«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

giovedì 23 novembre 2017

Telecom Odissey 13

Onestamente due giorni fa avevo deciso di mollare e durante la notte, non riuscendo a dormire per l'irritazione, pensavo a come impostare questo pezzo per spiegare il mio umore e cosa fosse successo. Pensavo di partire con la famosa citazione di Nietzsche «Contro la stupidità neppure gli dèi possono niente»: ero infatti convinto che l'infausto tecnico Telecom locale (v. Acrimonia), con i suoi maneggi dietro le quinte, avesse avuto la meglio sulle mie ragioni.

Ma prima devo fare un passo indietro: in Telecom Odissey 8-12 ero rimasto a sabato mattina quando mi aveva richiamato il tecnico locale che mi aveva ripetuto quanto comunicatomi il venerdì sera, ovvero che dei tecnici esterni si sarebbero fatti vivi lunedì.

Lunedì mattina infatti mi telefonano e mi dicono che sarebbero passati in giornata per verificare la situazione e, in caso ce ne fosse bisogno, sarebbero tornati il martedì per cambiare il cavo. Avendo da fare altre cose gli chiedo a che ora pensano di passare: mi rispondono “verso le 15:00-15:30”.
Lunedì non si vede nessuno e martedì neppure. Ricevo anzi una telefonata muta dallo stesso numero che mi aveva chiamato lo scorso giovedì: ipotizzo che sia una chiamata per suggellare la conclusione dei lavori (ovviamente non fatti) e vi risparmio le mie teorie più cervellotiche.

A sera compilo un questionario sulla qualità dell'assistenza, in verità più orientato al sito, che però dirotto su tecnici/operatori: sono piuttosto duro e critico anche se non mi tiro indietro dal suggerire molte facili e realistiche migliorie.

Mi aspettavo quindi solo che chiudessero la mia chiamata ed ero molto incerto su come reagire in tal caso visto che sembrava essersi avverata la profezia del tecnico e dell'operatore che mi avevano detto, più o meno chiaramente, che ogni mio tentativo di ottenere qualcosa sarebbe stato inutile...

Si arriva quindi a mercoledì mattina...
Come scritto mi imbatto in un tecnico già al lavoro sulla mia linea telefonica: faccio marcia indietro, lo raggiungo di corsa e inizio a indottrinarlo con le mie varie teoria che, più o meno, già sapete. Inoltre nel fine settimana avevo ripassato sul viario cosa fosse successo sette anni fa in una situazione analoga e così gli citavo tutta la cronologia, comprese le date, di vari eventi. «Aprii la chiamata il 26 febbraio 2010», «Questo cavo fu installato il 29 aprile 2010», «Il 17 maggio 2010 cadde qui un albero» e simili!
Il giovane tecnico mi ascoltava un po' distrattamente, dandomi di tanto in tanto ragione, ma soprattutto lavorando, facendo prove e mettendomi ad aiutarlo (niente di che: dovevo srotolare un cavo mentre lui lo tirava in maniera che non si attorcigliasse!).
In pratica, in uno dei punti che ritenevo critici ha identificato un “giunto” rotto (che sicuramente pativa le infiltrazioni d'acqua) e l'ha riparato; poi ha fatto varie prove lungo il cavo e infine ha verificato che adesso in entrata in casa avrei 6.5Mbit solo che, per colpa del cavo interno, ne perdo circa 2.
La competenza di questo cavo è mia e dovrò farlo sostituire, preferibilmente insieme alla presa, da un elettricista: niente da ridire e comunque mi ha già portato la velocità da 1.8Mbit a circa 4.5Mbit...

Stamani infine ho confermato la chiusura della chiamata aggiungendo la seguente nota:
«Il problema è stato infine risolto dall'ultimo giovane tecnico esterno che ha lavorato sulla linea mercoledì mattina. Ha individuato il problema sulla linea, ha aggiustato la giunzione che dava problemi, ha verificato ulteriormente la linea e ha controllato da casa mia trovando un secondo problema non di competenza TIM/TELECOM. Il tutto parlando poco e dandosi parecchio da fare, senza paura di sporcarsi le mani. Al contrario ho percepito all'interno di TIM/TELECOM due anime: la prima di tecnici/operatori che più che voler risolvere i problemi del cliente sembrano cercare solo scuse per non intervenire; la seconda di tecnici/operatori seri e professionali (ottima XXXX) che tentano di risolvere i problemi invece di inventarsene di nuovi. Sfortunatamente la prima anima, benché minoritaria, è in grado di rallentare notevolmente la risoluzione dei problemi.»

Conclusione: mi sembra una nota equilibrata o, almeno, è quello che ho percepito io come utente.

martedì 21 novembre 2017

Dal badge ai protomiti

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.0 "Leida").

Dopo varie settimane mi sono deciso a dare una nuova occhiata a Goofynomics: mi piace, sono d'accordo su quanto leggo e, spesso, vi imparo cose nuove. Eppure mi stressa perché conferma le mie più pessimistiche interpretazioni della nostra realtà senza dare né speranze né alternative. Per questo lo leggo solo di tanto in tanto.

Come al solito ho dato una rapida scorsa ai vari articoli per capirne l'argomento: ho saltato quelli più tecnici e impegnativi e ho letto quelli più generici che, in realtà, trovo spesso molto interessanti.

In particolare l'articolo di cui oggi voglio scrivere è Il badge. Il pezzo spiega che al prossimo convegno di Goofynomics tutti i partecipanti, rigorosamente registratisi in anticipo, dovranno indossare la tessera col proprio nome: il motivo è che, se lo scopo di questa iniziativa è quello di contribuire a costruire una comunità di persone con la stessa visione, allora non ci può essere spazio per l'anonimato. Come al solito l'articolo è anche piuttosto spiritoso: il Bagnai scherza sul fatto che la grande maggioranza delle persone che lo contattano sono un po' strane (e raramente donne!) e, al riguardo, riporta una considerazione dei suoi collaboratori: «avremo vinto quando saremo seguiti da persone normali».

A una prima lettura superficiale questa frase significa semplicemente che Bagnai e i suoi collaboratori avranno raggiunto il loro scopo quando la maggioranza delle persone, le persone “comuni” cioè, leggeranno Goofynomics così come ora magari leggono Repubblica.it o guardano il TG5.
Ma a mio avviso tale frase solleva anche una questione molto più interessante e profonda: «Come mai le persone comuni non leggono Goofynomics?»
La domanda non è secondaria perché, rispondendo a essa, si potrebbero forse individuare delle soluzioni per diffondere più rapidamente il messaggio e le idee presentate su Goofynomics: in altre parole, come ripetono ottimisticamente i collaboratori di Bagnai, “vincere”.

Per rispondere compiutamente alla domanda «Come mai le persone comuni non leggono Goofynomics?» devo rifarmi a numerosi concetti illustrati nella mia Epitome.

Prima di tutto c'è la questione dei limiti dell'uomo. La persona comune non legge Goofynomics a causa di molteplici forme di limite cognitivo ([E] 1.1), per mancanza di tempo ([E] 1.2) e per altri limiti psicologici. Per la precisione:
1. Il limite cognitivo ha diverse sfaccettature ma in questo particolare caso le più significative sono: l'autoinganno (ovvero l'illudersi di conoscere già le ragioni della crisi italiana), la nolontà (la mancanza della volontà di informarsi) e, soprattutto, l'anti-risipiscenza (ovvero il non voler abbandonare idee intorno alle quali si è costruito la propria vita: l'Europa è un bene per l'Italia, l'Euro ci rende più ricchi etc...). In altre parole l'uomo comune non legge Goofynomics perché non vuole o preferisce non sapere.
2. La lettura di Goofynomics è spesso complessa e impegnativa: molte persone comuni preferiscono impiegare diversamente il proprio tempo libero o, comunque, non hanno le capacità per comprendere direttamente quanto viene qui spiegato.
3. La gente comune preferisce credere a una bugia piacevole piuttosto che a una verità sgradevole e finisce per farsi convincere dalla semplice reiterazione di affermazioni tranquillizzanti.

In altre parole il semplice problema della conoscenza dell'esistenza di Goofynomics è secondario: personalmente mi è capitato molte volte di far leggere a varie persone articoli che ritenevo particolarmente significativi e illuminanti. Sul momento mi veniva detto “sì, è vero: interessante...” ma poi queste stesse persone, che sembravano convinte da quanto letto, non tornavano spontaneamente a rileggere tale sito per saperne di più.

Oltre alle basilari ragioni psicologiche sopra citate c'è un altro motivo che da queste deriva: il paradosso dell'epoca ([E] 6).
L'uomo per sua natura vede il mondo che lo circonda non per quello che è ma attraverso il filtro dei protomiti ([E] 2) ovvero delle sue semplificazioni percepite però non sempre come tali ma, talvolta, confuse con la stessa realtà. Alcuni di questi protomiti sono caratteristici di una determinata epoca e società e sono detti epomiti ([E] 6.2): due epomiti sono «L'Europa porta benessere» e «l'euro porta ricchezza». Non solo: i due epomiti sopra citati sono particolarmente importanti perché contribuiscono a mantenere la stabilità della società, tendenzialmente squilibrata e ingiusta, e sono quindi detti equimiti ([E] 7.1).
Poiché gli equimiti mantengono la stabilità della società, e quindi garantiscono la prosperità e la crescita di ricchezza dei parapoteri ([E] 4), sono strenuamente difesi e protetti da quest'ultimi.
Ora il messaggio principale di Goofynomics è che “l'euro è la principale causa del declino dell'economia italiana” e, nella completezza delle sue declinazioni, è a sua volta un protomito che si oppone però a un equimito sostenuto da potenze globali.
È uno scontro fra Davide contro Golia: e poiché la battaglia è sul piano delle idee i parapoteri sostengono i preziosi equimiti con la spropositata potenza di fuoco dei media a loro, direttamente o indirettamente, asserviti ([E] 9, 9.3 e 9.5) magari facendo sostenere tesi speciose da intellettuali compiacenti, nella fattispecie economisti.

In altre parole se da una parte c'è un canale che propugna un protomito allora, dalla parte dell'equimito dominante opposto a esso, ce ne sono cento. Senza considerare l'autorevolezza dei canali di informazione tradizionali rispetto a un semplice viario. Ad esempio l'uomo comune considererà un'affermazione fatta in un telegiornale nazionale, seppure basata sul nulla, molto più credibile di un lungo articolo zeppo di dati e dimostrazioni di un viario.
La semplice ma continua reiterazione dell'affermazione che “tutto va bene/andrà meglio” ha facilmente il sopravvento su una verità sgradevole sebbene argomentata con solide prove.

Dunque l'uomo comune non legge Goofynomics per: 1. la stessa natura umana che spinge l'uomo a preferire un'illusione positiva a una verità sgradevole; 2. per la complessità del protomito così com'è presentato; 3. tale protomito è poi in opposizione a uno degli equimiti più importanti sui quali è basata la nostra società e si attira quindi tutto il fuoco di sbarramento dei parapoteri.

Cosa si potrebbe quindi fare per diffondere il protomito “L'euro fa male”?
Innanzi tutto andrebbe ribaltata la presentazione di questo concetto: bisognerebbe porre l'accento su quanto sarebbe bella l'Italia senza euro e contemporaneamente puntare il dito contro i problemi che questo ha causato. L'obiettivo sarebbe quello di trasformare il protomito in qualcosa di positivo e auspicabile: invece di “l'euro fa male” meglio “con la lira si starebbe bene”. Invece di elencare le sciagure provocate dall'euro meglio sarebbe indicare i benefici del non averlo.
Il protomito del “no euro” dovrebbe divenire qualcosa di positivo, una speranza semplice di un futuro migliore in cui tutti possano credere. Le formule e le dimostrazioni andrebbero lasciate a parte: a un livello separato, riservato a chi vuole approfondire.
Onestamente pareggiare la soverchiante potenza di fuoco dei media tradizionali è impossibile. L'unica possibilità sarebbe forse quella di creare distorsioni utili ([E] 2.3, nota 35) che minino le basi degli epomiti dominanti ma anche fuorvianti: la distorsione utile ha infatti il vantaggio di propagarsi spontaneamente nella popolazione e l'uso delle reti sociali (per quanto non neutre e quindi non affidabili) potrebbe rivelarsi utile. Parallelamente si dovrebbe scomporre il protomito “No euro” in molteplici distorsioni utili più facilmente trasmissibili. Ad esempio: “Con la lira l'inflazione NON schizzerebbe alle stelle” senza preoccuparsi troppo di spiegarne il perché: basterebbe fornire un semplice riferimento all'articolo di Goofynomics dove tale concetto è approfondito; oppure “Con la lira avremmo la crescita economica e quindi più lavoro e ricchezza per tutti” o meglio “Con la lira più crescita, ricchezza e lavoro per tutti”.

Conclusione: come anticipato la questione è molto profonda e complessa. Volendo cercare di sintetizzare al massimo si potrebbe dire che non è possibile diffondere a tutta la popolazione un protomito nella forma complessa proposta dal Bagnai poiché: 1. egli non ha l'autorità scientifica per imporre il suo protomito; 2. a causa dell'asimmetricità dell'informazione contraria a esso.
Una possibilità potrebbe quindi essere quella di scomporre il protomito complesso in distorsioni utili e positive che potrebbero poi diffondersi spontaneamente nella popolazione e, contemporaneamente, proporre altre distorsioni utili che affermino (a ragione: questa sarebbe la loro forza) la falsità degli equimiti dominanti.
Comunque ho la sensazione che tornerò sull'argomento...

lunedì 20 novembre 2017

Napoli e Juventus e...

Solo un commento dopo i risultati dell'ultima giornata: dopo la vittoria del Napoli e la sconfitta della Juve la maggior parte dei giornalisti che ho ascoltato vedono favorita la squadra partenopea per lo scudetto. Io resto invece convinto che nella seconda parte della stagione la Juventus tornerà in testa con giocatori come Higuain solo allora al massimo della forma mentre, temo, il Napoli sarà più stanco e logorato.
Certo che la difesa della Juventus continua a traballare paurosamente: io ritenevo probabile un pareggio e possibile la vittoria della Sampdoria ma non che la Juventus prendesse tre gol: non ho visto la partita e non so come sono nati ma sono comunque sintomatici di qualcosa di grave che non va nella difesa.

Invece ho visto Napoli-Milan e il Napoli mi ha fatto una pessima impressione: i telecronisti si sono subito affrettati a esaltare la prestazione del Milan che, secondo loro, avrebbe messo in difficoltà il Napoli, oppure dicevano che il Napoli “era maturato” perché in grado di “gestire” il risultato. Ma la mia sensazione è che fosse semplicemente il Napoli a non correre come suo solito: possibile che la stanchezza inizi già a fasi sentire o forse è solo la pressione psicologica per la prossima decisiva partita di Campion's? Oltretutto Sarri non mi è parso troppo soddisfatto...

Volevo fare un corto ma ormai è già troppo lungo. Aggiungo allora i miei commenti su altre squadre e/o partite che ho visto.

Sabato ho guardato anche la stracittadina fra Roma e Lazio. Non avevo veramente idea di chi potesse vincere (anche nella mia previsione le due squadre sono praticamente appaiate) e per questo ero piuttosto curioso. La partita in verità è stata nervosa e noiosa, molto tattica, con le squadre più attente a non prendere gol che a segnarli: alla fine però la vittoria della Roma mi è parsa meritata.
Continuo a essere incerto su quale di queste due squadre riuscirà a raggiungere il quarto posto (credo infatti che il terzo posto dell'Inter sia inattaccabile: vedi poi) però è ulteriormente migliorata la mia opinione dell'allenatore Di Francesco.

Domenica sera ho visto anche Inter-Atalanta. Inter solidissima con un bel calcio verticale, vince agevolmente e dopo il raddoppio si limita a controllare (non ho visto il quarto d'ora finale).
L'Atalanta è Gomez dipendente e ieri il piccolo fromboliere non era in grande forma: l'organizzazione tattica dell'Atalanta, contro una squadra ugualmente organizzata, non è quindi stata sufficiente.
L'Inter di Spalletti mi ha impressionato per la solidità con i due difensori centrali estremamente sicuri e attenti: se poi, come avevo scritto in Alla vigilia della 12° giornata, arrivano i gol di Icardi, allora l'Inter lotterà a lungo per il vertice...

Conclusione: non ho voglia di usare molte parole, quindi:
Napoli: ↓ (per la scarsa vivacità)
Juventus: ↓ (non tanto per la sconfitta quanto per il numero di gol subiti)
Inter: ↑ (per la solidità dimostrata in difesa e Icardi che sembra sempre più in forma)
Milan: = (solita squadra sconclusionata, confusa e senza idee in attacco)
Sampdoria: ↑ (non ho visto la partita ma una vittoria contro la Juventus è comunque una prova di forza)
Atalanta: = (contro l'Inter la sconfitta era preventivabile e poi Gomez non era in forma)
Lazio: = (resto dell'idea che sia allo stesso livello della Roma e la sconfitta, in una stracittadina, ci può stare)
Torino: = (non ho visto la partita ma dal risultato continuo ad avere la sensazione che la squadra non riesca a esprimere tutto il suo potenziale. L'allenatore è il solito sospetto).
Fiorentina: = (non ho visto la partita ma il risultato mediocre era preventivabile per una squadra da media classifica).

sabato 18 novembre 2017

Telecom Odissey 12

17/11/2017
- Stamani ho riacceso il router e... ha deciso di funzionare! La velocità è calata rispetto alle prove di ieri e siamo di nuovo poco sotto i 2Mb: più o meno la velocità di inizio estate.
- Verso le 10:00 mi accorgo che non funziona più la linea telefonica a voce: il telefono non dà segni di vita (non fa neppure “tu – tu” per capirci!).
- Da casa il cellulare non mi prende e così percorro qualche chilometro in macchina fino a raggiungere una zona con un buon segnale. Faccio il 187 ma non funziona (non so perché: sul momento ho supposto che da cellulare andasse chiamato un altro numero ma non ho ancora verificato...), chiamo casa e non squilla ma dà un messaggio di errore che non ricordo: così provo a chiamare mio padre e gli dico di segnalare questa ennesima anomalia (era già successo parecchio tempo fa e risolsero il problema in giornata direttamente dalla centrale) e di richiamarmi quando ha fatto.
- Telefona la sua compagna che viene rimbalzata a un operatore in Italia dall'accento napoletano: da quello che ho capito lei lo tratta piuttosto bruscamente e soprattutto, lo sottolineo perché sarà importante nel prosieguo, gli dice che anche la ADSL non funziona. Come scritto, in pratica da ieri sera, l'ADSL è tornata a funzionare ma la compagna di mio padre non lo sapevo e io, nei pochi minuti in cui ho parlato con lei, non ho pensato di comunicarglielo.
- Verso le 14:00 mi accorgo che il telefono è tornato a funzionare e così ne approfitto per comporre subito il 187 e capire se lo stato della mia segnalazione è cambiato.
- Temevo infatti che, sovrapponendo al problema della ADSL quello della linea voce, una volta risolto quest'ultimo venisse colta l'occasione per chiudere l'intera chiamata. E così è infatti!
- Fortunatamente il messaggio registrato prevede la possibilità di contattare un operatore: cosa che ovviamente faccio.
- Mi risponde dall'Italia un operatore dall'accento napoletano a cui inizio tranquillamente a riassumergli la questione dall'inizio: arrivato a dire “per una settimana Internet non mi ha funzionato” il tizio mi interrompe sbuffando e, molto aggressivamente con voce stentorea (la mia teoria del volume della voce volutamente basso era evidentemente farlocca: questo qui lo si sentiva e bene!) mi dà del “bugiardo”.
- Probabilmente avrei dovuto chiarire subito il motivo delle sue parole ma sul momento do semplicemente per scontato che sia lo stesso operatore con cui ha parlato la compagna di mio padre che adesso se la rifà con me. Come mio solito non mi irrito ma rimango perplesso e interdetto.
- L'operatore è in vena di rivelazioni col “cuore in mano” e mi dice chiaramente che la mia linea va a 1,8Mbit, che non è una velocità ottimale (sono d'accordo!), ma che per dove sono e il livello di segnale che ho dovrei essere più che contento. “Di solito non diamo neppure la disponibilità del servizio in aree come la sua”. Il problema, anche secondo lui, è strutturale del cavo e non ci si può far niente.
- Incomincio a ribattere e gli dico che fino a qualche anno fa la linea andava alla massima velocità. Lui mi replica che hanno solo lo storico dell'ultimo anno durante il quale, sempre secondo lui, la mia velocità è sempre stata al massimo di 2Mbit (non gliel'ho detto ma secondo me ha consultato male i suoi dati: solo dall'inizio estate, forse fine primavera, ho iniziato ad andare sui 2Mbit: prima, e per qualche anno, è stata un po' più veloce sui 4Mbit per non parlare poi di quando andava alla massima velocità prevista. Vedi Telecom Odissey 0 per i dati che ho ricostruito dal mio viario+memoria).
- Gli chiedo espressamente se, in caso la velocità scendesse ulteriormente, interverranno oppure no. Lui mi dice (“parlando sinceramente”) che la risposta è NO. “Per un singolo utente non si cambia 10Km di cavo telefonico”.
- Gli faccio presente che un tecnico (l'appaltatore per la precisione) aveva verificato che alla centralina il segnale era da 10Mbit e che questa era a 2/3 Km di distanza. E lui “Forse in linea d'aria ma...” e io “No so dove si trova ed è la lunghezza effettiva”, lui “probabilmente ha ragione lei ma sono comunque troppi”.
- Inutile poi per me cambiare operatore telefonico perché comunque l'ultimo tratto di cavo lo gestiscono loro. A meno che non cambi tecnologia di trasmissione passando, ad esempio, alla fibra. Ovviamente lo sapevo già ma volevo vedere come reagiva.
- Io gli ho spiegato che i problemi sono iniziati tutti con un albero che è caduto su un punto ben specifico della linea ed è quindi probabile, anche se non certo, che l'origine dei miei problemi sia proprio lì: possibile che non sia fattibile controllare ed eventualmente aggiustare il cavo in tale punto? Lui “Probabilmente lo hanno già fatto...” e io “No: perché i tecnici sono sempre venuti da soli e senza scala...”
- Lui spingeva affinché io l'autorizzassi a chiudere la pratica (“Tanto non c'è niente da fare”) ma io gli ho detto di mantenerla aperta perché ho pensato che, parlando con un tecnico del posto, potrei convincerlo a fare questo unico controllo “puntuale” che ho in mente fin dall'inizio: cioè, mi va bene che non mi cambiate il cavo ma almeno provate a vedere se è danneggiato dove vi dico io. Lui “d'accordo”, bene e arrivederci.
- Verso le 16:00 mentre scrivevo “Lui spingeva affinc...” è squillato il campanello di allarme della mia paranoia/diffidenza e mi sono chiesto: “Ma l'avrà realmente mantenuta aperta la mia pratica o avrà fatto di testa sua?”.
- Ho richiamato il 187 e il solito messaggio diceva “Problema segnalato l'8 novembre risolto: premere 1 per confermare la risoluzione del problema e 2 per parlare con un tecnico”. Ovviamente ho premuto 2...
- Dopo quattro minuti di attesa ho parlato con un'operatrice in Italia (anche lei con un leggero accento napoletano). Questa era molto più disponibile e gentile: gli ho rispiegato la situazione e lei non ha fatto tante storie. Ha mantenuto aperta la mia pratica dell'8 novembre per “degrado linea e velocità troppo bassa”. Mi ha anche confermato ciò che sospettavo: ovvero che mantenendo aperta la pratica con la data 8 novembre il mio caso ha la massima priorità. Questa operatrice ho sentito che smanettava al calcolatore mentre il precedente parlava e basta. Magari era solo un innocente problema di aggiornamento/sincronizzazione della base dati ma sono contento di aver richiamato.
- Ora che Internet mi funziona controllerò costantemente la mia pratica in linea.

Aggiornamento 21:00 del 17/11/2017: dopo essermi registrato al sito della Telecom/Tim ho verificato la pagina della mia segnalazione e questa era di nuovo chiusa (o meglio in “Attesa Conferma Cliente”) e così ho provveduto personalmente a selezionare l'opzione “Tenere Aperta” e ho riempito la nota del motivo con il papiro che potete immaginarvi.
Stavo già mentalmente preparandomi a un lungo ed estenuante ping pong fra l'assistenza che chiude la mia segnalazione e io che la riapro (almeno fino alle prossime piogge quando probabilmente perderò di nuovo il collegamento) quando alle 19:10 mi ha telefonato un'efficiente signorina dall'accento napoletano che mi ha comunicato che lunedì verrà una “squadra esterna”. Bo... speriamo bene...
Adesso ho ricontrollato la mia segnalazione in linea e in effetti adesso è di nuovo “in lavorazione”; inoltre si vedono due voci “Attesa Conferma Cliente” alle 12:04 e alle 16:50 segno che, evidentemente, almeno una riapertura era stata subito richiusa...

PS: il “bugiardo”. Come detto sul momento sono rimasto più sorpreso che offeso, probabilmente avevo pensato di chiarire in seguito ma il discorso aveva preso una piega diversa e mi era passato di mente. L'ipotesi che infatti avevo fatto al volo era che la “bugia” a cui si riferisse fosse quella dovuta all'affermazione fatta dalla compagna di mio padre secondo cui, oltre alla voce, anche Internet non mi funzionava mentre invece da stamani sono collegato seppure lentamente. Però sarebbe stata una bugietta proprio da poco e, senza danni e senza alcuno scopo, visto che in pochi secondi potevano controllare dalla centrale che non era così.
Lentamente si è fatto strada in me un altro sospetto che la seconda chiamata al 187 ha in verità accentuato: il primo operatore sapeva molte cose (magari neppure corrette al 100%) sul mio caso (tipo un'idea di massima della zona dove vivo) mentre invece la seconda operatrice “vedeva” solo gli scarni dati della mia connessione, ovvero che la mia linea è molto disturbata e che già sono ricominciate delle disconnessioni (io non me ne ero ancora accorto ma è molto plausibile). Non sapeva dei 10Km dalla centralina e di tanti piccoli dettagli noti invece al primo operatore.
Ho quindi concluso che fosse effettivamente l'operatore trattato bruscamente dalla compagna di mio padre e che questo avesse contattato l'ultimo tecnico venuto a casa mia per avere lumi sulla situazione. Ecco quindi che, in questa ipotesi, torna un po' tutto: il tecnico che ieri mi aveva fatto una pessima impressione (v. anche l'approfondimento in Acrimonia) potrebbe aver raccontato la sua visione distorta e opportunistica della reale situazione convincendo così l'operatore Telecom che io gridi “al lupo al lupo” e giustificando le sue parole con ricostruzioni parziali dei fatti. Anzi: ripensandoci l'accenno alla fibra sembra avvalorare questo mio sospetto; infatti la “fibra” era uno dei pochi concetti che il tecnico di ieri sembrava tenere a mente e, magari, potrebbe averne parlato anche all'operatore che poi l'ha suggerita a me... (*1)
Anzi, proprio perché sono paranoico e sospettoso, ho pensato anche alla seguente eventualità: possibile che il tecnico di ieri abbia manomesso la mia linea voce proprio nella speranza che l'intera segnalazione di guasto iniziata l'8 novembre venisse chiusa. Improbabile, però...

18/11/2017
- Ore 10:10. Mi ha telefonato il tecnico Telecom che era passato giovedì scorso (quello che mi era rimasto indigesto). Si è scusato per non avermi richiamato il giorno stesso (andandosene mi aveva detto che l'avrebbe fatto dopo aver verificato alcune cose lungo la linea...)
- Mi ha detto anche che le sue verifiche sono state inconclusive. Gli ho chiesto cosa significasse e mi ha spiegato che non riusciva a collegarsi (a Internet? ai cavi? bo...) col suo apparecchio.
- Mi ha anche detto che lunedì mi manderà i tecnici appaltatori.
- Bo, non cosa pensare: dopo l'adrenalina dei giorni scorsi sono molto fiacco, sfiduciato e senza energie oggi: però vedo anche tutto con più calma. Comunque la chiamata del tecnico mi ha fatto piacere: forse sono stato un po' troppo severo nel mio giudizio su di lui.
- Riguardo il significato "profondo" della chiamata lo devo ancora “digerire” perché già ieri sera l'operatrice Telecom, telefonandomi alle 19:10, mi aveva detto la stessa cosa. Mi chiedo quindi da dove sia veramente partito questo nuovo tentativo: dall'operatrice napoletana o dal tecnico locale? Vabbè: troppe domande, poche informazioni e non ho voglia di pensarci...
- Comunque la telefonata è stata brevissima e professionale (a parte un esordio piuttosto buffo ma che non ho voglia di raccontare). Alla domanda di chiarimenti mi è sembrato un po' scocciato ma forse è solo la mia immaginazione.
- Spero di NON avere da fare ulteriori aggiornamenti in questo fine settimana perché sono proprio senza energie: sto somatizzando molto questo difficile rapporto con Telecom e, ad esempio, ieri ero così teso che non ho neppure cenato mentre l'altra notte avevo dormito sì e no due ore...

Conclusione: domani è un altro giorno. Nel fine settimana voglio interpellare i miei vicini per sapere se hanno l'ADSL e come gli funziona. Poi voglio anche ricollegarmi al sito Telecom per monitorare in tempo reale la mia segnalazione. Comunque che paese l'Italia...

Nota (*1): vabbè: non fateci caso... quando il mio cervello inizia a funzionare a pieni giri, finisco per collegare insieme i dettagli più insignificanti. Ne sono consapevole e gli do il giusto (scarso) peso: ma mi diverto comunque a proporre le mie congetture.

venerdì 17 novembre 2017

Telecom Odissey 8-11

Ore 12:47 del 14/11/2017.
-Per tutto il fine settimana sono stato tranquillo, ieri (lunedì), speravo che il tecnico appaltatore si rifacesse vivo col suo compare ma, sebbene più inquieto, non ero preoccupato.
-Oggi (martedì) invece sono nuovamente ansioso...
- In mattinata non si è visto nessuno...
- Al 187 pare già che la mia chiamata sia data per risolta visto che è possibile aprirne una nuova: solo che non voglio creare problemi all'appaltatore e quindi ancora non ho parlato con un operatore per sollecitare l'intervento o avere notizie (che dubito abbiano). Certo che se entro stasera non si fa vedere nessuno io chiamo...
- La giornata è scura e ventosa però non piove: non hanno motivo di non intervenire. Possibile che mi sia sbagliato sul conto del ragazzo paffuto?

Telecom Odissey 9 - 15/11/2017
Ore 10:10 del 15/11/2017
- Ho fatto il 187 sul piede di guerra, con i miei appunti su cosa dire alla rumena di turno ma...
- Probabilmente ieri avevo ascoltato distrattamente il messaggio del 187: la mia chiamata infatti non è chiusa e invece del messaggio di “La segnalazione sarà risolta il 10 Novembre” dice “Ci scusiamo per il ritardo nel risolvere il problema: premere 1 per sollecitare, 2 per [non ricordo] altro”
- Ho scelto di sollecitare e un altro messaggio registrato mi ha confermato: “Sollecitazione inoltrata”.
- Mi chiedo se il ragazzo paffuto mi abbia fregato (come ero ormai convinto stamani) o se il suo ritardo sia in buona fede (lunedì pioviscolava e questo potrebbe aver causato ritardi a catena). Certo che se avessi valutato male Cicciobello sarebbe proprio una vergogna...

Telecom Odissey 10 - 15/11/2017
Ore 17:00 del 15/11/2017
- Ormai è buio e non interverrà nessuno, così richiamo il 187.
- Un messaggio automatico mi ha informato che la mia “Sollecitazione è stata inoltrata in data 15/11” e così ho solo la misteriosa opzione “Altro”... che ovviamente scelgo.
- Mi risponde un operatore dall'Italia! Il suo codice mi ricorda quello di un volo dell'Alitalia e trovo che questo sia un presagio estremamente negativo.
- La sua voce si ode fievole nella cornetta, l'accento mi pare lombardo ma non sono bravo a identificarli. Gli spiego rapidamente la situazione e lui mi dà ragione facendomi poi compiere delle prove inutili col router. Evidentemente essere condiscendenti con i clienti è una delle direttive che deve seguire ma non ascolta veramente: altrimenti avrebbe capito che il tentativo che mi chiede è inutile.
- (Intuizione/Sospetto) è possibile che il volume bassissimo della sua voce sia voluto: costringendo i clienti a sforzarsi per capire ciò che viene detto li si forza a usare la razionalità e quindi a rimanere più calmi; difficile poi alzare la voce quando all'altro capo della cornetta si ode solo bisbigliare. Brutto però che la Telecom ricorra a questi mezzucci per tenere tranquilli i clienti che ogni QUATTRO settimane la pagano per servizi che NON ricevono...
- Alla fine ho appurato, come mi immaginavo, che l'operatore ne sapeva meno di me e che il suo scopo è quindi solo quello di tenere tranquilli i clienti dando l'impressione di fare qualcosa.
- Oltretutto ho notato un'altra frase che sembra uscire direttamente dal manuale del bravo operatore telefonico. Mi ha detto “Già domani potrebbero intervenire ma non è sicuro”. Questa frase in sé non significa niente: il suo scopo è solo dare l'impressione che l'intervento possa essere l'indomani o il giorno successivo ma senza compromettersi dando date precise che in effetti non ha. Però suona molto meglio “Già domani potrebbero intervenire ma non è sicuro” invece che “Non so quando interverranno”, vero?

Telecom Odissey 11 - 16/11/2017
Ore 16:30 del 16/11
- Lo sapevo: era solo questione di tempo e dalla tragedia si sarebbe passati alla commedia grottesca...
- Alle 16:30 mi telefona l'ennesimo tecnico Telecom: non sa niente di niente e sembra, me l'ha spiegato (aggiungendo “non dovrei dirlo”) ma non ho capito, sia stato chiamato dagli appaltatori. Solo che lui non ha mezzi e, quindi, potrà solo chiamare a sua volta gli appaltatori. Credo che non ci sia bisogno di evidenziare la pura follia di questa procedura forse ispirata da un disegno di Escher (v. Drawing Hands per capire cosa avevo in mente).
- Quando ho capito un po' meglio la situazione gli ho chiesto: “Ma non potete farvi uno storico degli interventi di ogni chiamata in maniera da non dover ricominciare sempre da capo?”. E lui “Sì, ha ragione: io è vent'anni che cerco di farlo ma ancora non ci sono riuscito...”. Sorvolo sul fatto che io intendessi “voi = Telecom” mentre lui ha inteso “voi = Ugo” (nome di fantasia).
- Poi è saltato fuori che forse a far ripartire da capo la procedura sia stata la mia “sollecitazione” di ieri. “Ma qui lo dico e qui lo nego!” ha aggiunto il tecnico con estrema sottigliezza e abilità nel dire ma non dire.
- Alla fine, anche se era chiaro che da solo non poteva fare niente e che avrebbe solo ripetuto la verifica fatta venerdì scorso dall'appaltatore, fissiamo che passerà da me a ricontrollare...
- Appena riaggancio (era stata una telefonata piuttosto lunga e questo aiuta a “pulire” la linea) mi accorgo con orrore che il mio router si è connesso! Inoltre negli ultimi giorni è stato bel tempo, specialmente oggi c'è stato il sole che, suppongo, abbia asciugato l'umidità dai cavi migliorando il segnale: in altre parole 10 minuti prima dell'arrivo del tecnico, dopo una settimana di tentativi infruttuosi, il mio router è di nuovo connesso (anche se poi a provare a navigare si disconnetteva): mannaggia a lui!
- Arriva il tecnico, che aveva sbagliato strada (vi risparmio le numerose altre perle di questo personaggio allucinante), e col suo super router da 1000€ riesce a connettersi a circa 5Mbit. Vi risparmio anche i circa 20 minuti di dialoghi surreali in cui io gli fornivo le prove che per una settimana non c'era stato verso di riuscire a connettersi, delle verifiche fatte dai tecnici Telecom e dall'appaltatore, il mio ripetergli 100 volte che quando piove la linea si deteriora, che quando invece si usa a lungo il telefono (come stavamo facendo) la linea momentaneamente si pulisce, del clima e delle congiunzioni astrali...
- Alla fine si accorge che un parametro (“CRC” o “CRP” o qualcosa di simile, comunque di un certo numero di errori sulla linea) invece di attestarsi sui 4 al minuto era di 328! Gli propongo la seguente ipotesi: “Non sarà che il suo router da 1000€ tollera questa quantità di errori mentre il mio da 35€ no?” E lui: “È possibile... Perché non prova a comprarne un altro, anche usato (ormai tutti passano alla fibra), che potrebbe pagare sui 20€?”. E io: “O magari voi potreste sistemarmi la linea in maniera da eliminare tutti questi errori che non dovrebbero esserci...”
- Riproviamo col mio router e il bastardo si connette anche lui a 5Mbit verificati su un sito di Speedtest.
- Conclusione (con io che schiumavo): il tecnico mi ha detto che comunque manderà gli appaltatori a cercare di eliminare dalla mia linea il problema dei “CRC” (o quel che sono). Io però mi fido zero.
- Approfittando della linea funzionante ho pubblicato in fretta e furia vari pezzi che avevo già scritto, ma non questo che dovevo ancora aggiornare con le “ultimissime”.
- Dovendo uscire ho preferito spengere il router: vedremo cosa deciderà di fare domani mattina.
- Non so più cosa sperare: se la linea torna momentaneamente a funzionare questi tecnici/appaltatori saranno più che felici di lasciare tutto come sta col risultato che, alla prossima giornata di pioggia, rimarrò di nuovo senza collegamento per una settimana; se la linea non rifunzionerà sarò invece, ormai è chiaro, a tempo indeterminato senza collegamento a Internet e in balia di una variopinta banda di tecnici il cui unico obiettivo sembra essere quello di scaricarsi a vicenda le responsabilità e le incombenze di un lavoro che non sanno o non vogliono fare.

SITUAZIONE IN (SURREALE) AGGIORNAMENTO! (ma intanto volevo pubblicare la situazione a ieri sera...)

giovedì 16 novembre 2017

Simulazioni e parapoteri

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.4.0 "Leida").

Come i miei lettori più assidui forse sanno, per sviluppare il mio lavoro sull'epitome mi avvalgo di un fondamentale strumento: il mio quadernone!
Su questo quadernone, oltre a scrivere le mie labirintiche bozze (*1) di capitoli e sottocapitoli, ci sono varie pagine di liste, estremamente scarne (una massimo due righe), di cose da fare: aggiunte, correzioni, controlli, migliorie e simili.
Via via che porto avanti una nuova versione dell'epitome traccio una linea sulle azioni completate cosicché quando poi la pubblico queste liste sono un elenco di note cancellate...

Eppure da diversi mesi c'è una nota, ben in evidenza all'inizio di una pagina, che non riesco a cancellare; essa è la seguente: «Dimostrare inevitabilità nella società dei parapoteri: simulazione»
In effetti i termini “dimostrare” e “inevitabilità” sono decisamente ambiziosi!
Fortunatamente l'idea è di farlo con una “simulazione” che, come per le statistiche, permette di ottenere quasi sempre quello che si vuole(*2) modificandone opportunamente i suoi parametri di funzionamento...

Ovviamente una cosa è scrivere quale sia il nostro obiettivo e un'altra è riuscire a raggiungerlo!
In questi giorni però ho almeno incominciato a lavorarci e mi pare stia venendo un modello dal potenziale enorme: probabilmente i parametri in gioco sono troppi con la conseguenza che le combinazioni e interazione fra gli stessi crescono esponenzialmente.
Il pericolo è che, scegliendoli opportunamente, si potrebbe ottenere qualsiasi risultato: ovviamente io non ho interesse a “truccare” la mia simulazione per ottenere specifici risultati ma è altrettanto scontato che dovrò scegliere dei parametri in maniera arbitraria e, di conseguenza, facilmente contestabili.
Per farla breve dubito di arrivare a dimostrare qualcosa ma credo che comunque i miei risultati saranno significativi e, certamente, mi daranno molti spunti di riflessione.

Attualmente la mia simulazione è ancora piuttosto instabile: piccole modifiche nei parametri usati mi portano a risultati totalmente divergenti. Eppure già ci vedo delle dinamiche interessanti: ad esempio adesso credo che il problema sia il semplicissimo modello economico che ho implementato e che permette di creare dal nulla troppa ricchezza. Per questo ho già in mente tutta una serie di idee per rifarlo da zero...

È inutile che provi a descriverlo nei dettagli perché ancora non escludo di apportarci grandi modifiche ma l'idea base è quella di costruire un modello che simuli una società in cui inizialmente tutti i suoi cento componenti (*3) hanno pari ricchezza (*3) e sono suddivisi in quattro gruppi (*3). Casualmente, ma cercando di attenermi alle mie leggi del potere ([E] 5), questi componenti possono interagire fra loro aumentando la reciproca ricchezza, riproducendosi e creando nuovi gruppi.
Ciò che spero di ottenere è che, pur variando i parametri iniziali, un nuovo gruppo di pochi elementi ma di grande ricchezza, ovvero un parapotere secondo la mia definizione ([E] 4.2).

Conclusione: non so se riuscirò a ottenere ciò che spero ma comunque si tratta di un esercizio molto interessante. Non so quanto tempo ancora mi occorrerà: certo che non avere Internet con le sue distrazioni mi aiuta molto!

Nota (*1): dovrei veramente fare qualche scansione per mostrare l'intreccio di linee e diagrammi!
Nota (*2): discorso complesso su cui dovrei scrivere un pezzo a parte con le mie idee e teorie a riguardo. In breve: una simulazione è una semplificazione di un modello reale che possiamo studiare e controllare; esiste però il pericolo che la semplificazione eccessiva porti a risultati non significativi per l'aspetto della realtà che vogliamo studiare. Al riguardo ho pensato a delle regole generali che dovrebbero ridurre questo pericolo...
Nota (*3): parametro arbitrario...

mercoledì 15 novembre 2017

Rabbia e...

Che rabbia non poter pubblicare i miei pezzi quando li scrivo: in particolare quello su Tavecchio (“Illusioni e dimissioni”) era molto divertente ma più che passa il tempo e più che perde efficacia...

Comunque sto ascoltando molte riflessioni sul dopo Italia-Svezia: molte condivisibili altre meno (come quelle che danno grandi responsabilità ai giocatori “viziati”).

Mi ha colpito un servizio di Sky su come la Germania sia riuscita a risorgere dopo le difficoltà dei primi anni 2000: hanno puntato sui giovani, dividendo il territorio e facendo fare corsi mensili ai ragazzini più promettenti; i migliori di questi sono stati poi ulteriormente selezionati in appositi centri federali sparsi per tutta la Germania. Le squadre incassano il 2% degli introiti televisivi in base al minutaggio dei prodotti del vivaio; e tante altre belle iniziative...

Costo dell'operazione (se ho capito bene): 1 miliardo di euro.
Traduzione: in verità non si vince puntando sui giovani ma solo con i soldi.

Verde di rabbia - 20/11/2017
No, niente a che vedere con la Telecom: solo un mio esperimento finito male! Riguardo la lavatrice sapevo “gli indumenti bianchi e grigi si lavano a 60°, i colorati a 40° e il rosso a parte”: non per nulla ho solo pochi calzini rosa...
Recentemente, dopo la siccità estiva, avevo da fare parecchie lavatrici di roba che mi pareva parecchio sudicia: così, selezionando accuratamente i diversi capi da lavare insieme (tutta roba tendente al blu), avevo provato a lavare il colore a 60°. Il risultato era stato eccellente e così, con un po' meno attenzione avevo ripetuto l'esperimento: in particolare avevo mezzo insieme una copertaccia verde con qualche maglietta, mutande e un numero indefinito di calzini spaiati. Lavatrice fatta il sabato e dimenticata fino al giovedì successivo. Risultato: tutto verde! Gli indumenti grigi hanno preso un brutto colore verde scuro e spento e in generale sono divenuti una porcheria. Le eccezioni sono una federa blu che è divenuta di un bel blu marino e una maglietta che da color ocra è divenuta di un bel verdolino piuttosto intenso. Di seguito la foto dove indosso l'ex maglietta ocra: notare lo sparato della camiciola che da grigia ha preso un verde malsano...

Ogni somiglianza con KGB è puramente casuale!

PS: Volevo tirare in dentro la pancia e gonfiare il petto ma me ne sono dimenticato...

Ritrovamento - 20/11/2017
Nel pezzo Ricordo 5 scrissi:
«...
Quando mi trasferii dall'Olanda trovai, nascosto in un armadio, un piccolo fagottino di plastica con su scritto “Per quando torno. La mamma”. A occhio conteneva delle ciabatte e poco altro. Lei non ebbe più modo di venirmi a trovare ma quel pacchettino lo portai in Spagna con me e, da là, mi ha seguito in Italia.
Ce l'ho ancora e non l'ho mai aperto: adesso è disperso in un armadio, appena lo trovo pubblicherò anche la sua foto.
...
»

Ebbene, durante la siccità estiva, alla ricerca di vestiti puliti, ho aperto qualche armadio che di solito non adopero ed ecco che la famosa busta della mamma è risaltata fuori!
Il biglietto dice soltanto “MAMMA” e il “Per quando torno” era solo uno scherzo della mia memoria. Siccome la foto della sola busta non dice niente mi sono finalmente deciso ad aprirla: come previsto (si intravedevano) c'erano due ciabatte e quella che sembra essere una specie di pigiama/vestaglia (oltre a della biancheria che, per pudicizia, non ho fotografato)

E ora cosa ne faccio? Niente: rimetto tutto nel sacchetto e lo ributto in un armadio. Lo so non ha senso: ma che male c'è a fare di tanto in tanto qualche piccolo gesto insensato se ci va di farlo?

PS: lo sfondo verde è la famigerata coperta che mi ha colorato l'ultima lavatrice...

Pesca a strascico - 21/11/2017
Ecco un esempio del pericolo di cui ho più volte scritto: L’esercito americano ha spiato i cittadini e lasciato i dati sul cloud di Amazon di Andrea Daniele Signorelli su LaStampa.it

A parte la svista di lasciare disponibili a tutti questa enorme quantità di dati (*1) che cosa si spera di ottenere da questa specie di “pesca a strascico”?
Ve lo dico io: solo una grande base dati dove, a ogni individuo che accede a Internet, è associata una linea con tanti coefficienti sulla sua potenziale pericolosità ricavati automaticamente da dei programmi per calcolatore.
Questo genere di spionaggio produrrà sicurezza? No: solo una potenziale discriminazione basata su statistiche e soglie di rischio probabilmente arbitrarie.
Contemporaneamente però in queste enormi base dati (*2) potrebbero essere facilmente conservati altri tipi di dati, come l'orientamento politico, quello sessuale, lo stato di salute e simili apparentemente meno critici ma potenzialmente molto più discriminanti (perché più esatti e affidabili) e facilmente abusabili.

Nota (*1): errore che, a seconda dei punti di vista, si può ritenere divertente, triste, allarmante, pericoloso, etc...
Nota (*2): di cui i dati trovati nella nuvola di Amazon sono solo la punta dell'iceberg: questi archivi dovevano essere ritenuti poco più che spazzatura e, per questo, dimenticati alla potenziale portata di tutti. Ma è più che ragionevole ritenere che esistano moltissime altre basi di dati con informazioni molto più sensibili.

martedì 14 novembre 2017

Bianca & Bernie

Nel 1977 uscì al cinema la pellicola Bianca & Bernie che andai a vedere al cinema con un mio compagno di prima elementare e le nostre rispettive mamme. Per i successivi 40 anni mi ero annotato di rivederlo.

I lettori più giovani devono sapere che è esistito un periodo in cui i cinema erano stracolmi: addirittura le persone, che pure avevano acquistato il biglietto, non trovavano posto per sedersi e stavano a vedere la pellicola in piedi, pigiandosi sui corridoi ai lati delle file di poltroncine.

Ecco, ricordo che quella sera fu una di quelle terribili, una di quelle in cui avevo l'ordine (per non rimanere disperso) di stare attaccato al cappotto di mia madre mentre lei si incuneava fra gli spettatori.
Mi chiedo se la mia idiosincrasia per la folla sia nata proprio in una di queste occasioni...

Comunque, nonostante gli sforzi, deve essere stata una di quelle volte in cui riuscivo a vedere appena metà o meno dello schermo e sempre in balia dei movimenti di chi era davanti a me e che potevano in ogni istante azzerare la visione.

Eppure fu una serata un po' magica per me: era la prima volta che andavo al cinema e ne condividevo l'emozione con un amico (*1), poi ero con la mamma ma senza il babbo, non la sera ma il pomeriggio: mi sembrò improprio ma mi piacque moltissimo.
A scuola quell'anno, per la prima volta, tutta la classe fece l'album delle figurine basato su quel film: solo dall'anno successivo, in seconda elementare, i maschi si concentrarono su quello dei calciatori e le femmine... bo, cose loro...

Insomma del cartone animato non ricordavo niente ma ero molto curioso di rivederlo.
Onestamente, anche a riguardarlo, non ho riconosciuto molto: solo un vago ricordo del gabbiano/aereo e dello “strano” veicolo con cui Medusa, la cattiva di turno (*2), viaggiava sull'acqua (in effetti una specie di moto d'acqua, ma da noi quei veicoli non erano ancora diffusi!).
Eppure adesso (sto scrivendo a 24 ore di distanza) ho il dubbio, la sensazione di aver provato una certa risonanza con le emozioni provate da bambino, qualcosa però di subliminale, che non riesco a percepire coscientemente.
A ripensarci la trama mi pare banale ma non posso escludere che invece, a sei anni, mi abbia fatto una profonda impressione: perché in effetti è una pellicole lugubre, con colori scuri, invernale, ambientata in una palude, su un battello a vapore incagliato e in disfacimento, in una grotta claustrofobica in balia delle maree. La protagonista è poi un'orfanella il cui unico amico è un orsacchiotto di pezza...
Insomma non è il solito film della Disney tutto fiori e colori vivaci: è invece cupo dall'inizio alla fine e, anche se finisce bene, resta la sensazione di un mondo freddo e pieno di insidie.
Non mi stupisce che fra le pellicole della Disney questa sia una delle meno conosciute e riproposte...

Non mancano poi gli anacronismi culturali: soprattutto la topina protagonista propone degli stereotipi femminili ormai vieti, così come stona il richiamo, anche se generico, alla “fede” invece che a una più neutra “speranza”.

Conclusione: non so... sicuramente mi aspettavo di più... ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i bambini: di sicuro la figlia (4 anni) della coppia che mi ha prestato il DVD non ha voluto vedere questa pellicola o, meglio, ha guardato l'inizio e ha subito deciso che non le piaceva...

Nota (*1): nonostante io sia una delle persone più solitarie e introverse che conosca c'è una cosa che non sopporto fare da solo: andare al cinema. Andarci da solo mi sembra brutto e triste e mi pare che tolga al cinema il suo bello che, in fin dei conti, è proprio quello di far condividere ad amici e parenti le stesse emozioni.
Nota (*2): mentre scrivevo questo pezzo ho notato che, nei cartoni dove i protagonisti non sono gli animali, molto spesso il personaggio più cattivo è una donna. Non credo che la spiegazione sia sessista, almeno non direttamente: credo invece che sia una perversione della figura della madre, il suo opposto, la sua trasfigurazione da fonte di amore a strega malvagia e che, per questo, colpisca più profondamente l'animo dei bambini instillando incertezze e dubbi.

lunedì 13 novembre 2017

Acrimonia

Pezzo scritto il 17/11/2017 ma pubblicato retrodatato perché mi piace avere solo un pezzo al giorno! Vedere quindi l'ultima parte di Telecom Odissey 8-11 per inquadrare la vicenda qui descritta nel suo contesto di caos telecomatico...

Notte insonne: un po' perché preoccupato per la mia ADSL e molto perché ieri ho bevuto quasi 2 litri di Coca Cola (oltre a diversi tè e a un cioccocaffè la mattina)...

Oltre a un problema matematico (che non ho risolto ma che mi ha svegliato del tutto) ho ripensato all'ultimo surreale tecnico della Telecom che mi ha fatto visita ieri e alle ragioni per cui mi ha irritato così tanto: mi devo sfogare, lasciatemi quinti intingere la mia tastiera nel fiele...

Beh, da una parte c'è la coincidenza della linea che ha ripreso (inopportunamente) a funzionare in sua presenza e questo mi ha portato inconsciamente ad associare alla sua persona la preoccupazione (temo concreta) che verrà presa l'occasione per non far nessun lavoro sulla linea (oltre alle inutili giratine e telefonate)...

Ma c'era anche un'antipatia più profonda e difficile da cogliere: la sua diversità nel ragionare rispetto a me con, quindi, le inevitabili problematiche di incomprensione reciproca. Ho individuato tre differenze principali:
1. La mia memoria, anche se spesso me ne lamento, è oggettivamente ancora molto superiore alla media. Al contrario la sua memoria era estremamente limitata sia quantitativamente (numero di informazioni che teneva a mente) che temporalmente (quanto a lungo le ricordava). Questo mi costringeva a ripetergli continuamente tutta una serie di osservazioni che poi subito dimenticava. Un esempio: gli avevo dato delle precise informazioni stradali per raggiungermi: “Giri al secondo ponte che trova, circa 10 metri dopo una casa alla sua sinistra, non ci sono indicazioni se non un cartello “Strada senza uscita” e dopo 300 metri è da me. Lui “in diretta” perché mi aveva richiamato col cellulare: “Allora c'è una casa sulla sinistra... ecco ora c'è un ponte sulla destra: ma non lo prendo perché c'è scritto «Strada senza sfondo»...”. E mi sono occorsi un paio di secondi per comprendere la sua svista e farlo tornare indietro...
2. (Collegato al punto 1) Invece di considerare le interazioni fra più possibili cause e concause egli basava le proprie valutazioni sempre su un unico fattore ed esse erano quindi estremamente semplicistiche. Tipo: “In questo momento funziona!” e io “Sì, ma appena 5 minuti fa anche a lei non funzionava e poi, quando ha funzionato, le ha dato quei 384 errori...” e lui “Ma ora non dà errori!”. La sua euforia, che cerco di rendere inadeguatamente con i punti esclamativi, era dovuta alla sua fissazione monotematica che lo portava a una conclusione strampalata, non esplicitamente espressa ma sottintesa, del tipo “Poiché l'ADSL funziona adesso in questo preciso istante, allora ha sempre funzionato e sempre continuerà a funzionare. Ergo non ho da far nulla!”
3. (Collegato al punto 1) Teneva a mente SOLO ed (quasi) ESCLUSIVAMENTE le informazioni che confermavano la tesi che si era prefisso di dimostrare (“non c'è un problema, i tecnici prima di me hanno tutti sbagliato e il suo [di KGB] router per una settimana non è riuscito a collegarsi perché... perché... ma ora si collega!”). Ad esempio quando gli davo le seguenti informazioni: A. che Internet non mi ha funzionato per una settimana esatta (*1); B. che nella sera dell'8 novembre un tecnico Telecom aveva constato il TOTALE non funzionamento della linea Internet; C. che nella sera del 10 novembre un tecnico appaltatore (da casa mia) aveva constato il TOTALE non funzionamento della linea Internet; D. che nella sera del 15 novembre un tecnico Telecom aveva constato il TOTALE non funzionamento della linea Internet. Ebbene tutte queste informazioni gli scivolavano via mentre si aggrappava alla sua unica gioiosa certezza: “In questo preciso istante funziona!”

Evidentemente poi deve aver percepito la mia frustrazione e scetticismo per le sue non evidenti qualità professionali perché si è definito “un tecnico modesto”: ovviamente l'ha affermato come un modo di dire ma io vi ho colto una sorta di “excusatio non petita”.
Altra chicca: mentre risaliva in macchina ho accennato al ciarpame che riempiva il suo veicolo, lui mi ha spiegato che era tutta roba vecchia e rotta (l'avevo capito da solo) che aveva ritirato e poi ha aggiunto che “per ritirare tre router mi serve mezza giornata”. Beh, certo se si smarrisce in continuazione... Comunque interessante l'uso che viene fatto di questo prezioso tecnico: 1. fattorino che vaga disperso nella provincia; 2. (s)frangitore di marroni per i poveri utenti come me.

Conclusione: stamani riaccenderò il router ma veramente non so cosa sperare: un'agonia lenta (funziona fino alla prossima bufera) o un'agonia continua (non funziona finché non si decidono a riparare il guasto, ovvero a tempo indeterminato). In effetti sarebbe forse meglio il secondo caso perché, in un futuro incerto e lontano, poi la situazione dovrebbe risolversi... ma non ne sono sicuro: e poi comunque il router farà il contrario di ciò che spero...

Nota (*1): già! Strano... una coincidenza (arriva il tecnico e dopo una settimana il router rifunziona) nella coincidenza (il router aveva smesso di funzionare poche ore dopo che avevo segnalato la linea lentissima)...

sabato 11 novembre 2017

Telecom Odissey 2-7

Avevo scritto i seguenti pezzi con l'idea di farci dei corti ma, visto che in questi giorni non li ho potuti pubblicare e ne ho accumulati molti, credo abbia più senso pubblicarli tutti insieme.

- Ore 16:16 dell'8/11/2017: da circa 3 ore non ho più Internet.
- Non ne ho la conferma ma credo che la Telecom si sia attivata cercando di risolvere il mio problema (nell'essenza “di cavo”) dalla centrale, ovvero in maniera semiautomatica.
- Ho anche ricevuto una telefonata di prova, di quelle che ogni tanto si fanno per testare la linea (oppure era un maniaco che si è dimenticato di ansimare), ma nessuna chiamata ufficiale del “tecnico”.
- Sicuramente ho ricevuto una telefonata automatica dove la Telecom mi chiedeva, da 1 a 10, quanto suggerirei (la vaghezza della domanda è loro) a un amico/parente tale compagnia telefonica: ho risposto “sei” ma a un operatore umano avrei spiegato che tutto dipende da come risolveranno il mio problema di linea.
- Se entro stasera non mi ripristinano la situazione richiamerò il 187.

- Ore 17:20 dell'8/11/2017: sono ormai sicuro che dalla “centrale” pensino già di aver brillantemente risolto il mio problema agendo in remoto e così decido di segnalare immediatamente che adesso non ho più linea Internet.
- Chiamo il 187: sorpresa! Non è più possibile contattare un operatore: tutto quello che riesco a ottenere è un messaggio che spiega che la mia segnalazione di guasto è “in lavorazione”. Io scommetto che domani non sarà più “in lavorazione” ma “risolto” e io continuerò a non avere il collegamento a Internet.
- Il messaggio registrato assicura che il mio problema verrà risolto entro (o per?) il 10 novembre.
- Tempo totale della chiamata circa 1 minuto e 30 secondi.

Se non avessi già sperimentato questa procedura qualche anno fa probabilmente sarei ancora ottimista ma adesso invece temo che andrà ancor peggio dell'altra volta. Soprattutto che il “tecnico” non mi abbia neppure chiamato per chiedermi i dettagli del problema non mi fa ben sperare...

- Ore 19:30 dell'8/11/2017: sorpresa! Mi chiama il tecnico della Telecom!
- Lunga telefonata di un 10/15 minuti in cui lo subisso con le mie teorie e annotazioni facendogli il lavaggio del cervello e convincendolo che il problema è nell'esatto punto del cavo telefonico da me identificato.
- Domani mattina viene l'appaltatore: e il tecnico Telecom gli ha lasciato una nota spiegandogli di chiedere a me per maggiori informazioni!
- L'assenza di collegamento a Internet è una semplice coincidenza: fino all'ora delle chiamata non avevano ancora fatto niente! Buffa coincidenza..

Conclusione: positivamente sorpreso! Il tecnico con cui ho parlato sembrava competente e realmente interessato a risolvere il problema piuttosto che a prendere tempo. Stava attento a quello che gli dicevo e ne capiva le implicazioni: insomma mi dava ragione...
Speriamo che l'appaltatore non sia l'imbranato di qualche anno fa: comunque adesso inizio a essere ottimista!

- In mattinata non si è visto (né sentito) nessun “appaltatore”.
- Ho chiamato un paio di volte il 187 ma non ci sono novità: la risoluzione del problema è prevista per il 10 novembre.

Sono di nuovo pessimista: parlando col tecnico Telecom mi era parso di capire che l'appaltatore si sarebbe attivato stamani: adesso temo che si tratti degli stessi individui di qualche anno fa, interessati solo a tirare le cose per le lunghe, a rimandare, a chiudere le chiamate senza fare niente.
Ancora peggio temo che “l'intervento” ci sia già stato ieri, nel primo pomeriggio, quando ha smesso completamente di funzionarmi Internet: solo che, prima di chiudere la chiamata, vogliono far trascorrere più tempo possibile. Temo che il loro obiettivo sia non solo fare il meno possibile ma anche nel tempo più lungo per dare la falsa impressione di star facendo qualcosa.

Conclusione: spero che queste mie paure vengano fugate direttamente dall'appaltatore in giornata...

Ore 9:05 del 10/11/2017.
- Ieri pomeriggio non si è fatto vivo nessuno (beh, un tizio ha sbagliato numero).
- La linea Internet continua a non funzionare.
- Nel pomeriggio di ieri ho richiamato altre 3 o 4 volte il 187 ma il messaggio era sempre lo stesso: “la segnalazione dovrebbe essere risolta per il 10 novembre 2017”.

Conclusione: qualcuno cerca di rincuorarmi dicendomi che l'appaltatore magari si farà vedere proprio oggi ma poi, di fronte alla mia sicurezza di aver già capito cos'è successo, lascia perdere: ovvero intervento alla cieca nel primo pomeriggio di due giorni fa che non solo non ha migliorato la situazione (Internet lento a poco più di 1Mbit) ma l'ha peggiorata (Internet non va).
Il motivo per cui sto sondando così spesso il 187 non è che mi aspetto nuove notizie utili: lo faccio invece per riaprire al più presto possibile una nuova chiamata appena questa verrà chiusa.

- Sorpresa! Alle 16:30 mi telefona il tecnico appaltatore!
- Gli spiego le mie teorie e ci troviamo lungo la mia strada nel bosco: è un ragazzo paffuto, dall'aria sveglia e competente.
- Gli mostro il punto del cavo che sospetto causi i problemi e poi controlliamo a vista il resto della linea: secondo lui è possibile che il problema sia dove gli ho indicato io ma potrebbe anche essere altrove: il cavo è messo male e ha notato un sacco di grane.
- Ha uno strumento per verificare la qualità della linea e lo prova da casa mia: escludiamo così che sia un problema del mio router.
- Mi richiama poi da una centralina e là il segnale della mia linea sarebbe buono (10Mbit) evidentemente quindi si deteriora nel resto del cavo.
- Dovrà tornare con un collega e probabilmente tutto sarà rimandato a lunedì o martedì...

Conclusione: ebbene il mio pessimismo era ingiustificato: questo tecnico mi pare capace e sono ottimista che risolverà il problema nel corso di qualche giorno e non di mesi. Ah, secondo lui quello che credevo essere stato l'intervento del tecnico con la chiamata muta (che nel pomeriggio di due giorni ha dato il colpo di grazia alla linea) era probabilmente un controllo in automatico dalla centrale Telecom...

venerdì 10 novembre 2017

Il profugo del bagno

Ieri, mentre ero in bagno a leggere l'inizio di Racconto d'Inverno (ho terminato la Bisbetica domata), ho visto con la coda dell'occhio qualcosa di nero correre da una parte all'altra del pavimento.
Sono andato a investigare e, come temuto, ho visto un topolino di campagna (grosso come una moneta da 2€ e con una coda lunga tre volte tanto) rannicchiato in un angolo: nel casino (= nascondigli) che c'è a casa mia non potevo rischiare di farmelo scappare e così ho portato Bisba in bagno. Inizialmente non lo vedeva e miagolava per tornarsene a dormire poi però il topino ha fatto l'errore di muoversi e, un decimo di secondo dopo, era in bocca a Bisba.
A quel punto avrei voluto mettere Bisba in giardino ma lei non si faceva prendere per paura che le rubassi la preda e così, alla fine, se lo è mangiato in salotto...

Senza vapore - 9/11/2017
Controindicazione dell'essere senza Internet: anche Steam ha smesso di funzionare. Ha deciso che deve aggiornarsi ma non riesce a farlo non potendo connettersi. Risultato niente giochi su Steam...

Somiglianze X - 13/11/2017
In questo caso la somiglianza è marcata così come la loro differenza.
Questa è l'introduzione di Midnight Madness dei Sinergy (che per lungo tempo ho studiato pur consapevole che fosse oltre le mie possibilità a causa della sua velocità):

(primi 27 secondi circa)

Da confrontare con l'introduzione di Suol Storm degli Unleash the Archers:

(primi 12 secondi circa)

Sicuramente la melodia degli Unleash the Archers è fortemente ispirata a quella dei Sinergy: ma è anche evidente che alcune note sono state permutate. Non ho abbastanza orecchio per esserne sicuro ma mi pare che il verso di alcune scale sia stato invertito...
Se me lo ricordo chiederò a chi ne sa più di me...

Illusione e dimissioni - 14/11/2017
Ecco, adesso abbiamo dato alla Svezia l'illusione di essere una buona squadra...

E le dimissioni? Quelle di Ventura le do per scontate ma mi chiedevo cosa avrebbe fatto Tavecchio: dopo tutto è lui il massimo responsabile del calcio italiano e, visto che questo fallimento è massimo, lo riguarda direttamente. Onori e oneri: Tavecchio dovrebbe essere il primo a dimettersi.

Ma sono ben consapevole che questo mio dubbio su ciò che, moralmente, dovrebbe fare Tavecchio è totalmente futile: non credo infatti che egli sia capace di abbinare insieme i concetti “mie” e “dimissioni”. Mi immagino il seguente dialogo fra lui e un giornalista:
G - «Presidente si dimetterà?»
T - «Non sappiamo ancora se Ventura si dimetterà...»
G - «Ma lei, Presidente, si dimetterà?»
T - «Sto valutando serenamente tutte le opzioni: può darsi che Ventura si dimetta o anche no...»
G - «Ma lei? Che farà? Si dimetterà?»
T - «Lo ripeto per l'ultima volta: forse dimetteremo Ventura, forse no. Che io so, ancora non ha deciso cosa faremo...»

Erotismo giapponese - 14/11/2017
Il famoso antico manuale di arte erotica giapponese...



























Il Mangasutra

Ancora su FM

Pubblico oggi (da casa di mio padre) questo pezzo retrodatandolo al giorno in cui l'ho scritto.

Visto che ho lasciato la vita di Fabio Massimo (FM) a metà, là dove ero arrivato a leggere, mi pare giusto aggiungere qualche parola di conclusione.

Dopo la sconfitta di Canne i romani sono nel panico e FM viene rieletto dittatore. Annibale però non attacca Roma ma gira per l'Italia portando varie città dalla sua parte.
Plutarco se ne stupisce e lo scrive chiaramente: mi chiedo se proprio con le sue parole e perplessità non abbia contribuito a creare un mistero che in realtà non è tale.
Magari, semplicemente, Annibale non aveva forze sufficienti ad assediare Roma, forse non poteva garantirsi i rifornimenti per mantenere l'assedio per anni, forse temeva che se si impegnava per anni in un assedio le città confederate fedeli a Roma avrebbero potuto organizzare un esercito e stringerlo fra due fuochi, forse pensava di ottenere maggior supporto dalle città sottoposte a Roma e, grazie a esso, ottenere una vittoria più facile... e potrei elencare ancora molte altre ipotesi più o meno verosimili e probabili...
Insomma, solo con un “senno di poi” piuttosto miope la decisione di Annibale può sembrare inspiegabile.

Probabilmente poi il supporto che Annibale ottenne dalle varie città italiane fu molto meno consistente di quanto sperasse: probabilmente, dovendo mantenere il proprio esercito, saccheggiando le campagne non era molto ben visto da nessuna città italiana. Immagino che gli aprissero le porte quando era con l'esercito vicino ma che poi, una volta allontanatosi, il loro supporto doveva essere scarso quando non nullo. Plutarco scrive: «[Taranto, passata dalla parte di Annibale, era assediata da FM così Annibale cerca di raggiungerla col proprio esercito ma non fa in tempo] ...disse [Annibale] per la prima volta in disparte agli amici suoi, esser gran tempo ch'avea conosciuto essere impresa dura, ma ora la giudicava impossibile, il tener l'Italia con le forze che avevano» (*1). Evidentemente la maggior parte delle città, tranne qualche eccezione, rimase fedele a Roma.

Curiosamente non ho trovato neppure un accenno al soprannome “il Temporeggiatore”: ero sicuro che Plutarco non solo lo avrebbe citato ma ne avrebbe anche spiegato nei dettagli l'origine...

Interessante e molto umana la parte finale della vita di FM quando, ormai vecchio, si oppone con tutte le sue forze al progetto di Scipione di portare la guerra in Africa. Per tutta la sua vita il suo solo obiettivo era stato quello di evitare lo scontro aperto con Annibale e ora non riusciva neppure a immaginarsi una diversa possibilità. FM muore prima della vittoria di Zama mentre Annibale lascia l'Italia per spostarsi in nord Africa.

Plutarco, nel confronto fra Pericle e FM, stranamente non accenna alla similitudine che a me pareva più evidente: il “temporeggiare” di FM ricorda molto la decisione di Pericle di non combattere direttamente contro gli spartani che hanno invaso l'Attica e l'idea di inviare una spedizione navale nel Peloponneso per devastarne la costa e attirare così lontano da Atene l'esercito spartano. Beh, questa seconda parte del suo piano ricorda molto più quello di Scipione, però la prima...

Conclusione: sono curioso di leggere la vita di Alcibiade: sono sicuro che sarà ricca di spunti...

Nota (*1): passaggio tratto da Le vite parallele di Plutarco, Salani Editore, 1963, trad. Marcello Adriani 'il Giovane'.

giovedì 9 novembre 2017

Fabio Max

Pubblico oggi (da casa di mio padre) questo pezzo retrodatandolo al giorno in cui l'ho scritto.

Sono senza Internet. Sono senza Internet. Sono senza Internet...
Vabbè, cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno: ho più tempo per usare il calcolatore in maniera più proficua...

Direi quindi di scrivere una fricassea di commenti alla particolare vita di Plutarco che sto leggendo adesso: Fabio Massimo (FM).
Inizialmente ero piuttosto perplesso perché mi aspettavo una biografia un po' noiosa su un personaggio storico che appare fra quelli minori quando si pensa ai protagonisti delle guerre puniche, invece la sto trovando molto interessante e ricca di spunti di riflessione.

Siccome questa edizione delle Vite parallele di Plutarco, Salani Editore, 1963 (trad. Marcello Adriani) è molto bella non la sto deturpando con le mie annotazioni a margine: proverò quindi a scorrerla rapidamente per riportare qui di seguito tutto quanto mi è parso curioso o interessante (*1).

Forse avrei dovuto chiarire che il FM in questione è il famoso Temporeggiatore: ovvero il dittatore che scelse di non affrontare direttamente l'esercito di Annibale facendo in modo che si logorasse nel corso degli anni.
Sembrerebbe una decisione facile da attuare ma già dalle prime pagine si capisce che FM non ebbe vita facile a perseguire questo suo obiettivo strategico.
Un inciso: leggendo queste biografie di Plutarco appare chiaro che chi diviene potente, indipendentemente da come governa e dalle specifiche scelte, si fa dei nemici. Qualsiasi decisione infatti ha conseguenze favorevoli per qualcuno e sfavorevoli per altri: se è buona gli effetti positivi saranno molto maggiori dei negativi che però si avranno comunque quasi sempre. È impossibile fare tutti contenti e c'è sempre qualcuno pronto ad approfittarne.
Nel caso di FM i suoi nemici avevano gioco facile ad accusarlo di inattività (*2), di codardia, di connivenza con lo stesso Annibale e, con questi argomenti, accattivarsi il favore del popolo (e, suppongo, del senato) e, comunque, a logorarne la credibilità e autorità: addirittura FM fu l'unico dittatore a cui fu poi affiancata un'altra autorità con pari poteri, ma di questo scriverò poi...

Dopo la sconfitta del Trasimeno, FM fu scelto come dittatore avendo quindi il totale controllo dell'esercito: ma, mentre FM aveva già chiaro il suo obiettivo strategico di non accettare battaglia con l'esercito di Annibale, il suo primo luogotenente e comandante della cavalleria, Lucio Minuzio, scalpitava per combattere. Lo sottolineo per ribadire come non dovesse essere facile per FM mantenere il proprio proposito quando anche fra i suoi ufficiali dovevano essercene molti sicuri della propria forza e vogliosi di combattere.

Un caso di serendipità. Permettetemi un lungo inciso (*1) per spiegarne gli antefatti.
Ieri non ero a casa ma da un amico dove dovevo aspettare per un'oretta prima di poter sbrigare alcune faccende. Vedendo una bella libreria mi ero quindi messo a scegliere un libro con cui intrattenermi: ovviamente cercavo qualcosa da “spilluzzicare” non avendo tempo per finirlo né volendo prendere niente in prestito. Alla fine mi ero deciso per una bella Bibbia ricca di note.
Con un certo disappunto mi ero reso conto che il grosso volume conteneva solo il Nuovo Testamento mentre io avevo la mezza idea di andare a leggermi il libro di Giuditta. Non avendo voglia di cercarmi un'altra lettura avevo però trovato un nuovo obiettivo.
Mi era infatti tornato in mente che Matteo fu l'evangelista che più vedeva il cristianesimo come una corrente del giudaismo e questo traspare abbastanza chiaramente nella descrizione di un miracolo del Cristo che è molto diversa da quella degli altri evangelisti. Sfortunatamente, per la fretta, non trovai il passaggio in questione (*3) ma, facendo un passo indietro e osservando con distacco il Vangelo, pensai che era curiosa la maniera con cui si fosse arrivati alla definizione della Trinità che, in effetti, è molto tarda: al concilio di Nicea (VI secolo) non era ancora neppure ben definito il ruolo dello Spirito Santo!
Ipotizzai che probabilmente aveva avuto un notevole peso il significato simbolico del numero tre.
Ed ecco che trovo una digressione di Plutarco sul valore del numero tre: «Ma sarebbe malagevole render la ragione esquisita di questa somma divisa per tre, se già non fusse ch'avesse voluto celebrare la potenza del tre, numero per natura perfetto, primo de' caffi [dispari] e principio della moltitudine in se stesso, comprendente in sé le prime differenze, i primi elementi e principii di tutti i numeri misti e uniti insieme.»

Appare poi tutto il genio e la fantasia creativa di Annibale: prima nel famoso episodio delle mandrie di buoi, con le fiaccole attaccate ai corni, e usate per spaventare di notte i romani e poter rompere così un pericoloso accerchiamento; poi in un'astuta decisione del generale cartaginese: giunto in Campania ne devasta le campagne ma, quando scopre che alcuni terreni appartengono proprio a FM, dà ordine di non toccarli e anzi ne mette della guardie a protezione.
Il primo stratagemma, dettato dalla necessità, rientra nell'ambito della tattica militare ma questo secondo mostra che il genio di Annibale era a tutto tondo, anche politico: in questo caso era consapevole che il proprio gesto sarebbe stato usato dai nemici politici di FM per screditarlo presso il popolo (*4).

FM viene poi richiamato a Roma per compiere alcuni sacrifici: egli lascia a capo dell'esercito il suo secondo, Lucio Minuzio, con l'ordine esplicito di non attaccar battaglia per nessun motivo.
Minuzio però non obbedisce e ottiene anzi una piccola vittoria: a Roma è l'occasione dei nemici di FM per minarne il potere: in via del tutto eccezionale (e andando contro alla logica stessa dell'avere un dittatore) a Minuzio vengono dati gli stessi poteri militari del dittatore.
FM divide allora l'esercito e si prende per sé due legioni, lasciandone altrettante a Minuzio, e dividendo parimenti le truppe dei confederati.
Appena lasciato da solo Minuzio cade subito in una trappola di Annibale e attacca battaglia: la rotta pare inevitabile ma FM riesce a tornare indietro in tempo e a salvare la giornata.

Uno dei “misteri” che più affascinano della seconda guerra punica è perché Annibale, nonostante le sue vittorie, non sia riuscito a dare il colpo di grazia a Roma (*5).
In particolare ci si può chiedere perché Annibale non abbia assediato Roma né conquistato, città per città tutta l'Italia. Probabilmente non poteva assediare Roma perché non aveva né i numeri né le risorse per farlo: Plutarco non prende neppure in considerazione tale possibilità.
Mi stupisce invece maggiormente che Annibale non sia riuscito a formare una coalizione di città italiche desiderose di ribellarsi a Roma. Su questo aspetto però Plutarco ci dà delle indicazioni utili: il “temporeggiare” di FM non consisteva nel limitarsi a tallonare Annibale ma anche «...a mandar soccorso agli amici per tenere in obbedienza le città...» e «...[i nuovi consoli] mantennero l'istesso modo [di FM] nel guerreggiare, fuggendo a lor potere di venire a battaglia aperta con Annibale, ma prestando a' confederati soccorso, e impedendo le ribellioni.»

Conclusione: e siamo così arrivati al XV capitolo dei XXVII su FM

Nota (*1): come detto non mi funziona Internet e quindi ho più tempo a disposizione...
Nota (*2): e poi, pensando al Tao, nella mentalità occidentale lo yang è sempre sopravvalutato rispetto allo yin: si tende infatti a preferire un attivismo improduttivo a una passività utile.
Nota (*3): credo fosse l'episodio della pagana che chiede a Gesù di guarirle la figlia ammalata...
Nota (*4): tattica quindi vecchia ma usata tutt'ora: per questo motivo considero con estrema prudenza le notizie della presunta vicinanza fra Trump e Putin...
Nota (*5): in verità la mia teoria sul vero motivo l'ho già espressa in un altro pezzo: sfortunatamente non avendo Internet disponibile non posso fornirne il collegamento...

mercoledì 8 novembre 2017

Telecom Odissey 0

Alla fine il momento è giunto.

Negli anni passati, in realtà anche un po' per scaramanzia, avevo prematuramente predetto il rapido degradarsi della qualità della mia linea telefonica con le sue conseguenze deleterie sulla velocità di collegamento alla rete Internet. In realtà poi si era sempre risolto tutto per il meglio: la qualità udibile a orecchio, alla cornetta per capirci, peggiorava ma la velocità di connessione rimaneva invariata.

Un paio di anni fa poi l'evento decisivo: durante il taglio di alcuni alberi era stato troncato di netto il cavo telefonico: il guasto era stato prontamente aggiustato con solo l'usuale leggerissimo calo nella qualità del segnale percepibile a orecchio e quindi non mi preoccupavo; pochi giorni dopo però, nello stesso punto, i medesimi taglialegna, rompono di nuovo il solito cavo telefonico. Questa volta la riparazione è approssimativa: lo si può vedere a occhio e, se me lo ricordo, ne pubblicherò una foto...
La velocità della connessione Internet si dimezza passando a 3/4Mbit invece di 7. Non era terribile perché, quando (raramente) avevo bisogno di scaricare molti dati, mi bastava spegnere e riaccendere il router affinché si ricollegasse alla massima velocità che poi manteneva per mezza giornata o anche più.
Non avevo neppure preso in considerazione la possibilità di rivolgermi alla Telecom perché, data la precedente esperienza in cui mi occorsero mesi per farmi riparare un problema sulla linea ben più serio, con non solo scarsa velocità ma anche disconnessioni frequentissime, davo per scontato che mi avrebbero riso in faccia se mi fossi lamentato perché la mia linea viaggiava mediamente a 3/4Mbit invece che 7!
Col tempo la situazione è lentamente peggiorata: da 3/4Mbit siamo passati a 2, che credo sia la soglia di servizio minimo sotto la quale sono tenuti a intervenire. Poi il “trucco” dello spegnere e riaccendere il router ha smesso di provocare la riconnessione alla velocità massima ma a una inferiore (tipo 4 o 5Mbit) fino poi a divenire adesso (da questa estate) ininfluente.

A giugno di quest'anno infine la velocità era scesa a 1.8Mbit e mi ero quasi deciso a rastrellare il mio coraggio/pazienza e a chiamare l'assistenza quando poi c'è stata la notizia che mio padre avrebbe dovuto rioperarsi alla carotide: a quel punto ho preferito evitare ogni tipo di stress aggiuntivo.
Per qualche settimana ad agosto la velocità era poi risalita a 2/3Mbit ma da settembre si era tornati sotto la soglia dei 2Mbit.
Finalmente, con le piogge e il vento di novembre, la situazione è ulteriormente peggiorata: adesso viaggio a poco più di 1Mbit, appena sufficiente per la normale navigazione su pagine “leggere”.

Ho scritto “finalmente” non perché io sia masochista ma perché adesso, almeno in TEORIA, essendo stabilmente sotto i 2Mbit, la Telecom DOVREBBE intervenire.
Ho quindi deciso di provare a chiamare la mitica assistenza Telecom per segnalare il problema: per limitare artificialmente lo stress che sicuramente mi provocherà ho deciso di scriverci sopra una serie di pezzi nei quali illustrerò l'andamento della situazione. Non sono sicuro di riuscire a risolvere qualcosa ma almeno ci proverò...

Conclusione: in giornata (credo) il primo aggiornamento...

Appendice: la cronologia del progressivo degrado della connessione Internet basata sui miei pezzi (spesso scaramantici):
Settembre 2014 - ? Mbit → v. il corto Interferenze [Il drammatico anno del vento e degli alberi che si tuffavano sulla mia linea: dopo le riparazioni peggiorava la qualità acustica ma non la velocità di connessione che restava massima]
Ottobre 2014 - ? Mbit → Atropo e la Telecom [idem]
Dicembre 2014 - ? Mbit → v. Appunti vari [idem]
Giugno 2015 – 3/4Mbit → v. Giugno afoso, anzi vaporoso [poco tempo dopo scoprii il “trucco” dello spegnere e riaccendere il router per poter scaricare alla massima velocità...]
Dicembre 2015 – 7Mbit → v. Dalle pulci all'ADSL [Ogni tanto, ancora spontaneamente, la velocità era quella massima]
Febbraio 2016 – 3/4Mbit → v. corto Pioggia, vento e ADSL [Oramai invece la velocità di connessione è stabilmente inferiore a quella nominale]
Dicembre 2016 – 2/3Mbit → v. corto Miracolo di Natale... (quasi) [Prosegue il lento ma costante peggioramento...]

Note:
Stranamente manca l'episodio chiave (col senno di poi) dei taglialegna: può darsi che lo abbia marcato come “problema” o “foto” invece che “ADSL”: indagherò...
Inoltre da dicembre 2016 smetto di segnalare i progressivi peggioramenti del servizio visto che l'effetto scaramantico si era ormai esaurito.