«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

domenica 31 marzo 2013

Detto fatto...

Alla fine (v. Pericolo FB!) ho optato per crearmi un nuovo profilo su FB sul quale poter seguire gli aggiornamenti che mi stanno a cuore senza però che questi interessi siano direttamente collegabili alla mia persona.
Per fare questo tengo aperto su Opera il nuovo profilo e su Firefox il vecchio (dal quale ho tolto i "mi piace" che non volevo pubblici): soluzione complicata ma al momento non vedevo niente di meglio...

Siccome cerco amici che non siano presenti sul mio vecchio profilo (per differenziarlo!) accetto e offro volentieri amicizie con la mia nuova identità di Taddeo Sessa!

Ontologia - 31/3/2013
Qualcuno ha avuto la forza di leggere il mio indigesto Bene, “bravo”...? In tale intervento sprofondavo in una serie di considerazioni pseudofilosofiche che avevano lasciato anche me stesso più che perplesso. Avevo poi riassunto il problema centrale della mia autovalutazione con la domanda retorica «In altre parole: la realtà è una, ciò che è effettivamente stato, oppure è data dalla somma delle sue potenzialità?»

Oggi, per caso (*1), mi sono imbattuto nella definizione di ontologia (ovvero lo ricerca “sull'essere in quanto essere”) dove si spiega che il termine fu coniato da Christian Wolff (nel 1729). In particolare «...la concezione wolffiana dell'essere... ...dipende dalle sue premesse leibniziane, per cui al reale è anteposto il possibile, sicché l'ente è definito come “ciò che può esistere”, sia che di fatto esista sia che non esista, e l'esistenza come il “complemento della possibilità”» (*2).

È consolante venire a sapere che le proprie conclusioni, per quanto convolute, sono condivise non da un matto ma da qualcuno che è considerato un filosofo...

Nota (*1): beh, non proprio per caso ma sarebbe stato troppo lungo da spiegare!
Nota (*2): da Le garzantine: Filosofia, Ed. Garzanti, 1999.

Breaking the balls - 2/4/2013
Il problema del Palm Muting nel brano Breaking the law dei Judas Priest persiste.
Sono talmente disperato che, come suggeritomi dal maestro un paio di lezioni fa, sto ascoltando a ciclo continuo il passaggio incriminato per abituare il mio orecchio al giusto ritmo: per adesso ho la nausea ma non credo di saperlo suonare meglio...
Comunque la postura in piedi ha risolto il problema “fisico” della mano destra non in grado di plettrare e contemporaneamente stoppare le corde col palmo.

Ciangottio in palestra - 2/4/2013
Sto continuando ad andare in palestra: per adesso sto facendo un programma di “risveglio muscolare” che comunque mi stanca abbastanza e toglie l'ossigeno necessario al cervello per fare osservazioni interessanti.
Solo nello spogliatoio inizio a riprendermi e là, visto che i locali per gli uomini e le donne sono contigui, ho notato che: un uomo da solo rispetto a una donna da sola è talvolta più rumoroso perché potrebbe fischiettare o canticchiare; se però le donne sono due (o più!) fanno decisamente più confusione di un numero qualsiasi di uomini: le prime chiacchierano fra loro a ciclo continuo, i secondi, quando va bene, si limitano a salutare quando escono!

Strappettino addominale - 4/4/2013
È da pochi giorni che ho iniziato ad andare in palestra e mi sono già fatto male!
Per la verità mi sono infortunato la scorsa volta ma oggi ne ho avuto la conferma: secondo l'istruttore non è niente di grave e basterà non sforzare questo muscolo per 7-10 giorni, magari trattandolo con del Voltaren o simili.
Fortunatamente non mi dà alcun fastidio per i vari esercizi e così, a parte gli addominali, posso continuare tranquillamente a farli: speriamo bene!

sabato 30 marzo 2013

Lezione LII: posso "molla RE"!

Io e il maestro facciamo a gara a chi è più distratto: la scorsa lezione mi ero dimenticato la chiavetta USB e così oggi siamo stati estremamente attenti ad essa. Ogni volta che il maestro l'usava subito me la restituiva: risultato ci siamo dimenticati di copiarci dei dati!

Riscaldamento: la rivoluzione annunciata c'è stata ma non mi ha particolarmente impressionato. In pratica si è deciso di seguire degli esercizi di riscaldamento suggeriti da Steve Vai: niente di nuovo però... Più o meno avevo già fatto esercizi simili nei mesi scorsi: si tratta semplicemente di sequenze di note da effettuare sull'intero manico e su tutte le corde della chitarra alternando in maniera diversa le dita da usare. Non sarò più preciso perché, almeno per adesso, non ne vale la pena...
Per i vecchi esercizi mi dispiace di aver abbandonato Layla, che adesso eseguivo col metronomo a 180bpm, e Sweet child of mine dove ero arrivato a un dignitoso 196bpm. Anche l'esercizio PCPM (v. Lezione XLVIII) mi piaceva, vabbè...

Pattern: niente di nuovo. Sono a 71bpm ma, da ora in poi, aumenterò di 1 bpm alla volta...

Vodka: Surfing USA, ovvero l'esercizio di accompagnamento, è stato sostituito: il rimpiazzo è Vodka dei Korpiklaani! Ancora non mi sono cimentato ma mi pare di difficoltà abbordabile (spero di non essere come al solito troppo ottimista...) perché, anche se la velocità è alta, la sequenza di accordi è facilissima (D5, F5, Bb5 e G5) e non c'è ritmica perché devo solo dare una plettrata per accordo...
Ovviamente questo in teoria, poi vedremo!

Lavender: in realtà non mi ricordo se il maestro, dopo avermi ascoltato suonare (battute da 33 a 49), mi abbia detto di smettere di studiarlo... Però, siccome sono già a 65bpm, oramai voglio raggiungere la velocità obiettivo di 75bpm...

Breaking the Law: passo indietro che mi ha demoralizzato non poco! Come spiegato (v. Lezione LI) ho cambiato leggermente l'impugnatura del plettro. Con mio stupore non ho avuto problemi ad abituarmi al nuovo stile con però un'unica grossa eccezione: il palm muting (PM)...
In pratica, a causa dell'impugnatura del plettro, finivo per eseguire, e pure molto scomodamente, il PM col polso!
Col maestro abbiamo esaminato accuratamente la mia posizione e la conclusione è stata che tengo la chitarra troppo alta. Normalmente suono seduto con la chitarra appoggiata sul dorso della coscia destra mentre questa stessa gamba è rialzata appoggiandosi col piede su un piccolo sgabello. In pratica l'orientamento della chitarra era troppo orizzontale mentre il corpo dovrebbe stare relativamente più in basso rispetto al manico: il mio braccio destro invece di raggiungere le corde passando sopra l'angolo smussato della chitarra ci arrivava da sotto di essa col risultato che la mano era troppo parallela alle corde per poter eseguire il PM correttamente (cioè col taglio della mano)...
Per ovviare al problema mi ha suggerito: 1) di appoggiare la chitarra sulla gamba sinistra 2) provare a suonare in piedi.
Siccome in fondo al cuore ritengo che non sia dignitoso suonare la chitarra elettrica seduti, ho optato per la seconda soluzione: ancora è presto per trarne conclusioni e, sicuramente, mi ci vorrà del tempo per abituarmi ma nel complesso mi pare fattibile...

Tornando a questo brano, visto che il PM non mi riusciva più, ho dovuto rallentare i bpm della parte incriminata da 144 a 133bpm; invariata invece la parte senza PM che suonavo già alla velocità corretta.

Trollhammeren: dei Finntroll va invece a sostituire il breve passaggio tratto da Heroes che eseguivo già alla velocità obiettivo.
Anche di Trollhammeren devo imparare solo la melodia inziale (folk-metal!) ma in questo caso ho avuto un problema extra: il maestro si è dimenticato di darmi lo spartito!
Alla fine l'ho ritrovato sulla rete (Ultimate-guitar.com) ma su quel sito la versione per Tuxguitar non è scaricabile gratuitamente: ho deciso quindi di arrangiarmi, come ogni buon chitarrista dovrebbe saper fare, con la tablatura in formato testuale.
Il problema è che nella tablatura non c'è la durata delle note: se si conosce la melodia non è un grosso problema ma se, come nel mio caso, la canzone è totalmente nuova, allora non è così facile!
Comunque ho copiato da Youtube la canzone, e con Audacity ho isolato la melodia iniziale, ne ho rallentato la velocità del 75% lasciando invariata la frequenza e, lentamente, oggi sono riuscito a impararla, o comunque a suonarla con un ritmo che ricorda quello corretto!

Teoria: c'è stata anche una nota teorico/pratica molto interessante! Lo spunto è stato dato dal brano Vodka (che il maestro si era dimenticato di copiarmi ma che ho ritrovato su internet!) che nelle indicazioni riporta come da suonare in Drop D (ovvero nel “Molla RE” del titolo di questo intervento!).
Questa annotazione significa che la corda più grossa, che in genere è accordata come un MI, deve calare a un RE, ovvero scendere di due semitoni.
In questa maniera la parte centrale della canzone (che al momento non ho da studiare) è molto facilitata perché molti accordi si possono eseguire con un dito solo!
Infatti la struttura dei power chord (PC) per gli accordi con tonica sulla 6° corda è: indice sulla 6° corda e anulare e mignolo sfalzati di due tasti sulla 5° e 4° corda. Se però la 6° corda è accordata come RE invece che come MI allora è come se la posizione di tutte le note fosse traslata di due tasti (due semitoni) col risultato che per eseguire i PC con la tonica sulla 6° corda basta premere le ultime tre corde dello stesso tasto: ancora non ci ho provato ma deve essere divertente!

venerdì 29 marzo 2013

Caos postale

Dopo le mie vicissitudini con SDA (v. SDA e SDA 2) è stato il turno dei maestri, le Poste Italiane, dar prova della loro famigerata efficienza.

Sono infatti andato all'ufficio postale indicato nella ricevuta lasciatami dal postino per ritirare una raccomandata arrivatami nei giorni scorsi. Siccome è un ufficio postale piuttosto grande c'è uno sportello dedicato alle raccomandate/pacchi e, con mia grande soddisfazione, ho scoperto che non c'era fila. Un signore alto e allampato ha preso il mio foglietto e poi si è messo a scartabellare in una scatola di cartone tutta consunta: alla faccia dell'informatica!
Risultato: la mia raccomandata non c'è. Mi dice di non preoccuparmi e sparisce nel “retrobottega” a frugare fra altre scatole. Lentamente mi accorgo che l'agitazione cresce e altre due signore, che non vedo ma delle quali odo la voce, vengono coinvolte nella ricerca...
L'impiegato poi torna da me con un sorriso mesto ad aggiornarmi sulla situazione: in realtà non ha molto da dire se non che la raccomandata non è dove dovrebbe essere (“questa tecnologia è una gran cosa: ma quando non funziona...”).
Serve un ragazzo arrivato dopo di me (che nell'attesa aveva bestemmiato come un turco!) e poi torna ad aiutare le colleghe: sento che partono delle telefonate ad altri uffici postali e, quando l'addetto torna da me, mi diverto a stuzzicarlo. Gli spiego che probabilmente è una carta di credito (già attivata) e quindi, se non salta fuori, dovrò fare una denuncia. Lui mi dice “No! No! Non si preoccupi: non è una carta di credito perché il codice della raccomandata è 61 (*1)!”.
Finalmente arriva un'impiegata dall'aria trionfante: la mia raccomandata è stata ritrovata!
Solo che non l'hanno trovata nel loro "ripostiglio" ma è arrivata all'ufficio postale di un paese vicino e verso il quale vengo indirizzato.

Mi faccio una quindicina di chilometri extra e mi fiondo nell'ufficio (avevo paura stesse per chiudere). L'ufficio è piccolino e ci sono solo tre sportelli: due per il Bancoposta e uno per la posta vera e propria.
Al mio sportello un'anziana impiegata sta servendo un signore mentre due ragazzi dall'aria completamente sfavata aspettano da una parte. Dopo pochi minuti mi rendo conto del perché l'atmosfera è così “elettrica”. Le impiegate al di là del vetro di sicurezza sembrano vivere in una dimensione diversa dalla nostra: una dimensione dove il tempo scorre più lentamente, molto più lentamente... Si muovono come se fossero alla moviola, ogni gesto è ovattato, pacato: anche quando si alzano per prendere qualcosa si muovono misurando ogni movimento ed evitando il più piccolo affanno.
Invece dall'altra parte del vetro, quella dove il tempo scorre a velocità normale, le persone battano il piede per terra, controllano l'orologio, sbuffano, si guardano intorno e tamburellano le dita sul bancone.
Il signore davanti a me se ne va: chiedo ai ragazzi se tocca a loro e mi spiegano che, da un tempo indeterminato, aspettano di pagare per dei pacchi che vogliono spedire. L'impiegata è comprensiva e con la solita esasperante lentezza va a prendere un pacco, lo sposta lentamente, lo rigira lentamente fra le mani, lo pesa lentamente, e scribacchia molto lentamente dei codici al terminale.
Nel frattempo alle mie spalle arriva una ragazza che subito protesta a bassa voce per la lentezza: evidentemente, come poi mi confermerà, conosce bene l'efficenza di questo ufficio.
Ne approfitto per scambiarci quattro chiacchiere, oltretutto è molto carina, e per raccontarle le mie vicissitudini postali. Poi ci divertiamo a prendere in giro a bassa voce (non si sa mai!) le impiegate per la loro lentezza: io ipotizzo che siano delle cultrici dello zen e mi auguro che non si fermino troppo spesso a contemplarsi l'ombelico.
La piacevole conversazione è interrotta dall'addetta al Bancoposta che, ritrovandosi senza clienti, mi concede gentilmente la sua attenzione: le spiego la situazione, lei alza un sopracciglio di scettico disgusto ma fa finta di nulla e trova subito la mia raccomandata evidentemente messa da parte. Timbro, firma e ho la raccomandata in mano: ovviamente era la carta di credito...

Nota (*1): ho scoperto che le prime due cifre sotto il codice a barre indicano il tipo di raccomandata: il 61 corrisponde a quelle generiche...

martedì 26 marzo 2013

Pericolo FB!

Negli ultimi anni ho letto con un po' di sufficienza i commenti di vari amici che chiedevano di effettuare complicate manovre con le impostazioni di FB per evitare, a loro dire, pericoli per la riservetezza.
Pensavo fossero operazioni inutili dato che, da parte mia, avevo impostato tutte le regolazioni sulla riservatezza “Amici”. Insomma ero tranquillo che dall'esterno, se qualcuno provava a visualizzare il mio profilo, in pratica non potesse accedere a nessun tipo d'informazione...

Sbagliato!!

Per caso ho attivato l'opzione per visualizzare il proprio profilo come se venisse visto da uno sconosciuto (*1) e ho scoperto che praticamente era tutto visibile!

Allora ho fatto svariati esperimenti...
Per prima cosa ho notato che, quando si cambia un'impostazione di riservatezza, se si vuole che abbia effetto retroattivo bisogna richiederlo esplicitamente premendo l'apposito collegamento (*2).
Nonostante questo moltissime delle mie attività (commenti e “mi piace”) erano ancora visibili!
Guardandoli uno a uno ho capito che qualsiasi commento o “mi piace” effettuato su un elemento con riservatezza “Pubblica” è automaticamente ed ESCLUSIVAMENTE (*3) pubblico.
Questo significa che se a voi piace Monti e cliccate “mi piace” sulla sua pagina pubblica allora, chiunque acceda al vostro profilo pubblico, saprà che vi piace Monti.

Io uso con estrema parsimonia i “mi piace” essenzialmente per ricevere gli aggiornamente automatici su specifiche attività (notizie locali, politiche e umoristiche o, in genere, informazioni varie) ma non mi piace per nulla che questi miei interessi siano visibili non dico dalla polizia (che già mi infastidirebbe) ma da TUTTI!
Per la cronaca gli elementi pubblici si riconoscono facilmente perché, accanto alla data di publicazione, hanno una piccola icona blu che raffigura la Terra (le altre opzioni sono: due faccine per gli “amici degli amici”; una faccina per gli “amici” e un lucchetto per “privato”).

La logica di FB è semplice: se clicchi “mi piace” o commenti un elemento pubblico è "giusto" che questa tua “azione” sia pubblica.
Ovviamente non ci sarebbe nessun problema tecnico a far sì che chi clicca mi piace su una pagina pubblica possa riceverne gli aggiornamenti rimanendo però anonimo per il resto del mondo: il problema piuttosto è commerciale perché questo andrebbe contro gli interessi economici di FB. Nella situazione attuale FB può vendere i suoi spazi per della pubblicità mirata basata sulle nostre preferenze perché tali informazioni sono pubbliche (e quindi non ha il problema legale di dover chiedere il permesso di rendere note le nostre informazioni a terzi)!

Conclusione: questo spiega perché adesso ho un sacco di pubblicità per chitarre (cliccai “mi piace” sulla pagina di Joe Satriani, un famoso chitarrista) e, ben più grave, perché Berlusconi non mi mandò la lettera per farmi avere il rimborso dell'IMU (avevo cliccato “mi piace” su Beppe Grillo e quindi sarebbe stata una spesa inutile spedirmi tale lettera...).

Conclusione 2: come aggirare il problema? Ovvero come mantenere la praticità di ricevere gli aggiornamenti a ciò che più ci interessa senza essere selvaggiamente profilati? L'unica soluzione che vedo è farsi due profili FB: uno “vero” con cui stare in contatto con gli amici e dove non cliccheremo mai “mi piace” a nessun elemento pubblico e un altro “falso” (magari con un nome fasullo e dati sballati) con cui seguire ciò che vogliamo.
In questa maniera lo sconosciuto che cerca informazioni su di noi non troverà niente di utile perché non potrà risalire dal profilo “falso” a quello “vero”.
Certo che è scomodo però...

Nota (*1): per attivare questa possibilità bisogna andare a “Collegamenti rapidi alla privacy” (la piccola icona in alto a destra con un piccolo lucchetto), selezionare “Chi può vedere le mie cose” e infine “Cosa vedono gli altri sul mio diario? Visualizza come”.
Nota (*2): Premere la “rotellina” in alto a destra e poi “Impostazioni sulla privacy”. Appare una nuova schermata (dove avevo impostato tutto ad “amici”...) e qui c'è il collegamento cercato: “Limita i post passati”.
Nota (*3): almeno a me non è riuscito nasconderli... Comunque farò qualche altra ricerca per vedere se c'è un'alternativa...

lunedì 25 marzo 2013

Apuleiata 17

Mi ero dimenticato delle mie pillole su Apuleio! Rimedio subito!
Nel capitolo 33 del libro X (L'asino d'oro (le trasformazioni) di Apuleio, Ed. BUR, 1955, trad. Claudio Annaratone) è scritto:
«Quel vecchio di saggezza divina, che il dio di Delfo disse per sapienza superiore a tutti i mortali, ...»

Mi permetto di spiegare che il “vecchio” a cui si riferisce Apuleio è Socrate (lo si capisce anche dal prosieguo del testo). Pare infatti che anche il giovane filosofo, alla ricerca di un maestro, avesse chiesto all'oracolo (leggendo Erodoto, v. Erodoto e le storie tese sono rimasto impressionato da quanto fosse tenuto in considerazione!) chi fosse l'uomo più sapiente della Grecia.
La pizia rispose «Socrate stesso è il più sapiente» che, in seguito, il filosofo interpretò con la consapevolezza che la vera sapienza consiste nel sapere di non sapere (perché egli, evidentemente, era massimamente consapevole di non sapere!)...

Assolutamente da vedere! - 26/3/2013



Soprattutto la seconda parte è interessante.
Oltretutto si vedrà di che pasta è fatta la Boldrini, ovvero se cercherà di far luce oppure se cercherà di mettere i bastoni fra le ruote...

DSBM - 27/3/2013
Ho appeno scoperto il "Depressive Suicidal Black Metal": lo trovo molto divertente!

Palestra - 27/3/2013
Nella mia perenne lotta al grasso questa volta mi sono iscritto a una palestra: scusate se non aggiungo altro ma sono tutto rotto...

Ventose - 29/3/2013
Negli ultimi mesi la situazione della mia linea telefonica è nettamente peggiorata: soprattutto il vento fortissimo, abitando in mezzo al bosco, è stato deleterio.
A occhio sono ancora sopra i 2Mbit e quindi, se chiedessi adesso l'intervento dei tecnici, mi risponderebbero con una pernacchia: però, se l'andamento è questo, fra 6 mesi ci sarà da rilottare per far sistemare la linea...


Varie sulla situazione politica 2

Bersani ha ricevuto l'incarico di formare il governo da Napolitano o, almeno, di provarci...
Il leader del PD sta facendo le sue consultazioni: il M5S non ci sta mentre il PDL sarebbe disponibilissimo (in cambio si accontenterebbe del seggiolone in cima al colle...), Monti ci vorrebbe stare (e volentieri se fosse l'ago della bilancia) ma al momento non è decisivo.
Già che c'era Bersani ha incontrato i sindacati anche se non mi è chiaro quale ruolo istituzionale dovrebbero avere nella formazione del nuovo governo... Sono ironico ma, visto che non vengo capito, mi chiarisco: secondo me non avrebbe dovuto incontrarli.

Al momento Bersani è super pessimista ma volete sapere la mia teoria? Secondo me si ritenta la tattica usata per l'elezione del presidente del Senato: ovvero si paventerà fino all'ultimo secondo il ritorno al voto nel tentativo di spaccare nuovamente il M5S (che spero però abbia imparato la lezione) e, se questi non cede, si farà invece un governo tecnico con sostegno PD e PDL...

Chi ci capisce di politica più di me mi può spiegare perché:
1) Il M5S si dovrebbe turare il naso e dare il suo sostegno al PD mentre il PD non si vuole turare il naso per accettare il sostegno del PDL?
2) Ma davvero un governo PD + M5S sarebbe preferibile a un ritorno alle urne? Si dice che l'Italia, data la situazione economica, ha bisogno di un governo forte: è vero, ma qualcuno pensa che un governo PD + M5S sarebbe forte?

Sono dell'idea che, constatata l'ingovernabilità, bisognerebbe tornare al voto. Lo penso anche se sono convinto che il M5S ne verrebbe ridimensionato: credo che anche il PD e il PDL ne siano consapevoli ma questi invece temono le urne per la paura che vinca la parte avversa (ma socia nel malaffare).
Credo che questa paura, ovvero mera convenienza politica, li porterà a formare un governicchio di un qualche genere (chiamatelo come vi pare ma sempre governicchio sarà...) e questo invece, alla lunga, dovrebbe premiare il M5S.

Ho usato il condizionale “dovrebbe” perché da praticamente subito dopo le elezioni, e con intensità sempre crescente, il M5S è sotto attacco su più fronti.
I giornali (e quando scrivo i “giornali” ho in mente Repubblica.it e Corriere.it) non ignorano più il M5S ma invece lo attaccano a testa bassa scrivendo pure e semplici bugie: più volte sono stati sgamati sul viario (*1) di Grillo (v. Varie sulla situazione politica) ma, visto che sono in malafede, tutto fanno piuttosto che rettificare le loro inesattezze.
Le tivvù riportano invece quasi sempre le opinioni o le idee del movimento sempre in maniera errata o estraendone delle frasi dal loro contesto in maniera che sembrino avere un altro significato: eppure non sarebbe troppo difficile leggere e riassumere esattamente i punti salienti degli interventi sul viario (*1) di Grillo...
L'altro fronte di attacco è invece il viario (*1) di Grillo in pratica l'unico organo di comunicazione “ufficiale” del movimento. L'attacco consiste in una marea di commenti scritti principalmente da troll che, con il loro rumoreggiare, sovrastono il normale scambio di opinioni fra i sostenitori del movimento.
Sullo stesso viario (*1) di Grillo è apparso un pezzo al riguardo, Schizzi di merda digitali, che analizza e riassume l'origine e i motivi di questo fenomeno. Si può verificare che si tratta di persone interessate solo a far rumore per generare confusione con un semplice esperimento: io ho risposto a quattro o cinque di questi commenti in maniera ragionevole e argomentando il mio punto di vista, ma sapete cosa è successo? Niente! Sono stato ignorato: la ragione è che le risposte a un commento (chiamate “discussione”) non appaiano automaticamente nella lista dei commenti e, per tanto, non generano la confusione che è l'unico e vero obiettivo dei troll.
Intendiamoci, qualche commento critico sarà stato pur fatto in buona fede ma l'attuale marea di commenti superficiali, pieni di luoghi comuni e raramente attinenti al pezzo pubblicato, non sono spiegabili in altra maniera che come un attacco organizzato.

L'unica possibilità di difesa sarebbe quella di aggiungere una sorta di filtro (*2) che permetta di nascondere i commenti di chi non ha nulla da dire ma, anche questa scelta sarebbe comunque una piccola sconfitta per il movimento perché lo si potrebbe accusare, non infondatamente, di censura (per quanto parziale)...

Nota (*1): “viario” = vi-(rtuale) + (di)-ario = blog; v. il corto Viario.
Nota (*2):la mia idea era che un gruppo di volontari fidati avesse la possibilità di marcare i commenti dei troll come tali in maniera che, chi non è interessato a leggerli, possa nasconderli con un semplice clic del puntatore. Ho appena letto che qualcosa del genere sta per essere implementato: speriamo bene!

domenica 24 marzo 2013

Delusione da incomprensione

Oggi ho avuto una breve conversazione telefonica con un mio amico e ho scoperto che non ha “capito” molti dei miei pezzi “politici”.
Ho scritto “capito” virgolettato per indicare che forse la colpa non è sua: potrei essere stato io a essermi spiegato male? È possibilissimo...
Lui mi ha citato due o tre pezzi, scritti nell'arco di qualche anno, che quasi non ricordavo: però, quando ci ho ripensato, mi sono reso conto che si trattava di citazioni inesatte dove, a un 70-80% del mio pensiero, vi si aggiungevano delle conclusioni che non mi appartenevano.
Il problema è che non sono veloce a pensare: quando me ne sono reso conto ci eravamo già salutati da almeno dieci minuti...

Ricordo che mi “accusava” di aver scritto anche un pezzo contro gli zingari!
In realtà di zingari ho accennato un bel po' di tempo fa in questo unico intervento, Ultimi e penultimi, che però verte sulla sottigliezza di un'analogia, tratta da un articolo del Corriere.it, che va in senso opposto a quello voluto dal suo autore.
Sì, forse nella conclusione faccio una battuta non troppo lusinghiera nei confronti degli zingari, ma resta il fatto che il tema del mio pezzo era totalmente diverso!

E poi la solita accusa: sono troppo filo-berlusconiano...
A quel che mi risulta io sono (molto) contro Monti, sono a (molto) favore del M5S e considero sfavorevolmente, ma più o meno sullo stesso livello, PD e PDL. E per questo a volte, il mio senso della giustizia od odio per l'ipocrisia, mi spinge a difendere Berlusconi & C. quando questi viene dipinto, non un gradino peggio del PD (che troverei accettabile), ma come l'origine di ogni male italiano...

Possibile che considerare Berlusconi “male” ma non “cento volte pessimo” mi renda un suo sostenitore? A me questa pare una contraddizione logica! Come si può infatti pensare “male” di qualcuno ed essere contemporaneamente un suo sostenitore?
Cioè capisco benissimo se i miei lettori non condividono le mie argomentazioni a favore di Berlusconi: posso commettere errori logici, basarmi su premesse errate, non considerare tutte le implicazioni, etc... Questo è possibilissimo!
Ma come si fa a concludere che io sia un sostenitore di Berlusconi quando, io per primo, affermo che non mi piace e che da quasi vent'anni non lo voto (*1)?

In verità, di essere frainteso, non mi importa troppo: essere incompreso è il mio naturale rapporto con il prossimo e ci sono abituato da quando ero un bimbetto di pochi anni. Quello che mi dispiace è che sia proprio un amico che mi conosce benissimo a non capirmi: a questo punto mi chiedo chi me lo fa fare di scrivere...
Potrei costruire un programma che generi degli interventi casuali: io non mi stancherei a scriverli e, anche se nessuno li capisse, ci avrei comunque guadagnato...
Bah! Vade retro depressione!

Nota (*1): lo votai solo alle elezioni politiche quando “scese in campo” per la prima volta. Per la cronaca ho votato per tutto l'arco costituzionale prima di iniziare ad astenermi intorno al 2000: astensione che ho poi interrotto per l'ultimo referendum e per queste politiche...

sabato 23 marzo 2013

Tonalità e modo

L'esercizio dell'identificazione della tonalità del brano dei Judas Priest “The Hellion” si è dimostrato meno banale del previsto: mi era parso di aver capito la teoria ma, all'atto pratico, mi sono reso conto di aver più di qualche dubbio...

In questo pezzo non ho quindi intenzione di inventarmi niente di nuovo quanto piuttosto di chiarire a me stesso. Siccome i concetti sono interessanti ne faccio un intervento sia per mio futuro riferimento che per i lettori curiosi.

Tonalità
Cos'è una tonalità? Una tonalità è un insieme di note che hanno la proprietà di suonare "bene" insieme e che risultano “piacevoli” all'orecchio.
Questa definizione è straordinariamente arbitraria e infatti nasconde due verità di psico acustica che ne stanno alla base: la prima è che il gusto per la musica è condizionato dall'abitudine, da quando appena bambini, ci viene cantata la canzoncina Tanti auguri; la seconda è che l'orecchio di una persona comune (non cioè di un musicista allenato) riconosce facilmente non le singole note ma la differenza fra di esse: non riconosce cioè se due note sono un DO e un RE ma si accorge che la differenza fra queste è di due semitoni.

Detto questo, noi occidentali, siamo abituati fin da piccoli ad ascoltare musica basata sulla “tonalità di DO” e altre a questa “affini” (v. dopo cosa si intenda per affinità).
Come spiegato, questo fa sì che il nostro orecchio non si abitui tanto a specifiche note quanto a specifiche differenze di semitoni.



Come si vede dalla fig. 1 la tonalità di DO è caratterizzata dall'usuale sequenza: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, ovvero nota, spazio, nota, spazio, nota, nota, spazio, nota, spazio, nota, spazio, nota o, più semplicemente, 101011010101. Da sottolineare come la prima nota di questa sequenza, che dà il nome alla tonalità, è un DO.

Ora se per qualche motivo vogliamo alzare la frequenza del nostro brano (ad esempio per cantarlo più agevolmente) di una “nota” e ci limitiamo a trasformare i DO in RE, i RE in MI, i MI in FA etc scopriremo di non essere più in grado di riconoscere la nostra melodia!
Il motivo, per quanto spiegato, è banale. Basta osservare gli intervalli relativi alla sequenza ottenuta (v. Fig. 2):



La sequenza ottenuta è infatti 101101010110 che è ben diversa (*1) da quella a cui è abituato il nostro orecchio che è, come si è visto, 101011010101.
In pratica nulla ci vieta di scegliere come nota iniziale quella che preferiamo (in questo caso il RE) ma è fondamentale che la distanza fra le note che compongono la relativa tonalità siano le stesse di quella di DO.
Semplicemente affiancando la sequenza note/spazi della tonalità di DO è possibile identificare quali debbano essere le note della tonalità di RE:



Come si vede (Fig. 3) la sequenza corretta di note che compongono la tonalità di RE è: RE, MI, FA#, SOL, LA, SI e DO#.

In breve quello che conta non sono le note ma la distanza fra queste: scelta una qualsiasi nota di partenza, per trovare le altre note che compongono la relativa tonalità, basta selezionare quelle in corrispondenza degli 1 nella sequenza 101011010101.

Facciamo un altro esempio che permetta anche di spiegare il perché a volte si preferisca esprimere le note con il bemolle (b; abbassa di un semitono la nota corrispondente) invece che col diesis (#; alza di un semitono la nota corrispondente)...

Proviamo a individuare la tonalità di DO#:



Applicando il procedimento precedentemente spiegato (Fig. 4) si ottiene che le note corrispondenti alla tonalità sono: DO#, RE#, FA, FA#, SOL#, LA# e DO.
Le note scritte in questo modo a me non danno nessun fastidio ma i veri musicisti invece inorridiscono: ciò che li disturba sono le coppie di note DO/DO# e FA/FA# probabilmente perché non è possibile indicarle contemporaneamente sul pentagramma grazie a una specifica armatura di chiave.
La soluzione dei musicisti è quella di esprimere, tutte le note col diesis, con le loro equivalenti modificate dal bemolle.
Il risultato è: REb, MIb, FA, SOLb, LAb, SIb e DO. Questo perché DO# e REb (e analogamente per tutte le altre coppie sostituite) indicano la stessa esatta nota con la differenza però che adesso non è più un problema inserire queste note in un pentagramma con un'apposita armatura (quella con cinque bemolli).

Modo
Fra le sette notte di una tonalità ci sarà una nota che ricorre più spesso delle altre e sulla quale la melodia si appoggia: essa è detta tonica o fondamentale e specifica il modo della tonalità.
Ovviamente ci sono 7 diversi modi corrispondenti a ciascuna delle note di una tonalità.
Quando la tonica corrisponde alla prima nota della sequenza allora il modo della tonalità è detto maggiore.
In altre parole se la tonalità di DO ha come tonica il DO allora è detta tonalità di DO maggiore; analogamente se la tonalità di RE ha il RE come tonica allora è chiamata tonalità di RE maggiore; infine se la tonalità di REb ha il REb come tonica allora è chiamata tonalita di REb maggiore.

Quando invece la tonica è la sesta nota della sequenza allora il modo è chiamato minore.
Ad esempio nella tonalità di DO la 6° note è il LA mentre, negli altri due esempi, si hanno il SI per la tonalità di RE e SIb per la tonalità di REb.
Secondo me quando la tonalità di DO ha come tonica il LA allora sarebbe logico chiamarla “tonalità di DO minore”: sfortunatamente i musicisti non la pensano come me e il nome corretto diventa tonalità di LA minore...

Per curiosità i sette possibili modi sono anche detti:
Tonica 1° nota: → ionico o maggiore
Tonica 2° nota: → dorico
Tonica 3° nota: → frigio
Tonica 4° nota: → lidio
Tonica 5° nota: → misolidio
Tonica 6° nota: → eolio o minore
Tonica 7° nota: → locrio

Ma comunemente la tonica è la 1° o la 6° nota...

Modificato 14/4/2014: Uhmmm... non sono più sicuro che quanto scritto da questo punto in poi sia corretto...

Ma passiamo al brano The Hellion (Fig. 5). Per prima cosa identifico le note del ritornello che suono infischiandomene della loro durata e delle diverse ottave:



Si osserva facilmente che la tonica dovrebbe essere il SI con 5 occorrenze o, in subordine, il SOL con 4: il problema è che analizzando solo quattro battute non possiamo esserne sicuri!

L'altra caratteristica che si può verificare è che la sequenza di note è sovrapponibile a una tonalità (ovvero con la sequenza 101011010101 dopo un'opportuna traslazione) ma devo capire come identificare quale!
Ok è facile! Basta identificare la nota da cui dovrebbe partire la sequenza 101011010101 per sovrapporsi esattamente alle 7 note della melodia!
In questo caso la nota è il SOL e dunque la tonalità di questo brano dovrebbe essere:
1) Tonalità di SOL in modo frigio (se la tonica è il SI)
2) Tonalità di SOL maggiore (se la tonica è il SOL)

Ora non mi resta che segnalare questo pezzo al mio maestro per sapere se ho scritto qualche scelleratezza!

Nota (*1): In fase di rilettura mi sono accorto di un errore! In realtà si tratta di una sottigliezza: la sequenza “errata” 101101010110, come si vedrà in seguito, non è errata ma è solamente la stessa tonalità di Do traslata di due posizioni a sinistra... Evidentemente ciò che in questo caso provoca disorientamento all'ascolto non sono le note (che appartengono ancora alla tonalità di DO) quanto la differenza fra le stesse: nella melodia originale fra la seconda e terza nota c'erano due semitoni mentre nella nuova versione ce n'è solo uno!

venerdì 22 marzo 2013

Tassonomia PDessina

A partire dalla conoscenza diretta di amici, parenti e semplici conoscenti ho identificato diverse tipologie di PDessini. Ovviamente i confini fra queste categorie sono labili e spesso una singola persona può rispecchiarsi in due o più di esse.

ArterioPDessini: hanno sempre votato PD comprese le sue precedenti incarnazioni: PC, DS, Partito Democratico di Sinistra... Si tratta di persone generalmente anziane nella cui mente non è rimasto spazio per nessuna valutazione critica. Il loro voto è a prescindere da ogni considerazione perché il partito ormai fa parte della famiglia: è come un figlio al quale, con un sorriso, si perdona o si giustifica qualsiasi errore o presunto tale. L'arterioPDessino non ti ascolta: nel migliore dei casi ti guarda in silenzio, magari sorridendo benevolmente, ma qualsiasi critica al PD, per quanto argomentata, è subito dimenticata...
Diffusione: molto ampia.
Andamento: la popolazione invecchia ma gli arterioPDessini muoiono: più o meno queste tendenze si compensano e, pertanto, considero questa tipologia in leggero calo.

Demonologi: credono in Satana e nei diavoli. Anzi, sanno per certo, che il Maligno tiene la sua corte ad Arcore circondato da prostitute, ruffiani vari e diavoletti minori. L'Angelo Caduto (in basso) ha le sembianze di Berlusconi. Tutto il Male in Italia, e perché no, nel resto del mondo è dovuto a lui, alle sue televisioni e al conflitto d'interessi. Pertanto i demonologi votano il PD perché vedono tale partito come l'unica speranza contro l'Avversario. All'esorcista Bersani per ottenere il loro voto è bastato dire “Chi non sostiene il PD favorisce Berlusconi” (*1). I demonologi, per spiegarsi come mai il PDL raccolga sempre tanti voti, si dicono che l'Italia è un paese pieno di stupidi perché solo i mentecatti (oltre a mafiosi, corrotti e corruttori) possono ancora essere ammaliati dalle lusinghe del Signore delle Mosche (e di Vespa).
Diffusione: molto ampia.
Andamento: direi stazionario. Un altro arcidemone, nell'ingannevole forma di un innocuo grillo (v. dopo), sta sorgendo all'orizzonte ma la paura dell'Avversario, a soli 150.000 voti di distanza, mantiene i loro ranghi compatti.

Rottamatori: generalmente giovani, si rendono conto che la vecchia politica, compresa quella del PD, è superata e non risponde più alle drammatiche esigenze degli italiani. Credono in Renzi e nel suo Vangelo della Rottamazione capace di rinnovare il partito. Il fatto che Renzi sia cresciuto a pane e PD non li insospettisce ma anzi dà loro quella garanzia di sicurezza e serietà che altri partiti o movimenti non hanno. Il rottamatore si riconosce perché è convinto di poter volare tirandosi verso l'alto i capelli in testa...
Diffusione: ampia.
Andamento: in crescita. Ai giovani si stanno aggiungendo anche i delusi da Bersani riuscito nella difficile impresa di perdere delle elezioni stravinte in partenza.

Pinocchini: [Attenzione! questa categoria è in rapida crescita e continua evoluzione] molti elettori del PD, principalmente ex-demonolgi, hanno riconosciuto nel M5S il nuovo pericolo per la democrazia, la pace, la giustizia e la libertà: ovvero per il PD. Il pinocchino, per combattere il M5S, agisce come il Pinocchio di Collodi: bugie e disinformazione per schiacciare il fastidioso Grillo Parlante. Il pinocchino è relativamente giovane e sa usare gli strumenti informatici: è attivo su FB e lo si identifica facilmente dai memi che pubblica. In essi vengono rilanciati le pseudo notizie di Repubblica.it e simili oppure altre banalità, frasi fuori contesto e tutti i più triti luoghi comuni atti a ridicolizzare il M5S.
Diffusione: discreta.
Andamento: in forte crescita parallelamente agli adescamenti politici dell'amante respinto Bersani. Molti PDessini infatti non si capacitano di come il M5S, per il bene dell'Italia, si rifiuti di fare come esiga il PD: e così l'indifferenza, a causa dell'incomprensione, si trasformano in rancore e nascono nuovi pinocchini.

Marxiani: intellettuali estremamente colti. Conoscono a menadito ogni avvenimento della politica italiana degli ultimi 50 anni: la dialettica comunista, gli ideali della socialdemocrazia e i paradigmi del liberismo sociale sono il loro pane quotidiano. Si incontrano in riunioni dove disputano fra loro fantasticando d'immaginarie rivoluzione sociali. Sono esperti dei massimi sistemi della politica e potrebbero spiegarti senza problemi cosa Marx pensi di internet o dell'iPhone. Li ho definiti marxiani e non, ad esempio, marxisti perché vivono su un altro mondo (tipo Marte): non si rendono conto che la politica attuale ha da decenni smarrito gli ideali ai quali ancora loro disperatamente si aggrappano.
Diffusione: scarsa ma non a rischio estinzione.
Andamento: costante. Hanno la sicurezza delle persone colte di essere nel giusto e, se pure avessero qualche dubbio, se ne vergognano e lo dimenticano. Però, se il loro ultimo piano decennale (*2) avrà successo, diventeranno rapidamente la maggioranza del PD...

DiCimati: per molti versi sono affini ai marxiani con la sostanziale differenza che le loro radici non sono nell'area socialista ma nella sinistra della DC. La DC è da tempo defunta, sgretolata e polverizzata, ma in questi pochi DiCimati rimangono ancora saldi gli ideali che furono di La Pira... Non riconoscendosi in Casini e nei suoi dubbi “centristi” né negli esponenti accasati nel PDL hanno finito per schierarsi col PD: ma si sentono degli ospiti, troppo poco allineati con la maggioranza del partito, e non a casa loro (comprensibilmente: non è facile riconoscersi nella Bindi). Per capirsi, alle recenti primarie, i DiCimati hanno votato Tabacci ma senza disdegnare la Puppato che “si presentava bene”.
Diffusione: scarsa e a rischio estinzione.
Andamento: in lentissimo calo. Dopotutto non hanno un'altra “casa” dove andare visto che non ci sono partiti interessati a fare ponti d'oro per “rubare” parte del loro 0.2542% (*3).

Puzzameno: sono cittadini bipolari ondivaghi che, elezione dopo elezione, migrano sempre più delusi da una coalizione all'altra. Hanno poco a che spartire col PD e, semplicemente, lo ritengono “meno peggio” del PDL. I puzzameno ritengono che votare sia un dovere e, solo per questo, si ostinano a recarsi alle urne e, solo molto lentamente, si trasformano in astensionisti afflitti dal senso di colpa.
Diffusione: discreta.
Andamento: variabile e difficile da prevedere. In genere, a ogni elezione, i puzzameno che avevano votato la coalizione andata al governo passano, delusi, alla parte avversa. Ora però c'è anche l'opzione M5S...

Responsabili: sono elettori pragmatici che mirano a ottenere il proprio scopo. Percepiscono la politica come un male necessario. Meno fatalisti e politicamente più preparati dei puzzameno, vogliono che il loro voto serva a qualcosa. Ad esempio, alle ultime elezioni, hanno votato il PD per ottenere un governo forte in grado di fronteggiare la crisi economica mentre, contemporaneamente, ritenevano il M5S inaffidabile.
Diffusione: discreta.
Andamento: in aumento, specialmente se si tornasse presto al voto: in particolare molti responsabili di Scelta Civica si immolerebbero votando PD per il bene dell'Italia.

Nota (*1): “Chi non sostiene il PD favorisce Berlusconi” ha dichiarato Bersani presentando tutto in una volta il suo programma elettorale. (da UM)
Nota (*2): preparata dal direttivo dei sette membri della cellula marxista-femminista-leninista-ecologista-progressista di Prulli Alto con delega per l'Italia, l'Europa e il Resto del Mondo.
Nota (*3): Lo 0.2542% lo si ricava calcolando l'1%, ottenuto da Tabacci alle primarie, del 25.42% del PD ottenuto alle ultime elezioni...

giovedì 21 marzo 2013

Lezione LI: QUI z

Lezione che mi è parsa molto interessante anche se, mi rendo conto, la mia impressione è dettata molto dal mio umore (e oggi era buono).

Riscaldamento: qualche piccola modifica. Eliminate le quattro battute dei Muse (che in effetti avevano poco senso perché troppo facili e sostanzialmente inutili). L'unica battuta di Layla (utile per l'hammer on e il pull off da eseguire in rapida successione col mignolo) devo ristudiarla stando attento ai tempi: colpa mia, perché da tempo ignoravo lo spartito e mi limitavo a suonare le note in successione il più rapidamente possibile...
Tutto qui: ma per la prossima lezione il maestro mi ha già anticipato che vuole rivoluzionare tutto impostando il riscaldamento in maniera diversa. Vedremo!

Pattern: niente di nuovo. Per la cronaca sono a 60 bpm e aumento di 2 bpm a ogni esercitazione.

Aces High: sospeso! In effetti non ne potevo più perché era da settembre che mi trascinavo questo pezzo. Per la cronaca avevo raggiunto la velocità obiettivo per le battute da 1 a 19 (*1), dalla 36 alla 67 e dalla 84 alla 115. In pratica ero rimasto indietro solo col frammento dalla battuta 20 alla 35 (184 invece che 235bpm). Ripensando a come ho gestito questo pezzo mi sono reso conto di essere stato troppo conservativo nell'aumentare i bpm, soprattutto inizialmente, e questo mi è costato forse un paio di mesi...

Surfing USA: ci siamo dimenticati di parlarne. Sicuramente è troppo facile e dovremo cambiarlo ma, per adesso, me lo tengo...

Lavender: con un po' di pazienza ho acquisito la manualità necessaria per eseguire la difficilissima battuta 36. Adesso sto iniziando ad aumentarne i bpm: sono a 52 e devo arrivare a 75...

Breaking the Law: sono molto contento: ho raggiunto la velocità obiettivo nelle prime tre parti (dove la seconda inizialmente mi restava ostica) e adesso suono di fila le battute dalla 1 alla 25 e ciò mi dà molta soddisfazione...
Sfortunatamente la quarta parte, quella in palm muting, continua a rimanermi difficile: adesso il problema non è più solamente mantenere il tempo ma, fisicamente, plettrare alla velocità richiesta. Un alternativa sarebbe quella di fare una plettrata bidirezionale ma in questo caso ho problemi a mantenere il palm muting quando plettro verso l'alto. Il maestro mi ha consigliato di insistere con le sole plettrate verso il basso e così farò...

Heroes (dei Masterplan): va invece a sostituire Aces High. A un primo ascolto mi pare abbordabile ma è presto per dirlo...
Per adesso mi limito all'assolo iniziale, le battute dalla 2 alla 5 ripetute due volte. Oggi l'ho già provato e ci sono quasi: suono però a 70 invece che 95bpm, ma conto di aumentare rapidamente il tempo.

Teoria: più che “teoria” sarebbe “tecnica” ma insomma...
Abbiamo rivisto la maniera in cui devo impugnare il plettro, vedi figure:

Questa era la vecchia maniera dove avevo il problema che l'indice, dopo un po', si rilassava e tendeva a scendere verso il basso col risultato che a volte l'urtavo sulle corde, oppure tenevo il plettro molto sporgente. L'impugnatura era caratterizzata dall'allineamento dell'avambraccio con la mano (giuntura 1) e la prima falange (giuntura 2) mentre solo le ultime due falangi dell'indice (giunture 3 e 4) erano piegate.

La nuova posizione prevede tutte e tre le falangi dell'indice piegate (come se tenessi il pugno chiuso) con il risultato che, per poter plettrare, anche la mano non è più allineata con l'avambraccio (giuntura 1) ma è puntata verso la chitarra (leggermente!).

Durante la lezione mi sono lamentato dicendo che non mi sarei mai abituato a questo nuovo modo di tenere il plettro ma poi a casa, con calma, ho usato la nuova impugnatura per tutta l'esercitazione quotidiana e non ho avuto problemi! Solo un po' impacciato nelle melodie ma nemmeno troppo...

Infine il maestro, dopo avermi rispiegato un po' di teoria sulle tonalità (*2), mi ha dato come esercizio quello di individuare in quale tonalità è The Hellion dei Judas Priest...

Nota (*1): rispetto allo spartito originale ho aggiunto una battuta introduttiva di silenzio! Quindi in realtà sarebbe dalla 1 alla 18 e analogamente per gli altri intervalli...

Nota (*2): in verità l'avevo studiata per conto mio ma anche lui mi aveva già dato dei cenni e ora non saprei più dire chi mi ha insegnato cosa!

martedì 19 marzo 2013

Maccabei

Ho un quesito (molto difficile, quasi impossibile) per i miei lettori: perché sto leggendo i due libri sui Maccabei della Bibbia?

In realtà si tratta di una domanda molto difficile, quasi impossibile, ma poiché la risposta è curiosa voglio comunque sfidare i miei lettori a indovinare: anzi metto in palio pure un bel premio!

In realtà c'è un amico che ha gli elementi per rispondere correttamente ma si dovrebbe ricordare una conversazione di qualche anni fa: lo contatterò per fargli leggere questo pezzo...

La risposta, qui, fra una settimana!

Colombo rock - 20/3/2013
Mentre ero in macchina e ascoltavo un CD di Joe Satriani ho visto un colombo su una tettoia vicina che, per tutti i 5-6 secondi durante i quali l'ho potuto osservare, ha mosso la testa al tempo della musica: buffissimo!

Indigestione - 21/3/2013
Ieri mattina mi sono dimenticato di fare la pesata settimanale ma, causa cioccolatini e pane fatto in casa, dubito di essere calato di peso...
In serata poi ho fatto una mezza indigestione: era da tempo che non facevo il pollo alla diavola e così ne ho mangiato mezzo (era molto grande, non tipo galletto anoressico!) con un mucchio di patatine e svariate fette di pane (con semi di girasole). Stanotte avevo la pancia che mi scoppiava, come se avessi inghiottito un mattone che mi pesasse sulla pancia: non c'era verso di trovare una posizione comoda per dormire e anzi il fastidio era vicino alla soglia del dolore...

Gan-z/d-ata - 22/3/2013
"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci."

Io ci vedo più di una similitudine col M5S anche se non sono sicuro della conclusione come quell'inguaribile ottimista del Mahatma Gandhi...

ESP: fenomeni paranormali - 25/3/2013
Oggi ho visto la pellicola ESP: fenomeni paranormali del 2011.
Un film complessivamente modesto ma che, per un aspetto, ricorda molto il mio racconto Ledificio!
L'elemento in comune è l'ambientazione costituita da un labirinto senza uscita che non obbedisce alle leggi dello spazio e del tempo.
Nel complesso il regista ha reso l'idea in maniera molto più sanguinolenta di quanto abbia fatto io e, alla fine, non riesce a dare un senso alla trama. Non per nulla il film termina in un crescendo di follia che non risponde a nessuna domanda che lo spettatore si è posto durante la visione.

Ci tengo a sottolineare che non ero a conoscenza né avevo visto il film in questione quando scrissi il mio racconto: come spiegai si basava infatti su un mio sogno...

Bene, "bravo", ma niente bis!

Ho voglia di scrivere: ultimamente avevo molte idee ma adesso non ricordo cosa avevo in mente...
Erano infatti delle impressioni, delle suggestioni, niente su cui avessi ragionato annotandomi mentalmente cosa avrei potuto scrivere.



Ecco però che mi sono ricordato un tipico dubbio da notte insonne: forse ne ho già accennato di sfuggita in altri interventi perché mi capita spesso di arrovellarmici il cervello sopra.

Quando la notte si dilata, quando continuo a rigirarmi nel letto finendo per assumere posizioni da contorsionista, mi chiedo se sono una “brava” persona ma non riesco mai ad arrivare a una conclusione definitiva.
È tutto un sovrapporsi di pro e contro e, alla fine, non riesco a valutare più da che parte penda la bilancia. E poi, una domanda banale che però banale non è, “cosa” si deve giudicare: le proprie azioni o come si è “dentro”?
Si dirà “i fatti”, perché è luogo comune che le persone vadano giudicate dalle loro azioni. Sicuramente questo è vero quando si vuole giudicare le altre persone: non sapendo quello che pensano si è costretti a valutare basandosi sulle loro azioni e parole.
Ma quando si giudica sé stessi? In questo caso sappiamo benissimo ciò che pensiamo e allora perché non considerarlo? Oltretutto le proprie azioni sono dettate anche dalle circostanze: se le circostanze, i tempi o i luoghi non danno l'opportunità di mettere alla prova le nostre virtù significa forse che non le si possiedono?

Devo quindi giudicare solo quello che ho fatto o anche quello che avrei potuto fare? Perché, se quello che non ho fatto (o non sono riuscito a fare) non è dipeso da me, allora avrebbe anche potuto essere in altre circostanze. Quindi perché dare più importanza ai “fatti” se questi sono distorti dalla sorte che, solo nella fantasia degli statistici, è imparziale? E, per la cronaca, io sono sfortunato...

Si tratta di pensieri notturni che ora non rammento nella loro intricata complessità però, mi pare, ricordo che inizialmente arrivo a giudicarmi positivamente ma poi confronto la mia idea di me stesso con quella degli altri che, mi pare evidente, non è altrettanto entusiastica...
E allora mi chiedo chi abbia ragione: tanti che mi conoscono superficialmente o io che mi conosco intimamente ma che, proprio per questo, potrei non essere obiettivo?

E, indipendentemente dalla superficialità del giudizio, si è quel che siamo oppure siamo come gli altri ci vedono? Cioè se tutti mi attribuiscono un giudizio X e poi si comportano come se io fossi X allora, anche se sono Y, non è come se fossi effettivamente X?

In altre parole: la realtà è una, ciò che è effettivamente stato, oppure è data dalla somma delle sue potenzialità?
Perché io non mi accontento di giudicare di meno che la realtà di me stesso...

Capisco perché non avevo perso tempo ad annotarmi nessun appunto per questo pezzo: solo domande vaghe che non riescono a rendere il peso del mio dilemma e anzi forse lo banalizzano: eppure vi assicuro che, così come rimango attorcigliato nelle coperte mentre mi rigiro senza trovare una posizione confortevole, anche la mia mente si dibatte su questo dilemma finendo per rimanervi invischiata e altrettanto insoddisfatta.

Odio rimanere senza risposte eppure, talvolta, sembra essere inevitabile...

lunedì 18 marzo 2013

Sconfitta e delusione politica

Condivido completamente l'analisi fatta nel pezzo Grasso e il rispetto delle regole (che invito a leggere) del viario (*1) di Grillo.

La scelta fra Schifani e Grasso, con la pseudo minaccia di Scelta Civile di votare per il primo, era una trappola, probabilmente preparata a tavolino, per spaccare il M5S facendo leva sulla buona fede dei suoi senatori.
Che si sia trattato di una semplice trappola lo si capisce, oltre che dalla logica politica, anche dal fatto che i voti del M5S non sono stati decisivi perché poi Scelta Civile ha effettivamente votato per il candidato del PD...

Invece che della polemica sul regolamento interno del M5S (in forza del quale i parlamentari si impegnano a votare come indicato dalla loro maggioranza interna), che mi pare chiarissimo, preferisco analizzare altri due elementi di questo brutto episodio.

Il primo è che la spaccatura nel gruppo dei senatori è una dimostrazione di debolezza: adesso i tentativi del PD di corrompere il M5S si rinnoveranno con forze decuplicate. Il problema non è infatti la spaccatura sulla scelta del presidente del senato in sé stessa che, se fatta in buona fede è umanamente comprensibile, quanto che si possa ripetere su altre questioni.
Il detto “l'unione fa la forza” è particolarmente vero in politica e il dividersi è quindi il massimo segno di debolezza. Il segnale che i senatori del M5S hanno dato è che su certi temi, se si fa appello al loro senso di “responsabilità”, è possibile che si dividano.
Forse sono mancate la consapevolezza di aver mostrato una debolezza della quale gli avversari si approfitteranno il più possibile e la lungimiranza di capire che ora raggiungere i veri obiettivi del M5S sarà più difficile.

Il secondo fattore, questo più nascosto, è che la mancanza di informazioni che tanto mi irrita evidentemente colpisce anche i parlamentari.
L'analisi politica del pezzo di Grillo succitato è lucida e corretta: ma perché questo discorso non era stato fatto prima ai parlamentari? Perché si è aspettato che il bubbone scoppiasse per pubblicare questo pezzo? Possibile che il duo Grillo-Casaleggio abbia sopravvalutato la fedeltà dei propri parlamentari? Sembrerebbe proprio così, ma fa rabbia pensare che si sarebbe potuto evitare questo passo falso semplicemente con una maggiore comunicazione interna: il movimento avrebbe potuto poi anche farsi quattro risate quando Grasso fosse stato comunque eletto con, questa volta, Lista Civica che smentiva sé stessa...

In conclusione sono pessimista. La votazione di sabato ha dimostrato che, almeno questa volta, i vecchi squali della politica sono riusciti a farsi beffa dei “bravi ragazzi” del M5S.
Spero che questa sconfitta politica serva da lezione e che in futuro i parlamentare del M5S sappiano essere più lungimiranti. Forse non si rendono conto di essere come un gregge di pecorelle circondato da un branco di lupi e che, se non restano uniti, per loro è la fine.
Però, se le premesse sono queste, la vedo dura: troppo onesti e ingenui per la politica...

La grossa domanda è come, dopo un'esaltante serie di vittorie, il M5S (Grillo/Casaleggio) gestirà questa prima sconfitta: secondo me ci si dovrebbe accontentare di limitare i danni ammettendo l'errore politico e facendone tesoro per il futuro. I senatori del M5S che hanno votato Grasso hanno sbagliato (perché hanno sensibilmente danneggiato la credibilità politica del M5S e quindi la sua forza di trattare con gli altri gruppi politici) ma erano in buona fede ed è quindi giusto dargli una seconda possibilità...

Nota (*1): “viario” = vi-(rtuale) + (di)-ario = blog; v. il corto Viario.

domenica 17 marzo 2013

T-Rex

Da Wikipedia.it: «Gli arti anteriori sono lunghi circa un metro e risultano piccoli, se confrontati con la mole generale dell'animale, anche se non minuscoli e completamente atrofizzati come quelli di Carnotaurus. Sono dotati di due dita prensili, ciascuna delle quali termina con un robusto artiglio.»

Nuova scoperta dei paleontologi: il T-Rex sapeva contare solo fino a quattro. E anche con le moltiplicazioni non andava tanto bene...
Le sue piccole zampette anteriori erano un problema anche per la comunicazione: troppo corte per arrivare all'area delle orecchia, il T-Rex era limitato all'uso di telefonini con auricolare.
Ma i paleontologi aggiungono però che una certa caratteristica deve portare anche dei vantaggi altrimenti, col tempo, l'evoluzione la fa scomparire: da questo punto di vista il maggior vantaggio dei corti arti anteriori era che il maschio di T-Rex non riusciva a masturbarsi agevolmente. Per questo, quando non intento alla caccia, era sempre alla ricerca di femmine con cui accoppiarsi. Questo aumentava la fertilità della specie anche se, da parte loro, pare che le femmine si lamentassero per la mancanza di preliminari: poche coccole e baci e soprattutto nessun abbraccio. In compenso le femmine potevano però vantarsi con le altre dinosaure che, agli eventi mondani, i loro compagni non le facevano vergognare infilandosi le dita nel naso davanti a tutti.
Ma anche le femmine T-Rex avevano i loro problemi: quando per qualche motivo dovevano spostare le uova della loro nidiata molto spesso qualcuna le scivolava a terra. In queste occasioni il maschio T-Rex si incazzava molto ma in genere la femmina riusciva a blandirlo con delle ottime frittate.
Nonostante le dita non arrivassero alla bocca, al contrario di quanto si potrebbe pensare, anche fra T-Rex non mancavano episodi di onicofagia: solo che in questi casi il T-Rex mangiava le unghie altrui e tutto quanto vi è attaccato...

In conclusione, se avete bisogno di un buon dattilografo, non assumete un T-Rex perché questi, come dimostrano i fossili, non erano in grado di premere con rapidità i tasti delle macchine da scrivere poiché queste ancora non esistevano.

sabato 16 marzo 2013

Sogno e riflessione

Stanotte ho fatto dei sogni estremamente vividi (*1) ma mi voglio concentrare solo su un paio di particolari interessanti.

Nel sogno avevo sui venticinque anni e mi trovavo in una specie di aula universitaria dove, di fronte alla classe, leggevo un breve brano in inglese che sapevo di aver scritto ai tempi del liceo o poco più tardi.
Nel sogno potevo leggere con estrema chiarezza tutto il mio testo ma, ovviamente, adesso non ne ricordo quasi niente: il suo tono generale era ironico ma con una sovrabbondanza di elementi e richiami annodati su loro stessi, con battute, di varia qualità, che si sovrapponevano e lo rendevano quasi incomprensibile...
A fine lettura ho difeso quanto avevo scritto contro la professoressa di inglese che lo giudicava invece ridicolo e incomprensibile. Anche se i miei compagni non l'avevano capito perché troppo contorto, mi sono dichiarato fiero di aver scritto qualcosa di comunque molto originale e inconsueto. E poi ho fatto anche notare alla professoressa che lo “stile” non era privo di ricercatezze. In particolare ho fatto notare l'uso del termine “to rant” che mi pareva lodevole in quanto tale verbo non ha un immediato traducente italiano (*2) e per questo il suo uso non viene spontaneo.

Poi mi sono svegliato e ho ripensato a quanto letto nel sogno (appena sveglio mi ricordavo più dettagli) e, dopo qualche minuto ho capito il significato di una parola che, anche durante il sogno, mi aveva lasciato perplesso.
Il primo periodo iniziava infatti con qualcosa del tipo “Pub he did bla bla bla...” e, in questo contesto, il termine “Pub” non ha senso...
Solo una volta sveglio mi sono reso conto che con “Pub” volevo indicare scherzosamente “But” in una specie di anagramma scorretto (“t” per “p”) ma che trovavo divertente.
Inoltre mi sono reso conto che avevo usato erroneamente il verbo “to rant” che, essendo regolare, al passato dovrebbe essere “ranted” mentre io avevo erroneamente scritto “rents”: commettendo due errori, considerare “to rant” irregolare e inventandomi la forma del passato “rent” e aggiungere la desinenza “s” per la terza persona che, nel passato, non si usa...

A questo punto mi sono posto una domanda: come mai nel sogno non avevo immediatamente compreso il significato di “Pub”=“But”?
La prima risposta che mi sono dato è stata che il testo letto non era mio: e ovviamente non mi sono più riaddormentato...
Poi ho scartato questa ipotesi paranormale perché l'umorismo sconnesso del testo era irrefutabilmente il mio, o almeno quello dei miei vent'anni...
Così me ne sono venuto con una nuova ipotesi più realistica ma non meno affascinante: la parte della mia mente che ha elaborato il testo letto nel sogno usava una zona della memoria che non mi è normalmente accessibile, ovvero quella di quando avevo più o meno vent'anni. Per questo, quando ho letto il paragrafo (ricordo che nel sogno era già passato più di qualche anno ed ero sui 25) non ho immediatamente capito il riferimento “Pub”=“But” mentre comunque, all'epoca, la mia conoscenza dell'inglese non era tale da farmi riconoscere immediatamente “rents” come un errore...

Un'ipotesi affascinante vero?

Per la cronaca aggiungo che, anche se non ho avuto modo di parlarle, nel sogno era presente la versione venticinquenne della famosa Barbara (v. Come rimbalzo bene) che tanto ha turbato il mio inconscio. Buffo perché l'ultima volta che la vidi aveva sui sedici anni e, per questo, la versione più “matura” era relativamente appesantita...

E no: ancora non mi sono deciso a ricontattarla tramite FB...

Nota (*1): mi sono anche svegliato facendo un salto e muovendo la gamba nel letto: mai successo prima!
Nota (*2): secondo il mio Longman (tradotto liberamente da me): “to rant = parlare o lamentarsi ad alta voce, in maniera eccitata e piuttosto confusa, perché si è fortemente impressionati da qualcosa”

venerdì 15 marzo 2013

Ank'io

Da più di un mese esercito la mia memoria col programma Anki e, come promesso, è tempo di darne un giudizio più ragionato.

La mia valutazione è ottima: dopo circa tre settimane di allenamento mi sono reso conto che la mia memoria stava già migliorando. In particolare ricordo con più facilità i dettagli di ciò che leggo, osservo o ascolto: esattamente quello che volevo!
Il tempo necessario a esercitarsi quotidianamente varia in base al numero di mazzi che si studiano e da quante nuove carte per mazzo vogliamo a ogni seduta (quest'ultimo è un parametro liberamente impostabile dall'utente). Con un solo mazzo e 5 nuove carte a seduta direi che bastino 3-5 minuti al giorno: decisamente un tempo alla portata di tutti! Oltretutto il programma è disponibile anche per smart phone e altre apparecchiature portatili e quindi non è obbligatorio trovare il tempo per studiare quando si è a casa...

Io mi ero confrontato con ben cinque mazzi molto diversi fra loro: vediamo com'è andata!

Sicuramente il più impegnativo è stato quello con le 500 parole (e frasi) di svedese perché ogni giorno avevo da imparare 10 nuove schede e, a seconda dei casi (v. dopo), questo mi ha creato qualche difficoltà.
Ho infatti notato che mi è facile imparare sostantivi e verbi ma faccio molta più fatica con gli avverbi (*1) e alcuni termini, particolarmente impronunciabili, non c'era poi verso di ricordarli...
Poi ci sono stati i numeri che inizialmente, fino a quando non ho capito le regole (e memorizzate le inevitabili eccezioni) mi confondevano in continuazione. Sì, perché queste schede non contengono nessun accenno alla grammatica che ho quindi dovuto intuire basandomi sull'esperienza: ad esempio ho capito che il maschile e il femminile hanno un articolo mentre il neutro un altro; che per coniugare i verbi al singolare bisogna aggiungere all'infinito una “r”, etc...

Il mazzo su linux è stato molto più facile: molte delle informazioni riportate sulle schede già le conoscevo e anche le “novità”, dato il mio bagaglio culturale, non mi hanno dato problemi. Inoltre non c'era bisogno di imparare a memoria dei termini (come con lo svedese!) quanto piuttosto di capire dei concetti...
Le schede erano in totale 108 ma oramai ne ho da rivedere una manciata al giorno: questo significa che ho le revisioni molto distribuite nel tempo e, di conseguenza, che le conosco già bene...

Il mazzo sull'alfabeto cirillico è stato inizialmente molto difficile: ci sono moltissimi caratteri che si assomigliano e variano per una “gamba” extra o poco più. Poi a un certo momento, ma dopo un bel po', ho improvvisamente imparato a riconoscerli e adesso non sbaglio quasi mai.
Va detto che 4 caratteri (su 33) sono “sospesi” perché “sanguisughe”! Il programma si accorge automaticamente se ci sono delle schede che causano particolari problemi e, superato un certo numeri di errori, le esclude momentaneamente dal mazzo: l'idea è di impararle in seguito quando le nozioni con le quali si confondono sono ormai sedimentate nella memoria (*2).

Il mazzo sui 50 stati americani e relative capitali e città maggiori non mi ha dato problemi: come spiegato avevo già imparato queste informazioni qualche anno fa e quindi ho dovuto solo dargli una “rinfrescata”. Comunque mi sono accorto che alcuni stati, per qualche motivo che mi sfugge, mi causano più problemi (tipo il Connecticut)... non so... forse perché le relative città non mi dicono niente e quindi non ho riferimenti per memorizzarle...

Infine il mazzo sui tarocchi. Anche i tarocchi li avevo già “studiati” anni fa ma, in pratica, ricordavo i significati principali di sole tre o quattro carte.
Nel mazzo di Anki a ogni tarocco sono associati quattro significati e io consideravo la relativa carta ricordata bene solo se li ricordavo tutti: eppure, già dopo la prima settimana, non ho avuto grossi problemi...

Attualmente mi sto divertendo a costruirmi due mazzi: uno sulle parole “nuove” (*3) che non conosco incontrate nei libri che leggo e un altro sulle figure retoriche (soggetto che mi ha sempre affascinato). Se qualcuno è interessato mi faccia sapere!

Nota (*1): magari c'entra anche il fatto che le schede sono in inglese e questo comporta una doppia traduzione...
Nota (*2): ad esempio nello svedese facevo sempre confusione fra
  • nagon
  • e
  • nagot
  • (“qualcuno” e “qualcosa”) perché molto simili...
    Nota (*3): aggiungo anche parole di cui intuisco il significato ma voglio definirlo esattamente oppure se me ne sfugge qualche aspetto: ad esempio qual è il colore del berillo? O che differenza c'è fra berillio e berillo?