di cinque membri. A questi scenari se ne aggiungono centinaia progettati dagli appassionati...

In definitiva Rimworld è un gioco creato da uno sviluppatore brillante la cui idea base, affidare lo sviluppo dei contenuti agli appassionati, verrà sicuramente imitata (*2).
Il problema, ovvero ciò che mi domando, è come lo sviluppatore sia riuscito ad attirare quel gruppo di appassionati/programmatori che hanno iniziato ad attivare questo circolo virtuoso di nuovi contenuti che attirano nuovi giocatori e, a loro volta, nuovi appassionati/programmatori.

Conclusione: un gioco veramente notevole nel suo genere e uno sviluppatore geniale.

Nota (*1): con “sviluppatore” intendo per semplicità l'intera casa di sviluppo “Ludeon Studios”, formata da un piccolo gruppo di persone (6), guidate dal fondatore Tynan Sylvester.
Nota (*2): suppongo che il prossimo passo (non di Ludeon Studios, ormai non ne ha bisogno, ma di altri sviluppatori magari di media grandezza) sarà quello di premiare e attrarre gli appassionati/programmatori migliori finanziandoli in qualche maniera.

giovedì 20 luglio 2017

Ancora su tribunali e gatti

Qualche giorno fa, nel corto Tribunale e gatti, mi chiedevo se la sentenza americana riportata nel seguente articolo fosse giusta:
Usa: uccise 21 gatti, condannato a 16 anni di prigione da LaStampa.it

Oggi, in Italia, leggo Costa Concordia, “Schettino diede allarme in ritardo e scese prima dei passeggeri”. Ecco le motivazioni della Cassazione da IlFattoquotidiano.it

Curiosamente i 32 morti, i 193 feriti e gli ingenti danni patrimoniali e ambientali attribuiti dalla Cassazione alla coscienza di Schettino, equivalgono a 16 anni di carcere: gli stessi anni che si prendono negli USA a uccidere 21 gatti...

Allarme peso - 22/7/2017
La mia dieta è in crisi! Temo di aver ripreso un chilo negli ultimi dieci giorni...
Oggi proverò un digiuno riequilibratore.

Lumaca chitarrista - 22/7/2017
Ieri, dopo due settimane esatte, ho ripreso in mano la chitarra. Queste lunghe pause di studio non mi fanno peggiorare tantissimo ma hanno il problema che, prima di ricominciare a vedere dei miglioramenti, devo riesercitarmi per una settimana. Questo mi toglie entusiasmo e mi spinge a lasciar perdere...
Questo anno ancora non sono mai stato a lezione dal maestro: mi piace andarci quando ho finito i compiti che mi ha assegnato ma esercitandomi così poco non li finisco mai...

Laguna Blu - 23/7/2017
Ho rivisto la pellicola Laguna Blu (1980) essenzialmente per verificare se Brooke Shields era bella come ricordavo (*1). Sono rimasto deluso: il film in se stesso è estremamente modesto e vive solo dei fotogrammi in cui si intravedono le grazie della giovane Shields. Il regista ha avuto infatti un'unica grande intuizione: metterla a sguazzare nuda, in controluce, in un bellissimo fondale marino. Per il resto la trama è lineare, prevedibile e noiosa. Ho la sensazione che il finale sia l'opposto di quello del libro da cui è tratta la sceneggiatura perché così com'è non ha senso...

Ma veniamo al principale oggetto della mia attenzione: Brooke Shields. Fisicamente mi è sembrata troppo magra e poco tonica (*2). Naso insignificante, bocca modesta (ma denti bianchissimi e all'epoca non era comune). Gli occhi sono molto belli ma io non sono più abituato alle sopracciglia ruspanti: nel complesso lo sguardo è però il suo punto di forza. E che cesto di capelli in testa! In definitiva mi è parsa ovviamente una bella ragazza ma non lo splendore che ricordavo...

Nota (*1): avevo visto la pellicola, immagino, intorno al 1982/3 al suo passaggio in tivvù e curiosamente (a parte le capriole in acqua della Shields!) mi ricordavo della scena in cui lei pesta un pesce velenoso e si sente male. Immaginavo che fosse un episodio molto drammatico per avermi così impressionato tanto da ricordarlo a distanza di molti anni, invece è insulso come il resto del film.
Nota (*2): e la mancanza di inquadrature di spalle suggerisce che il suo sedere non fosse un granché...

martedì 18 luglio 2017

Teosofia e un piccolo mistero

Attenzione! Come indicato dal marcatore “Peso” questo è un pezzo noioso: chi lo legge lo fa a proprio rischio e pericolo di annoiarsi!

Qualche giorno fa, dopo aver completato la lettura della Cavaliera della morte, avevo bisogno di un nuovo libro per il bagno. Data la loro funzione di intrattenimento breve ed estemporaneo mi piace scegliere libri piccini e, preferibilmente, con capitoli corti (o almeno impaginati in maniera tale che sia facile identificare specifici paragrafi ogni pagina o due).

Di solito “pesco” questi libri da una sezione della libreria popolata da una serie della “Libreria universale Rizzoli” degli anni '60 ma ormai mi sono accorto di averli già letti tutti tranne un paio che proprio non mi attraggano.
Le mie librerie (v. Libri di casa) sono stracolme e così i libri finiscono per essere parcheggiati in doppia e terza fila: sbirciando dietro i volumetti della “Libreria universale Rizzoli” (tutti libri appartenuti a mio zio), mi è parso di vederne un altro della stesse serie a causa del colore e consistenza della copertina.

Quando l'ho estratto ed esaminato per bene sono rimasto piuttosto deluso: si trattava di Nove conferenze pubblicate nelle annate 1946 e 1947 di Rudolf Steiner, Editrice Antroposofica, 1995, trad. Rinaldo Küfferle.
Però la mia urgenza si stava facendo impellente e così mi sono accontentato di portarmi in bagno questo volumetto:

Mi son detto “Leggo la prima conferenza e poi decido se è il caso di lasciar perdere e leggerne altre...”. Oltretutto l'introduzione spiegava che le nove conferenze incluse erano quelle che, negli anni, non erano state ripubblicate in altre volumi: dal mio punto di vista ciò significava che non erano certo le più importanti e/o interessanti...

Ho così iniziato a leggere la prima conferenza: “I due volti della Germania” - Dornach, 12 aprile 1919.
Ovviamente non avevo idea di ciò che stavo leggendo però, dopo qualche pagina, e tenendo presente sia la data (il primo dopoguerra) che il nome della casa editrice (“Editrice Antroposofica”), ho iniziato a sospettare che qui ci “covasse” la teosofia.

“Teosofia” è un termine che sospetto di aver incontrato in Lovecraft e la cui definizione ho imparato, per esercizio, a memoria (v. Ank'io e La sanguisuga e non solo).
A memoria: fondata a New York nel 1875 da un'emigrata russa (nome difficile) si tratta di una filosofia con elementi esoterici uniti a principi mistici indiani, che crede nell'esistenza di un unico dio (di cui le varie religioni sono diversi aspetti), nella bontà dell'uomo e nella meditazione come mezzo per ottenere conoscenza. Raggiunse la sua massima diffusione dopo la prima guerra mondiale (*1).

Le prime pagine che ho letto non mi hanno convinto molto: si allude a una serie di epoche successive, di età dell'anima, di fasi che l'umanità deve attraversare in una “quinta epoca postatlantica”. Poi, parlando della Germania, ne descrive due momenti consecutivi “quello dei nibelunghi” e quella successivo della “borghesia”, dalle foreste ai campi coltivati.
Sul momento ho trovato la ricostruzione storica orripilante perché troppo superficiale ma poi mi sono reso conto che non era né voleva essere l'analisi del passaggio fra due periodi storici ma qualcosa di diverso: un'evoluzione della mentalità comune qui considerata come un qualcosa di superiore, una specie di anima collettiva.
E allora, qua e là, ho iniziato a intravedere idee interessanti e sono arrivato alla seguente intuizione: ogni ricostruzione della realtà ha un suo valore anche se non riesce a spiegarne estensivamente tutti gli aspetti. Ogni modello della realtà può essere pensato come a un filtro applicato a una foto: anche se tale filtro trasformerà spesso l'immagine in una macchia confusa in altri riuscirà a evidenziarne degli aspetti altrimenti quasi invisibili: ed è in questi casi che sta la sua importanza e utilità.

Ecco credo che, se anche in generale io preferisca di gran lunga l'interpretazione data dalla mia epitome, riuscirò a trovare delle “verità” interessanti anche in questa visione misticheggiante della storia.

A conferma della mia sensazione che la conferenza trattasse di teosofia ho trovato poi all'interno del libro il seguente opuscolo: notare quale sia il primo testo indicato come fondamentale...

E finalmente arriviamo al piccolo mistero del titolo di questo pezzo.
All'interno dell'opuscolo erano conservati due ritagli di giornale de La Nazione (*2): non si tratta di articoli completi ma di loro frammenti. Eccoli qui:

Curioso come da Rizzoli si parta e a Rizzoli (vedi secondo articolo) si arrivi...
Comunque il mistero è il motivo per cui mio zio abbia deciso di conservarli. Non è che sul loro retro ci sia niente di più interessante, anzi:

Dopo averci pensato a lungo credo che l'avessero incuriosito le due citazioni storiche: quella dell'imperatore Ferdinando d'Asburgo e quella del comandante della “King George V” silurata dalla “Bismark”; forse voleva ricercarle nei suoi libri e approfondirle, forse solo ricordarle...

Conclusione: negli anni, e specialmente recentemente, ho continuato a rimuginare sull'idea dello zio della nuova era che stava per iniziare, l'età dell'acquario (v. Il fattaccio 4/4). In particolare adesso vedo, in questa “nuova era”, l'avvento della globalizzazione e della sua conseguente rivoluzione (anzi involuzione) democratica del mondo. Non mi stupirei se a questa intuizione fosse giunto grazie alle suggestioni della teosofia: credo infatti che proprio questo genere di mutamenti sia evidenziato al meglio da tale “filtro”.

Nota (*1): c'è anche un altro significato, qui non rilevante, di conoscenza fornita da un dio.
Nota (*2): lo zio non leggeva altri quotidiani. Un giorno mio padre gli fece notare che avrebbe potuto comprare La Repubblica “fatta molto meglio” (opinione più che opinabile a mio avviso) ma lo zio, molto diplomaticamente, gli rispose che ne era consapevole però ormai era talmente abituato a La Nazione che sapeva perfettamente leggere fra le righe dell'immagine distorta che dava della realtà e capire come stavano veramente le cose: con un altro giornale avrebbe dovuto invece rimparare a farlo da capo!

sabato 15 luglio 2017

米兰

Volevo scrivere un pezzo con le mie previsioni per il prossimo campionato di calcio a fine mercato e, in particolare per il Milan, i miei dubbi sulla sua solidità finanziaria. Siccome ho paura che presto la cronaca possa anticiparmi ho deciso di scrivere subito il mio pensiero sul Milan.

Il finanziere cinese che l'ha comprato in primavera si è dovuto far prestare il denaro per chiudere la trattativa a tassi altissimi: da dove arriva allora tutta l'abbondanza di liquidità con la quale sta venendo foraggiato il mercato degli acquisti? I giornalisti, invece di fare il loro lavoro, ovvero indagare e spiegare, se ne fregano e si limitano a battere le mani...

La mia “previsione” (fra virgolette perché non ho dati) è che il Milan fra circa sei mesi sarà in guai economici molto seri. Sarà anche la prova del nove per Montella: riuscirà a portare il Milan in Champions? Io non ne sono convinto e non mi stupirei se finirà per lottare per la Uefa... Ma ritornerò più ampiamente su questo argomento prima dell'inizio del campionato.

Sogni di pietra - 16/7/2017
Le montagne dormono sopra le verità degli uomini.

Prospettiva distorta dalla data - 16/7/2017
Leggendo Bloy (v. La cavaliera della morte) ho avuto un'intuizione: credo che le persone possano essere influenzate dall'anno in cui vivono nella loro visione del mondo.
E per anno intendo proprio il numero di quattro cifre come 2017 o 1891...

Chi vive nell'ultimo decennio di un secolo ha la sensazione che dei cicli si stiano per chiudere mentre, nel primo decennio del secolo successivo, si ha la tendenza a credere che tutto sarà nuovo e diverso. Ovviamente questa influenza è piccolissima ma credo non ininfluente.

Ricorda, su scala diversa, la tendenza del giovane a proiettarsi nel futuro e quella dell'anziano a soffermarsi nel passato.

Conclusione: è buffo come qualcosa di così arbitrario come una data possa però influenzare tutta l'umanità. Eppure talvolta attribuiamo ai secoli delle caratteristiche ben definite dimenticando che la storia è un continuo...

Tribunale e gatti - 18/7/2017
L'articolo: Usa: uccise 21 gatti, condannato a 16 anni di prigione da LaStampa.it

Come dal titolo dell'articolo: è giustizia o ingiustizia?

Inintelligibile - 18/7/2017
Alcune cose devono essere comprese, altre credute.