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martedì 6 marzo 2018

Zarathustra

Ho finito di leggere Zarathustra di Jean Varenne, Ed. Convivo, 1991, trad. Marco Tarchi.

Un libro un po' troppo conciso, che dà per scontate diverse conoscenze non proprio comuni e dalla struttura non chiarissima, ma nel complesso buono.

Il testo parte da lontano con una panoramica sugli arii riassumendone le origini e soprattutto ciò che si è potuto ricostruire della loro antica religione: sono infatti ariane le popolazioni che nel III millennio a.C. invadono l'India e si stanziano nella zona iranica. Per questo le analogie ma anche le differenza fra la religione vedica e il mazdismo sono numerose. È una parte difficile perché densa di informazioni.
Spiegato il contesto storico viene poi esaminata la figura di Zarathustra (VII-VI secolo a.C., tradizionalmente vissuto dal 660-583) che è un profeta riformatore piuttosto che rivoluzionario.
Personalmente avevo notato che sia la mitologia greca che germanica avevano due schiatte di divinità: io avevo supposto che fosse un tentativo di fusione fra le divinità preesistenti e quelle portate dagli invasori: le seconde hanno infatti un ruolo di prominenza anche se le prime restano comunque importanti. Secondo l'autore invece si tratta di un'antica caratteristica della religione degli indoeuropei. Curiosamente Zarathustra indica il Dio supremo Ahura Mazdâ come uno degli dei più antichi e non di quelli più recenti: esattamente il contrario della religione vedica indiana dove il Dio e gli arcangeli adorati nel mazdismo sono invece divenute demoni e vice versa!

L'autore poi spiega chiaramente la questione del monoteismo/dualismo del mazdismo: la religione di Zarathustra è monoteistica. Ahura Mazdâ, il Saggio Signore, è l'unica divinità: egli ha però lasciato libertà di scelta agli uomini e ai suoi arcangeli.
In particolare i due arcangeli gemelli Angra Mainyu (Spirito Malvagio) e Spenta Mainyu (Spirito Santo) si combattono fra loro e gli uomini possono scegliere chi servire: alla fine dei tempi però Ahura Mazdâ farà prevalere Spenta Mainyu e gli uomini che l'hanno sostenuto andranno in Paradiso (nella Casa dei Canti), al contrario i seguaci di Angra Mainyu saranno destinati all'Inferno.
Ho così scoperto a cosa si è ispirato Tolkien nella stesura del Silmarillion! Il parallelismo fra Iluvatar e Ahura Mazdâ, così come quello fra Melkor/Angra Mainyu e Manwë/Spenta Mainyu e fra i Valar e gli Amesha Spenta (gli “arcangeli” del mazdismo) è evidente.
In entrambi i casi sono Melkor e Angra Mainyu le fonti da cui origina il male nel mondo: ed entrambi sono assolutamente inferiori all'unico Dio e quindi destinati a essere sconfitti.

Poi si cerca di ricostruire quello che si sa del mazdismo vero e proprio: una religione il cui messaggio principale è forse quello della “giustizia” rispetto, ad esempio, al “perdono” del cristianesimo.
Mi ha però colpito l'accenno dell'autore al fatto che il mazdismo aveva, ai tempi dell'impero Seleucide, per certi versi imitato il cristianesimo attribuendo a Zarathustra sia miracoli che il martirio.
Bisogna infatti ricordare che per circa sei secoli cristianesimo e mazdismo avevano convissuto in Asia Minore e sicuramente la religione di Zarathustra doveva essere ben nota ai cristiani del tempo.
È quindi naturale che una religione cerchi di nobilitarsi prendendo spunti da quella rivale e magari cercando di subordinarla alla propria.
Se questo è avvenuto per il mazdismo lo stesso non potrebbe essere vero per il cristianesimo?
Secondo me sì: mi pare adesso evidente che i tre “re magi” giunti da oriente a onorare Gesù Bambino fossero in origine dei sacerdoti magi (una tribù i cui membri erano sacerdoti del mazdismo) in maniera da fare intendere ai fedeli cristiani che anche questi religiosi riconoscevano la superiore verità del cristianesimo rispetto alla propria religione.
E anche la dottrina dello Spirito Santo, che personalmente non ho mai capito bene teologicamente che ruolo abbia nel cristianesimo, è invece facilmente spiegabile se lo si immagina come una diretta trasposizione di Spenta Mainyu: lo Spirito Santo avrebbe il compito di combattere il male sulla Terra mentre il Dio Padre aspetta la fine dei tempi. Ecco quindi semplicemente spiegata la strana trinità cristiana: lo Spirito Santo è un “prestito” del mazdeismo per giustificare l'esistenza del male sulla terra...

Nella parte finale l'autore dà la “parola” a Zarathustra riportando alcuni degli inni da lui composti: si tratta della traduzione in italiano di una traduzione francese del 1948 di canti di per sé già molto criptici e tendenzialmente esoterici. Inutile dire che non ci ho capito niente: spesso si incontrano delle frasi che sembrano tradotte da Google Translate ed è impossibile intuirne il vero significato originario...

Conclusione: nel complesso, un buon libro su una religione tutt'ora non molto conosciuta ma che probabilmente ha avuto un'influenza maggiore di quanto si creda anche sul cristianesimo.

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