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lunedì 6 aprile 2015

Sulla diffusione del cristianesimo

Per Pasqua mi sono divertito a chiedere ad alcuni parenti quali pensavano fossero i motivi che portarono alla straordinaria diffusione del cristianesimo nell'impero romano (e oltre) nei primi cinque secoli e mezzo.

Con mio stupore l'unica spiegazione che ho ricevuto è stato qualcosa sul “messaggio innovativo” del cristianesimo: in altre parole, solo in virtù della propria novità, in pratica del Vangelo, il cristianesimo sarebbe riuscito a soppiantare i vari culti pagani e, questo, nonostante le "famigerate" persecuzioni...
Per un attimo sono stato tentato di fare un sondaggio fra amici e conoscenti su questa materia ma poi, pensandoci meglio, mi sono astenuto: non avevo voglia di spedire dozzine di messaggi per poi ricevere solo un pugno di risposte svogliate... Ormai ho capito che ciò che io reputo interessante non lo è per tutti!

In parte ho già affrontato questo argomento nel pezzo Cristianesimo antico bis e nel corto Altra intuizione ma credo sia bene riunire tutti gli elementi in un unico articolo.

Indubbiamente il messaggio (il Vangelo) della nuova religione ebbe un ruolo importante nella sua diffusione ma non credo che sia stato l'elemento determinante del suo successo.
Prima di addentrarmi nei dettagli preciso subito che si tratta di una mia teoria: il libro “Cristianesimo Antico” che sto leggendo non si pone la questione e, principalmente, si limita a riportare le notizie storiche “ufficiali” (concili, dispute teologiche, editti imperiali etc...). Inoltre almeno due dei tre autori (sicuramente l'autore della seconda parte e forse anche quello della terza) sono credenti e, uno di essi, ammette che non sia un elemento trascurabile nella propria valutazione degli eventi. Per molte delle mie deduzioni mi sono basato su informazioni lette fra le righe, cioè non esplicite...

Ma veniamo al nocciolo della questione.
Il primo motivo del successo del cristianesimo è secondo me (da adesso in poi non starò a ripetere che si tratta di una mia teoria!) dovuto alla sua organizzazione gerarchica che già alla fine del primo secolo inizia ad acquisire una forma ben definita.
L'organizzazione è come una leva che moltiplica la forza delle persone che collaborano insieme: e la forza significa potere, e il potere è corteggiato dalla politica (o, meglio, dal potere politico).
Al contrario i vari culti pagani erano etnici e frammentati: il culto di Apollo in Grecia poteva essere completamente diverso da quello in Spagna. L'equivalenza fra le varie divinità era puramente artificiosa (*1). Non c'era coordinamento fra i vari sacerdoti pagani che si accontentavano di fare il proprio “lavoro” nella propria regione. La mancanza di un'organizzazione comune significa che il potere dei vari culti pagani era significativo solo a livello locale (v. i livelli del potere in Le leggi del potere).
È altamente significativo che fra i tanti provvedimenti presi da Giuliano l'apostata nel suo breve regno ci sia stato proprio quello di tentare di organizzare i vari culti pagani insieme in maniera che, per ogni area dell'impero, ci fosse un sacerdote (l'equivalente di un vescovo?) che facesse da punto di contatto con il potere poltico (direttive imperiali, gestione fondi per manutenzione templi, ospizi, assistenza ai poveri...).
Al contrario la Chiesa, grazie alla sua organizzazione capillare, quando ancora era largamente minoritaria, rappresentava comunque un potere significativo a livello imperiale. Come spiegato in Le leggi del potere i poteri tendono a collaborare insieme per reciproca convenienza, ovvero per divenire sempre più forti. Sembra ormai accertato che la famosa conversione di Costantino prima della battaglia di Ponte Milvio (312) fu un falso storico: non compare nelle prime fonti ma solo successivamente mentre, addirittura, il tanto celebrato editto di Milano (313) sembra non ci sia mai stato! Leggendo fra le righe pare di capire che solo una decina di anni più tardi Costantino inizierà una fortunata collaborazione con la Chiesa: potere politico e religioso sembrano infatti combinarsi bene insieme aiutandosi vicendevolmente, senza pestarsi troppo i piedi, nelle relative sfere di competenza. Insomma Costantino favorì il cristianesimo più per opportunismo che per conversione sincera.

Il secondo motivo è l'intolleranza e il fanatismo (*2) del cristianesimo. Le religioni monoteiste sono, per loro natura, molto più intolleranti di quelle politeiste: le varie persecuzioni non furono contro la nuova religione per sé stessa ma furono dovute al fatto che i cristiani si rifiutavano di considerare l'imperatore una divinità e di sacrificare in suo onore.
Le famigerate persecuzioni contro i cristiani furono poi poche, distanziate nel tempo e circoscritte nello spazio: secondo Harari il totale dei morti in tutte le persecuzioni fu di circa 7.000 vittime. Un'inezia considerando anche la popolazione dell'epoca. Per confronto le vittime della caccia alle streghe, per un periodo di circa tre secoli, nella sola Europa furono più di 60.000 (in maggioranza, 80%, donne)...
Leggendo la Bibbia (v. il corto Poli vs Mono: 0-1) ci si rende conto di una verità sgradevole: il fanatismo sconfigge la tolleranza (v. anche la “gradevole falsità” in Libertà d'opinione (1/2)). Una volta che il potere del cristianesimo si fu consolidato iniziarono le vere persecuzioni: quelle contro i pagani! Nel 313 il cristianesimo viene ufficialmente accettato nell'impero ma, solo 70 anni dopo, i culti pagani, sia pubblici che privati, verranno vietati...

Un terzo motivo affine al precedente è il proselitismo: non mi risulta (ma davvero non ne ho idea) che i culti pagani lo praticassero (e comunque sarebbero stati disorganizzati e quindi meno efficaci) mentre i cristiani erano attivissimi.

Del quarto motivo ho già accennato nel corto Altra intuizione: ho la sensazione che da quando, all'inizio del IV secolo, la religione cristiana venne ufficialmente accettata (ma probabilmente già da prima) questa divenne un mezzo per integrarsi nella società romana, per sentirsi cittadini dell'impero. Non credo che sia un caso che i barbari che entrarono nei confini dell'impero divennero cristiani prima degli abitanti delle campagne (v. etimologia di “pagano”!). Quanto poteva essere forte questo desiderio di integrarsi? Io ho la sensazione che lo fosse molto: l'entusiasmo provocato dall'editto di Caracalla (212) è quasi commovente...

Il quinto motivo è l'opera di assistenza sociale operata dalla Chiesa: questa attira lasciti che, a loro volta, ne aumentano il potere. Cito: «...le misure di Costantino in favore della chiesa... ...furono continue e decisive... nel 321, il diritto delle chiese di ricevere legati e da qui la possibilità di incrementare le loro ricchezze, spesso già imponenti.» ("Storia del Cristianesimo: l'antichità" di Filoramo, Lupieri, Pricoco Ed. Mondadori, 1997)
Probabilmente (non lo so!) anche qualche culto pagano avrà fatto opere di assistenza sociale (v. riforma di Giuliano) ma, a causa della mancanza di organizzazione, non doveva trattarsi di niente di troppo significativo.

Il sesto motivo è quello del messaggio (Vangelo) vero e proprio del cristianesimo. "Divento cristiano perché il suo insegnamento e la sua morale mi hanno convinto". Certamente è una possibilità ma, considerando l'umana natura, quante persone conoscete che abbiano la forza di cambiare la propria religione e, anzi, il proprio stile di vita? Ci sono sì, ma sono molto poche.
Molto più numerose dovettero essere le conversioni per opportunismo: durante il IV secolo infatti gli incarichi pubblici andarono ad appannaggio dei soli cristiani...

Modificato (7/4/2015): in realtà il sesto motivo avrei dovuto dividerlo in due: conversione sincera e per opportunismo... Vabbè, pazienza...

Conclusione: io credo che fondamentali, per la diffusione del cristianesimo, siano stati i primi tre motivi che ho elencato e, solo in seconda battuta, gli altri tre. Inoltre bisogna sempre ricordare che il cristianesimo fu quasi sempre tollerato nei primi secoli e che le persecuzioni contro di esso furono rare e limitate. Infine il paganesimo non oppose mai una vera e propria resistenza perché privo di un'organizzazione (e quindi potere) paragonabile a quella cristiana.
Insomma il cristianesimo ebbe tutte le carte per vincere e fu privo di un vero e proprio avversario (*3): quando poi ne ebbe l'opportunità, colse al volo l'opportunità datagli dal potere politico di collaborare con reciproco vantaggio.

Nota (*1): Ad esempio Erodoto scrive che il corrispondente del dio Ares presso gli Sciti era Batraz: in realtà per gli sciti Batraz non era un dio ma un eroe umano e mortale sebbene molto forte e quasi invincibile...
Nota (*2): Mi viene da pensare che il medioevo inizi non con la caduta dell'impero romano d'occidente ma con la diffusa convinzione che l'unica e sola verità sia quella riportata nella Bibbia...
Nota (*3): è sbagliato contrapporre pagani e cristiani: i primi erano sostanzialmente indifferenti alla nuova religione mentre i secondi, appena ne ebbero l'opportunità, fecero di tutto per eliminare ogni possibile opposizione.

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