«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

martedì 31 marzo 2015

PSS 8

«Maestro! Maestro!»
«Che c'è?» - chiese sorpreso Maestro Yuri aprendo gli occhi.
«Finalmente si è svegliato! È da tre anni che stava immobile sotto il pero! Costantemente vi ho vegliato e, ogni mese, vi ho nutrito imboccandovi con un cucchiaino di pappa reale!» - spiegò il discepolo.
«Grazie Discutubile, questo spiega il mio stomaco pesante... Non c'era bisogno di tanta sollecitudine...» - sospirò.
«Mi scusi Maestro Yuri ma ero... eravamo tutti preoccupati... Cosa le ero successo?»

«Ho meditato: a lungo ho cercato la risposta a un'ultima domanda e, finalmente, l'ho trovata» - rispose sorridendo il Maestro.
«Davvero?! Maestro, a quale domanda finale ha trovato risposta?» - chiese Discutibile senza riuscire a contenere il proprio entusiasmo.
«Non ricordi più cosa ti ho insegnato? Medito per pochi anni sotto un pero e, subito, i miei allievi dimenticano le mie parole?» - chiese scuotendo la testa il Maestro Yuri.
«Non capisco...» - mormorò Discutibile facendosi piccino piccino...

«Quante sono le vie per il perfezionamento?» - chiese Maestro Yuri.
2.1 «Le vie del perfezionamento sono molteplici!» - citò a memoria Discutibile.
«Bene! Dunque allora?»
Discutibile impallidì poi, dopo un lungo silenzio, disse - «Mi dispiace ma ancora non capisco...»
«Ascoltami: se possiedi un golf, quando hai freddo, cosa fai? Lo riponi nell'armadio o l'indossi? Per tenerti caldo il golf non può essere messo da parte nell'armadio: analogamente le nozioni, per esserti di beneficio, non devono essere imparate a memoria ma vanno indossate: devono divenire parte di te. Devono essere sempre con te, vive in te e, alla loro luce, devi ponderare la realtà.»
«Ecco...» - proseguì il Maestro Yuri - «...poiché le vie per il perfezionamento sono molteplici, così lo sono le domande che ciascheduno deve porsi. Capisci ora?»
«Forse... credo che...»
«Ascoltami: ognuno ha le proprie domande, ognuno ha la propria strada: il monte che dobbiamo scalare è lo stesso per tutti ma i luoghi da cui partiamo, così come i sentieri che portano alla sua vetta, sono molteplici. Quella che per me era una domanda impegnativa forse per te era una verità palmare...» - concluse Yuri.
«Ne dubito maestro... Suppongo quindi che non mi rivelerà cosa ha meditato in questi anni, eh?»
«No, Discutibile.» - rispose il Maestro sorridendo.

venerdì 27 marzo 2015

Giovani bacucchi

Sto continuando a seguire i video di IFreeMz (v. Altri giochi) e, in particolare, ero curioso di scoprire le novità della serie Resident Evil della quale avevo seguito (e giocato) i primi passi.

Invece di partire dagli ultimi giochi pubblicati ho preferito guardare i video di Resident Evil 6, su Xbox 360, del 2012.
Non ho idea di cosa sia successo in RE 3, RE 4 e RE 5 ma la trama di fondo non era difficile da seguire: al posto del T-Virus abbiamo il C-Virus, al posto dell'Umbrella abbiamo la Neo-Umbrella e, al posto degli zombie, abbiamo dei soldati mutanti. Il gioco non ha praticamente più niente di pauroso ma si è trasformato in un massacra mostri...

Nel complesso RE 6 è veramente bacucco nella sua meccanica: l'avventura segue dei binari rigidissimi, in pratica una lunga sequenza di scontri, e il gioco consiste nel raccogliere munizioni (lasciate in grosse scatole vuote da sfondare a calci e pugni un po' da per tutto) e piantine curative (verdi, blu o rosse!) che vengono automaticamente trasformate in pastiglie curative!
Da una parte quindi il gioco ha un'ottima grafica (per Xbox 360...) che tende a essere realistica ma da un'altra si affida ad elementi della meccanica di gioco che risalgono al primo Resident Evil. Altro elemento caratteristico (e bacucco!) è lo scontro con i nemici di fine livello che non muoiono mai: bisogna schivarli, trovare il “bubbone” debole e colpirli lì fin quando non sembrano morti: ripetere l'operazione una decina di volte...

Guardare le partite di IFreeMz mi diverte ma il suo stile di gioco, opposto al mio, ogni tanto mi irrita...
Io sono circospetto e metodico, controllo ogni angolo, centellino le munizioni e seguo alla lettera le indicazioni del gioco.
IFreeMz sembra invece un criceto impazzito lasciato libero in un labirinto che esplora a casaccio, usa le munizioni in maniera malaccorta, cerca di sparare con l'arma scarica e usa il fucile da cecchino per colpire i nemici a brevissima distanza...

Ah... già nel 2012 i giochi erano più facili (v. teoria in Altri giochi). Anche qui infatti, quando si muore, si deve rigiocare solo una minima parte del gioco. Comunque, se nei giochi più recenti si parla di decine di secondi, in RE 6 (2012) si arriva a pochi minuti...

Ma perché il titolo parla di “Giovani bacucchi” al plurale?
Perché ieri ho visto la quarta puntata (*1) della “nuova” serie tivvù The Strain. Ora, trarre conclusioni da una sola puntata è prematuro ma sia la trama che lo stile di regia sembrano derivare direttamente dagli anni '80: mi ricordano moltissimo la serie “Ai confini della realtà”!!
Se mi riesce ne vedrò altre puntate ma sono molto perplesso...

Nota (*1): delle prime tre puntate ho letto il riassunto su Wikipedia e non ho avuto problemi a capire chi è chi e cosa fa...

mercoledì 25 marzo 2015

Droghe e pregiudizi

Qualche giorno fa ho iniziato a tormentare amici e conoscenti con uno dei miei sondaggi...
Questo però, diversamente dal solito, ha sollevato un certo interesse: almeno un 80% degli intervistati mi ha esplicitamente chiesto di fargli sapere i “risultati”.
A queste persone ho in genere risposto qualcosa del seguente tenore: «Per la risposta dovrai avere un po' di pazienza: devo aspettare tutte le risposte, fare la media e scriverci l'articolo per il mio viario.
Il divertente sarà mostrare la discrepanza fra il giudizio degli esperti e quello della gente comune: si evidenzieranno pregiudizi e la tolleranza ipocrita delle istituzioni... ;-)
»

Il sondaggio era una valutazione di 9 diverse sostanze, droghe legali e non, sotto due aspetti: la dipendenza che creano e il danno che procurano. Per ognuna di queste dimensioni ho chiesto un valore compreso fra 0 e 3.
L'idea l'ho presa da wikipedia dove ho trovato un grafico basato su una ricerca scientifica del 2009 che mostra appunto la dipendenza e il danno procurato da 14 sostanze (*1).

Andando alle note ho trovato e scaricato il collegamento a un pdf: Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse su www.TheLancet.com (basta effettuare la registrazione gratuita per poter accedere a tutto il materiale).
Come si intuisce dal titolo della ricerca lo scopo degli autori era quello di individuare un metodo per classificare le droghe in maniera trasparente e obiettiva.
Per ogni droga sono state individuate tre misure fondamentali (*2): la dipendenza, il danno alla persona e il danno alla società (*3).
Le valutazioni sono state fatte da due diversi gruppi di esperti: il primo gruppo era formato esclusivamente da psichiatri specializzati in dipendenze; il secondo gruppo era invece formato da esperti di discipline diverse che, in più sessioni, si sono confrontati insieme per valutare le varie droghe da prospettive anche molto diverse. I risultati sono stati molto simili e questo è considerato dagli autori una dimostrazione della validità del loro metodo.

Ma veniamo ai dati veri e propri:

Nelle colonne (con il nome cancellato) i valori che mi hanno fornito le persone da me intervistate.
Come si può vedere le incertezze sull'argomento sono notevoli: quasi per ogni sostanza è possibile trovare valutazioni che oscillano fra lo zero e il tre!
Per comodità ho evidenziato le risposte dei miei intervistati e degli esperti con tre diverse fasce di colore (in base al valore attribuito alla relativa sostanza) per poter meglio scorgere eventuali discrepanze.

Pregiudizi:
Vediamo quindi quali sono i pregiudizi e le supposizioni errate delle persone comuni su queste droghe.
Riguardo la dipendenza i miei intervistati sono riusciti a identificare correttamente, e perfino nel giusto ordine, le tre droghe più pericolose: eroina, cocaina e tabacco.
Per quanto riguarda le tre droghe meno pericolose invece c'è una sola sostanza correttamente identificata come tale: gli steroidi anabolizzanti. Al contrario c'è una forte sopravvalutazione (circa 0,5 punti in più) della dipendenza creata dagli allucinogeni: LSD e Ecstasy. Contemporaneamente la dipendenza da barbiturici e cannabis è sottostimata nuovamente di 0,5 punti.
In generale anzi la cannabis è vista molto meno pericolosa di quanto non sia.
Riguardo il danno i miei intervistati hanno individuato correttamente le due droghe più pericolose (eroina e cocaina) ma hanno sbagliato alla grande (a livello quantitativo di oltre 1 punto!) la terza sostanza indicando l'ecstasy invece dei barbiturici. Di nuovo gli allucinogeni (nel mio sottoinsieme LSD e Ecstasy) non sono considerate dagli esperti molto dannosi.
Correttamente identificate invece due delle tre sostanze da danno “medio” anche se con differenze quantitative notevoli, sovrastimandone di molto la pericolosità: alcool e tabacco.
Come al solito sbagliata la stima della pericolosità della sostanza allucinogena: in questo caso l'LSD è stato ritenuto erroneamente più pericoloso degli steroidi anabolizzanti (e anche in questo caso l'errore quantitativo è notevole).
Infine l'unica sostanza della fascia fra le meno dannose correttamente individuata è la cannabis. Invece è sottostimata la pericolosità dei barbiturici e sovrastimata (e di molto!) quella degli steroidi anabolizzanti...

La tolleranza ipocrita delle istituzioni
Che la persona comune non sappia valutare esattamente queste sostanze è scusabile: per la maggior parte delle persone è infatti sufficiente sapere che queste droghe fanno male ed evitarle; inutile, ad esempio, sapere se gli steroidi anabolizzanti fanno più o meno male dell'LSD...
Ma ciò che è scusabile per il singolo non lo è per le istituzioni che, si suppone, non dovrebbero basarsi su pregiudizi o suggestioni...
Nel seguente grafico ho riportato le valutazioni degli esperti per le nove sostanze e, come si vede, sono identificabili più o meno tre diverse fasce:

Nella fascia più bassa (la 1) stanno le droghe meno pericolose: cannabis, LSD, ecstasy e steroidi anabolizzanti.
Nella fascia centrale (la 2) stanno le droghe di pericolosità complessiva media: alcool e tabacco.
Nella fascia alta (la 3) stanno le droghe più pericolose: eroina, cocaina e barbiturici (questi ultimi quasi sul confine della seconda fascia...).

Ciò che mi ha subito colpito è come alcool e tabacchi, benché di pericolosità media, siano liberamente accessibili a tutti (vabbè, ai maggiorenni) mentre sostanze decisamente meno pericolose siano vietate (tutte quelle della prima fascia).
Come mai? Dov'è la logica in questa suddivisione?
Per una volta vi risparmio le mie conclusioni (*5) e propongo invece delle brevi considerazioni estratte dal documento succitato.

Sulla ricerca al riguardo è possibile leggere che la classificazione delle droghe “si è evoluta in maniera non sistematica da fondamenta un po' arbitrarie e basi apparentemente poco scientifiche.” (*4)
E poi: “non vediamo nessuna chiara distinzione fra le sostanze socialmente accettabili e quelle illecite
Anche la conclusione del documento è inequivocabile: «Discussioni basate su una stima formale della dannosità, piuttosto che su pregiudizi e supposizioni, potrebbero aiutare la società a impegnarsi in un dibattito più razionale sui rischi e danni delle droghe.»

Nota (*1): io mi sono limitato al sottoinsieme delle nove più conosciute...
Nota (*2): a loro volta basate sulla media di tre valori per un totale di nove “dimensioni”...
Nota (*3): questi due tipi di danno li ho mediati insieme nel mio grafico.
Nota (*4): la traduzione dall'inglese è mia: per il testo originale rimando al pdf...
Nota (*5): aggiungo che basandomi sull'ingenua premessa che le autorità “sanno quello che fanno” ho fortemente sottostimato la pericolosità di alcool (0,5 e 1) e tabacco (1 e 1,5). Logicamente infatti ritenevo tutte le sostanze considerate illegali più pericolose di quelle legali...

martedì 24 marzo 2015

Tizia americana

Schermo spento.
Una nuova aggiunta alla mia collezione di ragazze (sigh!) sognate: con quest'ultima le mie interazioni sono state praticamente nulle. Ero con un amico e per questo (come mi pare di aver spiegato altrove) ero un po' più timido e mi sono limitato a osservarla.

La storia è un po' confusa.
Ero in macchina con l'amico S. (visto realmente nel pomeriggio del giorno prima). Lui guidava e io ero seduto lato passeggero: seguivamo un'altra macchina per andare a un ristorante.
La macchina davanti a noi gira a destra per parcheggiare nel piazzale del ristorante ma S. è distratto e va a dritto. Io ho riconosciuto la zona e gli spiego che, se torna indietro, sul lato opposto al ristorante, ci sarebbe uno spiazzo ancora più grande dove parcheggiare ancora più facilmente (una delle mie preoccupazioni costanti!). Però S. non riesce a invertire la direzione di marcia e dobbiamo fare almeno 500 metri prima di trovare un piccolo piazzale dove fare manovra per tornare indietro.
Mentre siamo nel piazzale (non mi è chiaro se ancora in macchina o, improvvisamente, a piedi) veniamo abbordati da una ragazza che, con in mano un menù, cerca di convincerci ad andare a mangiare a un ristorante lì vicino.
La descrizione della ragazza è d'obbligo: capelli biondo scuro in riccioli lunghi fino alla spalla; occhi verdissimi di smeraldo (il suo punto di forza!); naso brutto, non tanto in sé quanto per l'espressione che dava al suo volto; bocca normale; fisico snello e atletico; seno piuttosto prosperoso o, comunque, molto in evidenza grazie al golf aderentissimo; fianchi larghi. Un po' bassa direi su 165cm (meno senza scarpe: e non ho notato quanto fosse alto il tacco); età, direi, sui 24 anni...
Poi, per qualche motivo, non ripartiamo subito e lei riceve la visita di un uomo e, forse, ci chiede di restare: il tizio, che aveva fissato un appuntamento con lei, le vuole vendere una sedia di plastica verde per 100€ e lei è incaricata di trattare l'acquisto per il proprio ristorante. Capisco che è in gamba perché non risponde né sì né no ma si prepara a trattare: accenna al fatto che 200$ dollari le sembrano molti. Per questo dettaglio suppongo che sia americana ma, comunque, parla benissimo in italiano.

Io mi distraggo un po' e, quando mi volto, vedo che sono seduti a un tavolo a trattare. Nel frattempo S. si è trasformato in M. (un altro mio amico). Continuo a non seguire la trattativa. Quando ricontrollo la situazione lei ha fatto l'errore di scrivere sulla tovaglia di plastica e l'uomo con cui trattava, che è diventato un altro mio amico (G. nella realtà amico a sua volta di M.), tira fuori da un astuccio scolastico del “cancelletto” (il liquido bianco per coprire lo scritto). La ragazza lo applica sulla tovaglia di plastica e succedde un mezzo disastro perché il liquido (da usare sulla carta) interagisce chimicamente con la plastica formando una patina opaca. Ricordo di essere molto preoccupato per lei ma poi vengo svegliato da un rumore esterno...

Insomma in pratica non ci ho nemmeno parlato con questa ragazza e l'ho aggiunta solo “per dovere di cronaca” visto che, comunque, mi piaceva.

Conclusione: sta emergendo una tendenza interessante in questo tipo di sogni: 1. non ho mai sognato due volte la stessa persona; 2. tutte le ragazze molto diverse fra loro, sia di volto che di fisico; 3. sono tutte donne mai viste prima (nemmeno in pellicole o tivvù).
Insomma l'unico schema che le lega insieme sembra essere proprio la mancanza di uno schema: il solo aspetto che hanno in comune è di essere relativamente giovani, dai 20 ai 35, direi. E, aggiungo, non grasse...

domenica 22 marzo 2015

Lezione LXXVII: oltre tre mesi!

Incredibile: sono passati oltre tre mesi dalla precedente lezione!
In realtà, come mi pare di aver già accennato in altri pezzi, avevo tentato per ben due volte di fissare una lezione ma in entrambi i casi mi ero prontamente ammalato...
Contemporaneamente, causa cattivo umore, avevo anche diradato molto le mie esercitazioni: dovrei ricontrollare le mie note ma, andando a memoria, mi pare di aver avuto un intervallo di addirittura 10-12 giorni senza aver toccato la chitarra...

Eppure non sono peggiorato: anzi sono probabilmente migliorato ulteriormente (v. il corto Ritmi per un confronto numerico) anche se, ovviamente, meno di quanto avrei dovuto.
In questo periodo mi è stato molto utile il libro Chitarrista da zero! 1 (*1). Senza nessun aiuto, ma riutilizzando le tecniche imparate (in particolare rallentare i brani per poi accelerarli via via) in precedenza, sono riuscito a terminare l'intero capitolo 7. In particolare ho fatto: 7-33 un esercizio di accordi (facile), 7-34 ancora accordi, 7-35 ancora accordi, 7-36 melodia (questa è stata difficile da memorizzare), 7-37 accordi (con tempo swing). Mentre il 7-38, l'ultimo esercizio del capitolo 7, lo sto ancora studiando e ne parlerò in seguito...

Nel precedente Lezione LXXVI avevo spiegato di aver notevoli difficoltà a suonare gli accordi sopra una canzone senza spartito, andando cioè a orecchio: non per niente l'esercizio 6-29, proprio di questo tipo, mi aveva bloccato e solo con l'aiuto del maestro (e con qualche semplificazione!) ero riuscito a studiarlo.
Tanto per capirsi con “canzone senza spartito” intendo il testo della canzone con gli accordi sovrascritti nei punti dove, più o meno, devono essere suonati.
Il mio problema è che non riesco a capire quanta parte di una battuta prenda un accordo: si ripete per tutta la battuta o, ad esempio, fa a metà col successivo? È strano perché non ho problemi a scandire il ritmo ma se contemporaneamente cerco di annotare il testo mi confondo inesorabilmente...
Per questo motivo mi ero fatto dare delle canzoni su cui esercitarmi a trovare la ritmica da solo: come vedremo è stato un disastro!

Riscaldamento: come spiegato in Lezione LXXV durante il riscaldamento suono in sequenza i vari accordi della tonalità di DO maggiore (C, Dm, Em, F, G, Am, Bdim e Cmaj7, Dmin7, Emin7, Fmaj7, G7, Amin7, Bdim7). L'utilità dell'esercizio non è tanto quella di suonare l'accordo quanto quella di memorizzare quali siano gli accordi che appartengono a una certa tonalità e la loro sequenza.
Per questo motivo avevo deciso di aggiungere anche gli accordi della tonalità di G maggiore: il “problema” è che, mentre per la tonalità di C la tonale è sulla 5° corda (a partire dal terzo tasto che è un DO), per la tonalità di G il primo SOL è invece sul terzo tasto della 6° corda: in questo caso il problema è che non avrei avuto problemi per gli accordi maggiori e minori ma non conosco quelli diminuiti e di settima. Ovviamente avrei potuto cercarli in rete ma alla fine ho lascito perdere: come spiegato non volevo imparare nuovi accordi ma memorizzare la tonalità...
Il maestro mi ha suggerito una soluzione semplicissima: invece di iniziare la mia scala dal terzo tasto della sesta corda (che comporta poi gli accordi che non conosco) mi ha detto di partire col SOL sul decimo tasto della quinta corda! In questa maniera conosco già tutti gli accordi che mi servono e posso concentrarmi sul memorizzare la sequenza degli accordi!

Ritmi: ho aggiunto il ritmo di Hotel California (che va a sostituire una vecchia versione) e Sei ottavi che mi servirà per l'esercizio 8-39 di Chitarrista da zero! 1.
Di seguito la tabella con i nuovi ritmi (in grigio quelli messi da parte):

She is my sin: rispetto a novembre ho imparato solo una ventina di nuove battute. Ho infatti sprecato molto tempo per le battute 118 e 122 dove c'è una pausa di 3/16 che mi fa perdere il ritmo. Alla fine mi sono arrangiato a orecchio ma mi sono rifermato alle battute 126-127 dove c'è una nuova melodia: non difficile ma veloce e, studiando poco, avevo problemi a memorizzarla. In questi giorni ero finalmente riuscito a suonarla a velocità reale (123 bpm) ma con un piccolo problema: c'è una sequenza di tre note tutte sul 5° tasto, sulla 6°, 5° e 4° corda. Per suonarle usavo l'indice della mano sinistra che scivolava su di esse: il problema è che così facendo non riuscivo a stoppare la 6° corda...
Il maestro mi ha “risolto” il problema complicandomi la vita! Mi ha infatti cambiato la diteggiatura facendomi suonare, al posto del 5° tasto sulla 6° corda, la 5° corda a vuoto. Il problema è che le mie dita oramai si muovevano automaticamente sui tasti giusti e cambiare anche solo una nota mi ha costretto a tornare a 80bpm!! Spero comunque di riuscire a tornare a 123bpm rapidamente: dopotutto le altre note non sono cambiate...

Flight of Icarus: Finita!!!!!! Beh, a 90bpm invece che 110 e suonando, volta volta, le parti più facili delle due chitarre del pezzo...
Anche in questo caso ho perso tantissimo tempo su poche battute: in particolare sulle battute 89 e 90. La battuta 89 termina con un pull-off sul 13° tasto mentre la 90 inizia con un bending sul 17° che mi comporta il dover riposizionare la mano: siccome il passaggio è (per me!) piuttosto veloce mi è occorso un mucchio di tempo per impararlo. Adesso però mi viene decentemente...
Appena rimemorizzo (tanto alcuni passaggi li avrò dimenticati...) l'intero brano (ancora sto perfezionando il finale) vedo di registrarmi e poi passo a qualcosa di nuovo!

Canzone e accordi: come spiegato in Lezione LXXVI, finii di studiare What's up e poi passai ai nuovi brani del maestro. Il primo brano, per il quale avevo in realtà lo spartito per Tuxguitar, era Ho hey dei Luminers: era difficilissimo e pure con gli accenti (note o accordi suonati più forti). Dopo molti sforzi (settimane) imparai una battuta ma quando passai alla successiva, accorgendomi che era ben più complicata, depresso lasciai perdere e non guardai neppure gli altri brani che il maestro mi aveva suggerito...

Da Zero: Come spiegato sono andato avanti da solo con gli esercizi del libro: in particolare sono impegnato col 7-38, 8-39 e l'8-40.
Il 7-38 è una melodia e l'ho appena finita di memorizzare (sono a velocità -36%). È un tempo swing ma per il momento ignoro tale particolare: probabilmente me ne pentirò...
L'8-39 è il solito testo con scritti sopra gli accordi di The great pretender di Freddy Mercury: il tipo di esercizio che, come spiegato, non riesco per niente a fare...
Oltretutto il libro non spiega assolutamente bene cosa fare e, col senno di poi, senza l'aiuto del maestro non sarei riuscito a cavarci le gambe.
A lezione il maestro mi ha semplicemente diviso gli accordi/testo in battute mettendo delle stanghette all'inizio e alla fine di esse.
Per capirci il libro mi dava gli accordi G, Am, D, G e G7 sul primo verso della canzone e C, G e G7 sul secondo: con l'aiuto del maestro so di aver 6/8 per G, 3/8 per Am e 3/8 per D (insieme fanno una battuta), 6/8 per G e 6/8 per G7. Per il secondo verso invece il primo C dura 12/8 (cioè due battute!) mentre i successivi G e G7 6/8 ciascuno...
Eccezionalmente ho dovuto rallentare il brano del 45% (di solito parto da -40%) ma adesso ci sono: piano piano aumenterò la velocità...
8-40 un esercizio con accordi: facile. L'unica complicazione è il ritmo intricato e complicato da memorizzare: ogni battuta ha un ritmo diverso...

Triangolo: si tratta dell'esercizio di improvvisazione. Suonando sopra una base (in A minore) scaricata da Youtube dovevo improvvisare due battute a piacere suonando però solo tre note (LA, SOL e RE), la terza battuta doveva essere invece obbligatoriamente riempita per 4/4 dalla tonale (LA).
I sottofondi musicali che avevo trovato da solo mi erano rimasti troppo difficili e non ero stato capace di seguire il tempo così mi ero fatto dare la base direttamente dal maestro.
Il maestro mi dette però una base in C maggiore: le note sono le stesse di A minore ma la tonale diventa DO.
Per tutto il tempo (e superando notevoli difficoltà) ho suonato usando il “triangolo” sbagliato ma all'ultima lezione ho fatto notare il problema al maestro che: effettivamente la tonale doveva essere DO e io potevo semplicemente usare il triangolo formato dalle note ottenute scorrendo di tre tasti lungo il manico, ovvero: DO, FA e LA#...
E adesso capisco perché una nota mi sembrava stonare: il LA# non va bene!

Teoria: non siamo andati avanti...

Nota (*1): il titolo è veramente infelice: ogni volta che lo leggo mi deprime! Comunque ne ripeto gli estremi per chi fosse interessato: Chitarrista da zero! 1 di Donato Begotti & Roberto Fazari, ed. Volontè&Co, 2010.

venerdì 20 marzo 2015

Nuovi brani

Oggi ho aggiunto ben 22 nuove tracce alla mia collezione: il motivo di questo numero più alto del normale è che gli “incerti” su Spotify erano molti più del normale. Per questo ho fatto due passaggi di ascolto invece di uno col risultato di scegliere più brani...

Anche stavolta non si distingue un chiaro filone: proviamo, tanto per cambiare, a darne una panoramica.

Un primo gruppo è formato da classici: Judas Priest (Screaming for vengeance), Helloween (Future World) e Rolling Stones (Jumpin Jack Flash). Sotto genere “gruppi più recenti ma affermati”: Nightwish (Élan) e Sabaton (To hell and back)...

Poi c'è il gruppo di genere horror/punk che, come già spiegato, trovo molto divertente: mi piace l'accostamento fra ritmo allegro e temi macabri. Qualche esempio: Blitzkid (She dominates; veramente bravi!), The Misfits (Die Die My Darling; in realtà sono degli anni '80, un po' degli antenati del genere...); The Other (Skeletons in the closet e Phantom of the opera; niente a che vedere col brano degli Iron Maiden) e Wednsday 13 (From here to hearse).

Poi c'è lo speed metal che iniziai a indagare, su suggerimento di un amico esperto, quando cercavo un brano adatto a una battaglia per la mia tragedia. Un genere che mi piace abbastanza.
I brani aggiunti: Falconer (Halls and chambers; questo è forse più epic metal: è Spotify che lo considera un po' Speed...) e Wolfchant (World in ice; sto controllando su Internet come sono classificate questi gruppi e Wolfchant me lo danno come pagan/folk metal... bo, probabilmente è così...)

Poi ci sono i soliti brani heavy metal (che cioè non so catalogare più precisamente!): Mob rules (Hollowed by thy name; niente a che vedere con la canzone degli Iron Maiden), Shear (Scorched; mi piace la voce della cantante (su Internet è dato come gruppo power metal)), Brainfever (Danger of the night; anni '80)

Un paio di ballad che, secondo me, fanno genere a parte: Dream Evil (Evilized) e Adorned Brood (Magic Nights; anche questo Internet me lo dà come folk metal).

Gruppi russi. Li scoprii tramite il folk metal: la tradizione musicale russa è notevole... Comunque: Alkoona (The abyss; folk metal) e Blackthorn (Saturnia; direi gothic metal).

Altro: Anthelion (Grave Ocean; death metal), Starset (Carnivore; hard rock?) e Therion (Initials BB; hard rock? hard pop? O popp.. e basta?)

Ed eccone tre “campioni”:

From here to the Hearse di Wednsday 13

Scorched di Shear

Initials B.B. di Therion

Nota: ho scelto Initials B.B. perché credo che il suo video, visto prima di andare a dormire, sia responsabile di un particolare del mio sogno descritto in Sogno nonno. I lettori potranno divertirsi a cercare di capire di quale dettaglio si tratti...

giovedì 19 marzo 2015

Sogno nonno

Schermo spento. Ma stavolta non dovrebbe essere un problema (v. nota 1* a Vittime e danni): stanotte, di prima mattina, ho fatto uno strano sogno.
Di esso ricordo solo la parte finale che, anche per le emozioni suscitate, mi è rimasta più impressa.

Inizialmente il sogno è un filmato (mi pare muto), con persone sconosciute, che mi viene fatto vedere ma, sul finale, ne divento uno dei protagonisti.
L'argomento del sogno è un giardino! Uno spoglio quadrato d'erba, di circa 5 metri per lato, circondato da una bassa siepe di lauroceraso.
Nel giardino si verificano dei fenomeni paranormali e il video ne è la prova.
E qui si cade nel ridicolo: il giardinetto è ricolmo di persone e praticamente tutte mostrano presunti “fenomeni paranormali” tanto palesi e grossolani da sembrare falsi. Un signore è seduto su una sedia che non sta ferma (ma sembra essere lui a farla muovere piegandosi da una parte all'altra), a una signora sobbalza esageratamente il prosperoso seno (ma anche in queste caso sembra sia lei che saltelli!)...
Anche nel sogno ho il dubbio se si tratti di fenomeni reali o di contraffazioni, però propendo sensibilmente per questa ipotesi (75%). Non ne sono totalmente sicuro, nonostante la ridicolezza delle riprese, perché sto vedendo il video proprio in un angolo del giardino incriminato e avverto una certa inquietudine.
Al cantone opposto al mio capisco che i fenomeni sono più intensi e violenti. Non ci sono le immagini ma nel video un signore racconta di averci parcheggiato la sua Ferrari (!) e di come questa fosse stata violentemente scossa da una forza invisibile: solo con l'aiuto di altre persone era stato possibile spostarla altrove.
Da questo momento sono anch'io nel sogno e riconosco alcuni parenti che spingono via una Ferrari rossa. Dove poco prima c'era la Ferrari, vedo adesso un materasso singolo sul quale giace mio nonno Oris (v. Nonno-freddo). Solo la testa sbuca dalle coperte. Mi avvicino e lui mi chiede di fargli compagnia e io contento salto sul materasso. Solo allora mi accorgo con orrore di quanto sia esile il suo corpo che quasi non solleva le coperte (tipo Mr Mackey!). Inoltre, per quanto mi senta un bambino ho il mio corpo attuale e mi rendo conto che non c'è spazio sufficiente per tutti e due. Allora mi limito ad abbracciare il nonno e lui mi dice di stare male: ha cercato di sforzarsi di mangiare per recuperare le forze ma è stato inutile. Gli rispondo che lo so (ho un fugace ricordo, immaginario o di un altro frammento di sogno, in cui era in macchina ed era affaticato...) e piango. Gli dico che è il mio nonno “preferito”.
Per l'emozione mi sveglio...

E, una volta sveglio, non sono più riuscito addormentarmi perché sommerso dai ricordi di tanti anni fa: il nonno morì nel 1985...
Per questo ho deciso di alzarmi e di scrivere qualche vecchio ricordo. Il sogno della malattia del nonno mi porterebbe a pensare ai suoi ultimi giorni ma voglio invece ricordarlo con qualche episodio più felice.

Ecco, me ne è tornato in mente uno interessante: forse non particolarmente felice (almeno allora) ma che però adesso ricordo col sorriso sulle labbra.

Qualche premessa necessaria per capire il contesto:
1. Fin da quando ero piccolissimo venivo lasciato quasi tutti i WE dai nonni ed essi, spesso, mi portavano a giro (mio nonno amava guidare). Una destinazione usuale era la Versilia dove, già allora, viveva una mia zia loro figlia. I nonni avevano avuto tre figlie e stravedevano per il “loro” nipotino (mi pare che entrambi, forse più spesso la nonna, lo ripetessero in continuazione!). Io me ne approfittavo un po' e facevo delle birbonate che non mi sarei mai permesso a casa: cioè non proprio birbonate, io li consideravo “esperimenti” scientifici: accendevo piccoli fuochi, arroventavo forchette e, con i rebbi incandescenti, marchiavo la persiana, oppure fondevo il ghiaccio nel frigorifero. Insomma facevo degli esperimenti che sapevo che non avrei dovuto fare perché distruttivi e/o pericolosi (*1) ma che dai nonni, erano tollerati....
2. Se dovessi scegliere un solo aggettivo per descrivere il nonno sarei in forte imbarazzo fra due: buono e pauroso. Era la tipica “pasta d'uomo”, amato da tutti e di cui magari qualcuno si approfittava proprio perché troppo buono. Evitava sempre qualsiasi forma di conflitto sia in casa che fuori. E in più, infatti, era anche paurosissimo: i racconti famigliari al riguardo si sprecano...
3. La nonna Rita al contrario era molto coraggiosa (v. la sezione sui nonni materni in Coraggio e paura) e ordinava sempre al nonno che fare e lui obbediva sorridendo e senza discutere. Avevo la sensazione che la nonna lo tiranneggiasse e per questo, all'epoca, ero spesso arrabbiato con lei... Era tutto un “Oris fai questo, fai quello...” e il nonno obbediva zitto e lesto....

Ma ecco l'aneddoto vero e proprio:
Io dovevo avere pochi anni, fra 5 e 7 direi, e stavamo tornando a casa dopo essere stati a far visita agli zii al mare. Io sedevo in macchina sul sedile posteriore, probabilmente molto annoiato, il nonno era alla guida e la nonna sul sedile anteriore del passeggero. Non ricordo per quale motivo iniziai a fare le bizze, forse non venni prontamente consolato e, proprio per questo, il capriccio iniziato quasi per gioco e per noia si trasformò in pianto vero. Allora al primo stop la nonna, per venire dietro da me, aprì il suo sportello senza guardare e con questo rigò il fianco di una macchina che ,per svoltare, stava sorpassandoci a destra e gli portò via freccia e specchietto...
Dalla macchina saltò fuori un signore tutto incavolato e urlante (io mi ero prontamente zittito) e la nonna, sebbene di carattere estremamente combattiva, forse sentendosi in colpa, non disse niente e fu il nonno a dover scendere in strada per affrontare la situazione.
Il suo approccio a questo confronto fu classico: si limitò a dire all'altro autista “ha ragione, ha ragione!”, poi estrasse il portafoglio e iniziò a mettergli in mano banconote grosse. Questo disse, decisamente meno aggressivo, “sì, però....” e il nonno non lo fece finire di parlare e gli dette altri soldi...
Così, con i ringraziamenti del signore lautamente risarcito, si ripartì nel silenzio. Ed è adesso che viene la parte divertente. La nonna provò a dire qualcosa, non ricordo cosa, magari che gli aveva dato troppi soldi, e allora, per la prima e ultima volta, ebbi modo di sentire il nonno alzare la voce: non disse niente di particolare se non che la nonna avrebbe dovuto guardare bene prima di aprire lo sportello, ma il suo tono arrabbiato mi colpì. Forse mi aspettavo che a quel punto i nonni litigassero (come facevano abitualmente i miei genitori) ma invece, con mio grande stupore, la nonna rimase zitta e placida come un agnellino!
E io ne rimasi evidentemente molto impressionato visto che ricordo ancora piuttosto bene tale episodio!

Aggiungo anche che, anni dopo, quando il nonno morì, mi ricredetti sulla nonna e mi resi conto che, sebbene lo avesse sempre tiranneggiato (almeno nei miei ricordi), lo aveva anche profondamente amato. In pratica tenne il lutto e continuò a piangere per lui fino alla proprio morte una decina di anni dopo. Ricordo che si riferiva alla morte del nonno con l'eufemismo “la mia disgrazia”....

Conclusione: ci sarebbero tanti altri ricordi (*2) ma per oggi basta così....

Nota (*1): quante volte mi sono tagliato con coltelli affilati o bruciato con la plastica fusa: però, nonostante il fastidio, in quei casi non mi lamentavo mai perché sapevo che era stata colpa mia...
Nota (*2): me ne è venuto in mente un altro molto collegato al rapporto nonno/nonna e che perciò aggiungo subito: di nuovo ero molto piccolo (5-7 anni?) ed ero in cucina con la nonna che stirava sul tavolo (buffo: evidentemente non aveva un asse da stiro!). Io guardavo attento e così mi insegnò a stirare i fazzoletti e a ripiegarli: io ero entusiasta trovando molto divertente tale attività ma in quel momento tornò il nonno che, quando mi vide a stirare, veramente inorridito disse alla nonna di non farmelo più fare. Anche in questo caso la nonna non rispose ma non mi fece più stirare (né io lo chiesi); beh, in questo caso, il nonno più che arrabbiato era seccato però anche questo episodio mi pare significativo per illustrare il rapporto fra i due...

mercoledì 18 marzo 2015

Cristianesimo antico bis

Continua la mia lettura del libro sul cristianesimo antico (v. Genesi 5-6) ma vi sto trovando meno risposte di quanto sperassi.

Mi chiedevo quale fosse la morale sessuale e il ruolo della donna nei primi secoli ma il libro mi ha solo elencato la morale “ufficiale”, ovvero quello che predicavano (e scrivevano!) i Padri della Chiesa e che, non necessariamente, corrisponde a come vivevano le varie comunità cristiane, soprattutto quelle lontane dai grandi gangli religiosi come Roma, Cartagine o Alessandria.

Il motivo di questa mia curiosità deriva da due fattori: l'accenno di Apuleio ai cristiani come persone dissolute (v. il corto Apuleiata 14); la scoperta che la morale cristiana come la conosciamo, con il suo ribrezzo verso la sessualità, proviene dai monasteri del V-VI secolo (v. Viziato).

La mia teoria era dunque che l'atteggiamento della Chiesa verso la sessualità dei propri fedeli nei primi secoli fosse molto blando e tollerante e che magari, in certe comunità, sconfinasse in eccessi che dessero a tutti i cristiani la cattiva fama evidenziata da Apuleio.
Modificato (19/3/2015): proprio ieri sera ho trovato il seguente accenno: "A prescindere dalla controversa questione sul posto che il messaggio ascetico avrebbe avuto nelle comunità primitive..." (da "Storia del cristianesimo: L'antichità" di G. Filoramo, E. Lupieri, S. Pricoco Ed. Mondadori, 1997, pag. 230). Che è esattamente il mio dubbio evidentemente non del tutto peregrino...

A questo quesito, come detto, non ho trovato risposta: il libro che sto leggendo riporta solo gli sviluppi teologici dei primi secoli e ci sono solo vaghissimi accenni alla morale nella vita della massa dei fedeli...

In compenso ho capito come abbia fatto il cristianesimo a divenire la religione ufficiale dell'impero romano in circa tre secoli.
La risposta è semplice: struttura e organizzazione. Anche quando il cristianesimo era ancora fortemente minoritario aveva però già un'organizzazione che i vari culti pagani non potevano uguagliare. E l'organizzazione rende possibile realizzare molte cose ed è analoga quindi a una forma di potere: era solo questione di tempo prima che il potere politico si accorgesse di questo potere religioso e si sviluppassero fra i due degli accordi reciprocamente vantaggiosi (v. Le leggi del potere).
Una volta riconosciuto come religione di stato il fanatismo e l'intolleranza cristiana ebbero facilmente la meglio sui vari culti pagani...

Conclusione: controllando sul viario ho scoperto che avevo già affrontato l'argomento in Cristianesimo antico! Non lo ricordavo perché anche allora non ero arrivato a nessuna risposta definitiva...

martedì 17 marzo 2015

Altri giochi

Ho scritto poco sul viario perché sono stato molto occupato con un sacco di giochi nuovi!
Mi sono forse deciso a comprare un nuovo PC oppure una consolle?
Assolutamente nooo! Ma dopo GTA V mi sono incuriosito e ho guardato i video di IFreeMz (un tizio che mette le sue partite su Youtube (*0)) di molti altri giochi recenti...

La grafica di GTA V mi era sembrata impressionante? Beh... c'è già di meglio!

Ho visto molti dei video di Dying Light, Alien Isolation, The Evil Within, 1881 e Shadow of Mordor...

1881: è un'esclusiva per PS4 e ha la grafica più bella in assoluto. Eppure qualcosa nel gioco non mi ha convinto: gli ambienti erano molto belli ma poco interattivi. La sceneggiatura piuttosto complessa non mi ha coinvolto. Devo vedere più video per farmi un'idea definitiva ma la sensazione è che si tratti solo di un gioco discreto dalla grafica eccezionale...

Dying Light: veramente bello! Grafica bellissima, leggermente inferiore a quella di 1881 ma l'ambiente è aperto: non c'è da seguire un percorso fisso ma si può esplorare in tutte le direzioni. La meccanica di gioco è ottima, la trama eccellente...
Se funzionasse sul mio PC lo comprerei sicuramente! Voto 9

The Evil Within: grafica "solo" buona (paragonata ai due giochi precedenti) ma la sceneggiatura folle e incomprensibile (credo che sia degli stessi autori di Silent Hill o comunque l'atmosfera è simile) non la digerisco. Alcune trovate sono buone, altre discutibili (come l'incendiare con un singolo fiammifero i cadaveri dei mostri uccisi). La meccanica di gioco è vecchia. Nel complesso mi ha annoiato. Voto 6 ½.

Shadow of Mordor: non è il mio genere, anzi è un genere che nemmeno conoscevo: direi “affetta i mostri” e potenzia il tuo personaggio. Decisamente preferisco i giochi più strategici però questo è fatto proprio bene (grafica eccellente), meccanica di gioco ottima, giocabilissimo...
Diciamo che lo comprerei (ovviamente in caso di PC nuovo!) solo a prezzo scontato. Comunque mi ha fatto un'ottima impressione solo non è un gioco adatto a me. Voto: 7 ½ .

Alien Isolation: veramente bello. Grafica ottima, sceneggiatura eccezionale, meccanica di gioco un po' vecchia ma è lo stile di gioco a cui obbliga la vera “novità”. Infatti il gioco riesce a ricatturare perfettamente l'atmosfera della prima pellicola di Alien: è un gioco fra gatto e topo dove si fa la parte del topo. Il mostro alieno è troppo forte e non possiamo ucciderlo ed è quindi un continuo nascondersi e depistarlo con marchingegni vari. Poi c'è anche un po' da sparare: contro androidi (gli stupidi Working Joe) e umani. Grazie alla sceneggiatura questi scontri hanno perfettamente senso e non sciupano l'atmosfera. Volendo essere critici il gioco è molto lineare (si devono cioè raggiungere i vari obiettivi in sequenza) ma, di nuovo grazie all'ottima sceneggiatura, non si avverte molto questa limitazione. La trama era così appassionante che ho voluto guardare tutti i video! Voto: 8 ½.

Devo aggiungere che tutti questi giochi mi sono sembrati decisamente facili. Ormai sono sicuro, come ho scritto in GTA V, che questo sia voluto per invogliare gli utenti a comprare contenuti aggiuntivi in rete (DLC). Decisamente questo (*1) non mi piace: è come se la modalità di gioco “normale” corrispondesse a quella “facile” di 10 anni fa...

Conclusione: la filosofia degli editori di videogiochi è ormai quella che tutti debbano essere in grado di finire il gioco acquistato in maniera da invogliare all'acquisto di nuovi giochi. Invece “ai miei tempi” riuscire a finire un gioco era un'impresa (*2): si contavano sulle dita di una mano quelli che si riusciva a completare ed erano motivo di vanto verso gli amici. Ah! “i buoni vecchi tempi”!!!

Nota (*0): mi piace perché è molto “integrale” ed è possibile vedere l'intero gioco senza soluzione di continuità... Certo che io giocherei molto meglio di lui!
Nota (*1): da questo punto di vista forse l'unica eccezione è Dying light dove mi pare di aver notato un'ottima curva di difficoltà: sempre che poi non smetta di divenire più difficile...
Nota (*2): e spesso la difficoltà era aumentata artificialmente: ad esempio permettendo solo rari salvataggi in maniera che “quando si moriva” bisognasse ripetere decine di minuti di gioco con vari passaggi difficoltosi. Adesso quando si muore, senza bisogno di salvare, si deve ripetere massimo tre minuti di gioco, più spesso poche decine di secondi!

giovedì 12 marzo 2015

Vittime e danni

Schermo spento (*1): ho deciso di specificarlo sempre perché mi pare importante....

In genere, quando faccio una riflessione interessante oppure ho un'intuizione degna di nota, mi diverto a trarne un pezzo per il viario.
Altre volte mi baso invece su teorie che ho elaborato nel corso degli anni e che, per qualche motivo, ritengo poter essere di un minimo di interesse anche per i miei lettori.
Chiaramente, col tempo, ho esaurito la maggior parte di questi “vecchi” argomenti o, almeno, ho affrontato quelli che più mi stanno a cuore.

Il caso di oggi è una strana eccezione: è una riflessione sia piuttosto importante che "vecchia" (ha la sua origine al tempo delle medie) ma che, almeno così mi pare, non ho ancora affrontato sul mio viario.
Il motivo è che, trattandosi di una considerazione così antica, ha assunto una connotazione di ovvietà che mi ha spinto a lasciarla nel dimenticatoio. Eppure ciò che è ovvio per me non lo è necessariamente per tutti (*2) e quindi, quando me ne rendo conto (come in questo caso), vale la pena pubblicarlo.

Faccio una premessa, valutate il seguente scenario:
Italia. La polizia ha individuato un pericoloso mafioso: è nascosto in un condominio e, per qualche motivo, non è possibile arrestarlo perché sicuramente riuscirebbe a fuggire. La polizia ricorre allora al seguente “trucco”: mina le fondamenta dell'edificio e lo fa collassare. Il mafioso muore così come molti suoi famigliari e tante altre persone che abitavano il condominio.

Vi sembra uno scenario plausibile?
Ovviamente non lo è! Lasciamo perdere la possibile “stranezza” di non poter tentare di arrestare il mafioso senza farlo fuggire, ci sono almeno due/tre grosse incongruenze:
1. il mafioso non era stato processato: in Italia anche il sospettato colto con le mani insanguinate è considerato innocente fino a quando un tribunale non lo giudica colpevole. La polizia non può condannare nessuno ma deve limitarsi all'arresto. E poi in Italia la massima pena è l'ergastolo non la pena di morte!
2. Ancora più grave: facendo esplodere un palazzo si hanno tante vittime innocenti. Ciò non sarebbe tollerato e i poliziotti finirebbero a loro volta sotto processo...

Uno scenario di questo tipo sarebbe impensabile in qualunque paese europeo e, probabilmente, del mondo.
Eppure qualcosa di analogo accade molto spesso, con un leggero cambio di terminologia, in Medio Oriente: al posto del mafioso abbiamo il terrorista, al posto delle “vittime innocenti” abbiamo i “danni collaterali”, gli edifici non si minano ma si usano missili e droni e, molto significativo, non è la polizia ma l'esercito che esegue queste operazioni.
Onestamente però, a parte il diverso linguaggio usato, non vi vedo differenze sostanziali.

Eppure episodi di questo genere accadono molto spesso e sono tollerati. Perché?
Beh, c'è un'ulteriore differenza: gli USA e Israele (*3) agiscono in questo modo solo nei territori di altri paesi: i “danni collaterali” sono subiti da altre popolazioni...
La principale giustificazione addotta è che il terrorista non sarebbe potuto essere catturato in alcun modo e, lasciarlo in vita, avrebbe potuto causare la morte di innumerevoli vittime innocenti americane o israeliane.

Notare il “ritorno” delle “vittime innocenti”: i propri morti sono “vittime”, quelli degli altri sono “danni”. Solo io ci vedo un filo di ipocrisia?
L'affermazione che il terrorista non possa essere arrestato e che lasciarlo libero di agire potrebbe provocare delle vittime è molto probabilmente vera: ma è una giustificazione sufficiente? Morti potenziali nel proprio paese legittimano la morte sicura di innocenti di altri paesi?
La risposta è semplice: se si parte dal principio che tutti gli uomini sono uguali e hanno gli stessi diritti allora assolutamente no: uccidere innocenti per salvare potenzialmente altre vite è sbagliato.
Ma, come detto, i morti non sono tutti uguali: alcuni sono vittime, altri danni...

In realtà questo comportamento di USA e Israele sarebbe generalmente considerato più o meno legittimo solo in un'occasione particolarmente infausta: la guerra. Comunque anche in guerra vigono delle convenzioni (v. Fourth Geneva convention) che, più o meno, tutelano i civili. Mi pare di ricordare (dai tempi della prima guerra del golfo!) che siano espressamente vietati gli “scudi umani” proprio per evitare di mettere l'avversario nell'imbarazzo di non poter colpire un obiettivo militare senza uccidere dei civili... Certo in guerra comunque tutto è più nebuloso e la ragione tende ad andare dalla parte del più forte...

Ma la guerra ha caratteristiche ben diverse dall'arresto del mafioso/terrorista. Ad esempio la definizione di “guerra” della Treccani.it è: «Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati...». Niente a che vedere con il colpire specifiche persone...

Conclusione: queste esecuzioni “mirate” non sono una forma di giustizia ma, al massimo, di guerra. In assenza di guerra si tratta di atti moralmente e palesemente ingiustificati.
La loro efficacia complessiva nella lotta al terrorismo è poi sotto gli occhi di tutti. L'unico risultato sembra essere quello di esacerbare l'odio e, infatti, il terrorismo è lungi dall'essere sconfitto e, anzi, forse è più forte e pericoloso di prima.
Personalmente credo che USA e Isarele ne siano ben consapevoli: evidentemente si tratta quindi di una strategia voluta anche se, almeno nel lungo termine, errata (v. Israele e palestinesi)...

Nota (*1): in genere quando scrivo a schermo spento mi limito poi a fare solo delle correzioni ortografiche per mantenere intatto la spontaneità dello scritto: in questo caso però, data la complessità dell'argomento, ho apportato modifiche più significative per rendere più comprensibile il mio pensiero.
Nota (*2): e su questo avrei da scrivere un altro pezzo...
Nota (*3): sicuramente anche altri paesi adottano sistemi simili ma questi sono i più noti...

mercoledì 11 marzo 2015

GTA V

Come spiegai ormai circa tre anni fa in GTA IV sono, praticamente da sempre, un grande appassionato di questa serie.
Sfortunatamente GTA V è ben oltre le capacità del mio calcolatore e quindi non ho potuto giocarci direttamente. In compenso ho potuto formarmi un'opinione ben precisa grazie a una serie di video su Youtube.

Un tizio ha registrato tutte le sue partite, una dopo l'altra, e le ha caricate su Youtube!
Ormai ho già visto i primi 30 video (in totale sono 57) e ho quindi discretamente capito le novità di questa versione.

La grafica è pazzesca e l'ambientazione enorme. Finalmente è tornato lo sceneggiatore fatto fuori (mia teoria!) con GTA III e la differenza si vede. In GTA IV praticamente tutti i personaggi erano dei pazzoidi psicopatici (sbadiglio) e le missioni delle lunghe e noiose sequenze di combattimento.
In GTA V invece le missioni sono diversissime fra loro e assolutamente non ripetitive mentre le storie dei vari personaggi sono molto avvincenti.

Un capolavoro quindi? Assolutamente no!
A mio avviso hanno anzi combinato un mezzo disastro: il gioco è facilissimo!
Nonostante che l'autore dei video sia un completo imbranato, non legga le istruzioni a video, abbia una tecnica rozza e, in genere, abbia una pessima strategia, riesce quasi sempre a completare ogni missione al primo tentativo.
Ricordo bene invece le miriadi di prove necessarie per capire come affrontare le missioni più difficili in GTA III (*1).

Oltretutto, quando si fallisce una missione non si riparte più dall'inizio ma, in genere, direttamente alla sezione dove si è commesso l'errore...

Ma perché il gioco è stato reso così ridicolmente facile? Perché è cambiata la strategia dei suoi produttori. Dieci anni fa ti vendevano un prodotto con il quale dovevi giocare per tre mesi e poi, magari, ritornarci ancora e ancora a giocarci di nuovo.
Adesso invece vogliono che TUTTI siano in grado di finire la campagna base in massimo tre settimane perché poi vogliono venderti espansioni e prodotti in linea: evidentemente la maniera migliore per farlo è far sentire tutti dei campioni a tale gioco... In effetti la riflessione di un giocatore tipo potrebbe essere: “prima di comprare qualsiasi espansione voglio finire la campagna base”. E per questo l'hanno distrutta...

Nelle missioni iniziali (diciamo nel 20% iniziale) si vede ancora una sorta di difficoltà crescente ma, in seguito (nel restante 80%) sono intervenuti con la mannaia rendendole dal facile al noioso!
“Noioso”: un aggettivo impensabile associato a GTA ma è così: anche l'autore dei video, per quanto inetto, talvolta è stupito dalla facilità con cui finisce le varie missioni.
È un peccato perché si capisce che originariamente le missioni erano in un crescendo di difficoltà che corrispondeva a un climax nella sceneggiatura, ma adesso le parti giocate sono deludenti...

Come se non bastasse le armi più potenti sono sbloccate fin quasi da subito. Non voglio entrare nel tecnico della meccanica del gioco ma armi come il fucile da cecchino sono devastanti: un giocatore esperto può usarle per vincere in maniera astuta anche le missioni più difficili. E siccome in GTA V le missioni hanno una difficoltà dal facile al noioso, per un giocatore esperto diventano da noiose a terribilmente noiose.

Conclusione: scempio commerciale. Un capolavoro “castrato” per fare più soldi. Un po' come la seconda trilogia di Star Wars...
In compenso, anche se potessi, non ho più la minima tentazione di comprarlo: soldi, potenzialmente, risparmiati!

Nota (*1): in GTA IV, data la lentezza del mio calcolatore, non sono sicuro della difficoltà reale del gioco che comunque ho abbandonato perché a limite della giocabilità (processore e scheda video al limite...)

martedì 10 marzo 2015

Nulla ma rapidamente

Schermo spento. Mi piace. Non so perché... ma lo scoprirò!
Forse mi sento più libero a scrivere in questa maniera. Meno controllo. Non posso rileggere ciò che scrivo né correggermi: mi concentro sulle idee, mi lascio trascinare dalle idee...
In balia delle idee mi ritrovo su spiagge nuove e inesplorate. Sempre io....

Eppure avevo iniziato a scrivere perché, improvvisamente, mi ero sentito preda dello sconforto. Come se fosse stato in agguato e mi avesse sorpreso alle spalle quando non me lo aspettavo...
Almeno la melanconia è per qualcosa: un rimpianto, ciò che non è stato o ciò che non è più... Ma il mio sconforto è immotivato, sembra il frutto di un oscillazione ormonale... magari è proprio così...
Almeno le donne hanno la scusa essere in balia del loro ciclo...
Gli uomini dovrebbero essere più lineari... io no. Non lo sono mai stato: nella norma intendo...

Un'idea divertente che ho avuto e che, forse, metterò in pratica: un'intervista a KGB, che sarei io, fatta da me (che sarei sempre io!)...
Ha senso? No. È divertente? Poco. Eppure mi tenta...

Basta così. Oggi voglio essere breve. Magari potrei scrivere e scrivere e scrivere ancora a lungo ma senza aggiungere niente.... quindi...

lunedì 9 marzo 2015

Renzi, Grillo e i suoi ex...

Rieccomi a scrivere a schermo spento(*0): non ho in mente di tentare nuove audaci poesie ma mi sono talmente divertito qualche giorno fa che ho gran voglia di riprovarci...

Un'idea sarebbe quella di scrivere della festa della Donna (di ieri). In realtà né scrissi in uno dei miei primi pezzi in assoluto “il troglodita qualcosa” (v. Sono un boscimane) e, nel frattempo, non mi pare di aver maturato nuove idee al riguardo. Ieri mi era poi venuto in mente di sfruttare l'idea per il pezzo per San Valentino per la festa della Donna. Probabilmente era fattibile ma troppo impegnativo e alla fine non me la sono sentita.

Ultimamente scrivo poco di politica ma, anche in questo caso, solo perché ho scritto già abbondantemente come la penso. Il bluff di Renzi è diventato evidente nella primavera dello scorso anno: da allora è l'ubbidiente burattino dei poteri forti internazionali e sta procedendo a smantellare l'Italia sulle orme di Monti e Letta.
No: non aggiungo Berlusconi a questa lista e il motivo è, almeno per me e per quanto ho sempre scritto, evidente. Berlusconi è infatti un uomo potente, molto potente in Italia, ma i veri poteri forti, l'ho già scritto e riscritto, sono le multinazionali e i gruppi finanziari sovranazionali.
La differenza è importante: Berlusconi avrà sicuramente anche degli interessi all'estero ma sostanzialmente sono in Italia: vedi i canali Mediaset e, in misura forse minore, Mondadori, etc...
Questo significa che un'Italia ricca e prospera è nell'interesse (*1) di Berlusconi mentre con un'Italia povera anche lui ci rimette o, sicuramente, ci guadagna MOLTO meno.
Quello che non è riuscito a fare per l'Italia non l'ha fatto per mancanza di volontà ma per propria incapacità: al contrario, da Monti in poi, è partita un'opera di distruzione dell'Italia scientifica e calcolata.

Anche sul M5S non ho niente da dire di nuovo. La mia posizione al riguardo è chiarissima (v. L'ultimo tabù e Una cronistoria) così come lo è l'evoluzione del mio pensiero. Grillo ha ammesso personalmente (Bibbona) di non voler cambiare l'Italia, di essere interessato solo al suo viario, che gli attivisti dovrebbero prendere il loro impegno solo come un passatempo e che vuole un movimento più piccolo e facile da gestire: c'è bisogno di aggiungere altro?
Un vero peccato che l'idea segreta che guida il M5S sia il voler far soldi per pochi invece che cambiare l'Italia: le possibilità probabilmente c'erano (sarebbe stato comunque difficilissimo) e ora dovremo aspettare chissà quanto per un nuovo soggetto politico di origine popolare che lo soppianti (*2)...

E i fuoriusciti dal M5S? Ciò che li univa era il riconoscersi nei presunti ideali del M5S. Il problema è che gli “ideali” del M5S non esistono! Se si va a leggere il “Non statuto” e la “Carta di Firenze” non si trova quasi nessun accenno a principi. Mi pare di ricordare solo un vago riferimento all'uso di internet come strumento per prendere decisioni condivise... La maggior parte degli articoli sono chiaramente intesi solo a proteggere il marchio di Grillo e a mettere le basi di questa specie di azienda virtuale...
Ad esempio, il famoso principio “uno vale uno” non è scritto da nessuna parte: è un fortunato motto sbandierato come tale ma che, in effetti, è solo propaganda. Lo stesso vale per molti altri presunti principi del M5S.
In pratica, questa era la forza del M5S: ognuno vi vedeva ciò che preferiva. A me piaceva il “non essere né di sinistra né di destra”, altri apprezzavano la sua difesa dell'ambiente e tutti credevano o si illudevano, che la propria preferenza fosse invece la caratteristica distintiva del M5S. Ma in realtà queste erano solo interpretazioni di singoli.
Ora gli ex attivisti del M5S iniziano a rendersene conto sulla propria pelle: cercare di scrivere quali sono i principi che ci legano (cosa non fatta dal M5S che, appunto, aveva tutto il vantaggio a rimanere sul vago) mostra paradossalmente tutte le nostre divisioni. Divisioni già sensibili in una piccola area, fra gruppi diversi (quando non all'interno degli stessi!) ma, molto maggiori, fra raggruppamenti di regioni diverse...

Inoltre gli ex-M5S non sono ancora riusciti a scrollarsi di dosso una delle peggiori eredità del M5S: la disorganizzazione e un'idea di democrazia confusa con l'anarchia.
Io, dopo almeno tre mesi di discreto impegno, mi sono arreso: manca una visione della politica italiana, manca una visione pratica di ciò che c'è da fare e manca una visione globale del momento storico che stiamo vivendo...
C'è solo buona volontà che però, sprecata in tanti rigagnoli, non porta a niente.

Mi pare di aver scritto abbastanza... Alla fine è venuto fuori un pezzo politico... vabbè, pazienza!

Riguardo a Renzi voglio aggiungere un inciso che mi era sfuggito: sì, certo, potrei commentare questa o quella iniziativa settimanale ma comunque sarebbe solo per ripetere che, anche lui, sta governando CONTRO gli italiani a favore dei poteri forti. Quindi, se non scrivo sulla più recente iniziativa di Renzi, significa solo che la trovo completamente errata non che sia indifferente o, tanto meno, buona!

Nota (*0): in pratica mi limito a correggere gli inevitabili errori ortografici e poco più...
Nota (*1): banalmente, più le azienda vanno bene e più pubblicità fanno su Mediaset... Più soldi hanno gli italiani in tasca e più libri comprano...
Nota (*2): perché dovrà battersi non solo contro i vecchi partiti ma anche contro la sirena del M5S...

sabato 7 marzo 2015

Sogno del dormiveglia

Tanto per cambiare uno strano sogno fatto durante il dormiveglia. Più “dormi” che “veglia”: direi 70-30! Ero solo vagamente cosciente di essere nel mio letto e della mia posizione...

Ripensavo a un sogno ricorrente, o che almeno in quel momento mi pareva tale (*1), e lo trovavo “strano”.
Quel che è buffo è che notavo degli aspetti effettivamente anomali del sogno ma non quelli VERAMENTE strani!

Nel dormiveglia mi pareva di ricordare i seguenti elementi di un sogno ricorrente: a casa mia, nel silenzio, in una sala da pranzo immersa nella penombra, a un lungo tavolo perfettamente imbandito con tovaglia bianca, porcellane di alta qualità, bicchieri di cristallo e argenteria brillante, siede solo una ragazza vestita di bianco; alle sue spalle una finestra con pesanti tende dalla quale traspare una flebile luce. Lei è bionda, con i capelli lunghi oltre le spalle, pallidissima e perfettamente immobile, quasi rigida, col busto eretto e la testa alta che guarda fissa davanti a sé, le braccia lungo i fianchi. Non parla mai.
Tutto qui. E cosa c'è di strano?
Lo strano è che si tratta di un cadavere!

Ma lo “strano” su cui riflettevo nel dormiveglia non era tanto il fatto di avere un cadavere a tavola in sala da pranzo quanto, invece, che in genere i morti non mi piacciono: mi fanno impressione e me ne tengo lontano. Invece con questa ragazza era diverso: come se fosse una vecchia amica, ero sicuro di non avere niente da temere da lei, la rispettavo e accettavo la situazione come normale...
Non ricordo altri particolari ma ho la netta sensazione che lei si trovasse da sempre a quella tavola e che fosse come una sorta di talismano protettore.

Inoltre la sala da pranzo non era quella di casa mia ma non me ne rendevo conto! Avrebbe potuto essere quella dei miei zii, dove in genere sono ambientati i miei incubi, ma non ne sono sicuro. Ricordo solo l'immagine che ho descritto...

E no, non provavo nessuna attrazione sessuale verso di lei!

Nota (*1): nel senso che ora non mi pare di aver mai fatto tale sogno...

venerdì 6 marzo 2015

Sid Meier

Ho trovato un video dove Sid Meier gioca per circa 40 minuti al nuovo gioco di strategia Starhips: mi ha colpito perché, pur essendo fra gli sviluppatori del gioco, gioca proprio male!
Nelle battaglie tattiche ha fatto degli errori banali che sono riuscito ad anticipare senza problemi...

Per la cronaca la meccanica delle battaglie non mi ha convinto: se le unità coinvolte sono troppo poche non c'è strategia che regga e la parte più forte vince facilmente. Insomma ho la sensazioni che tali scontri siano sbilanciati col risultato di essere troppo facili o troppo difficili...

Sogno snervante - 12/3/2015
In riferimento al pezzo Nulla ma rapidamente qualche notte fa mi è successo qualcosa di analogo.
Un sogno normalissimo di cui non ricordo niente poi, improvvisamente, una sensazione di sconforto fortissima che mi piega in due. Qualche secondo dopo “ricordo” che lo zio è morto (*1) e l'emozione è cosi dolorosamente intensa che mi sveglia e non riesco a riaddormentarmi.

Poi, per tutta la mattina, il ricordo delle sensazioni provate rimase molto vivido

Nota (*1): in verità oltre quattro anni fa ma nei sogni la memoria funziona in modo strano...

Ritmi - 18/3/2015
È da molto tempo che non aggiorno sui miei progressi musicali. I motivi sono vari: due lezioni programmate o quasi sono saltate causa malattia; sono stato più impegnato, anzi non nell'umore giusto, per suonare.

Il risultato è che mi sono esercitato molto poco e solo nelle ultime settimane ho cercato di studiare regolarmente. Comunque non sono peggiorato...

Di seguito la tabella con i tempi aggiornati dell'esercizio Ritmi (cfr. con tabella di Lezione LXXV):
PS: comunque domani ho fissato una lezione!

Altra intuizione - 19/3/2015
Riguardo ai motivi della diffusione del cristianesimo nel mondo romano (v. Cristianesimo Antico bis) sono giunto alla conclusione che ci sia una seconda concausa oltre a quella già suggerita.

I vari culti pagani avevano anche una forte impronta etnica: ogni popolo aveva cioè le proprie divinità dalle caratteristiche specifiche. Al contrario il cristianesimo era invece universale e non legato a nessuna etnia particolare.

Mi chiedo quindi quanto il cristianesimo possa essere servito come strumento di integrazione/assimilazione: sicuramente questo suo ruolo fu predominante quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'impero ma anche prima (II-III sec.), ovviamente non durante le sporadiche persecuzioni, ho la sensazione che possa avere avuto questa funzione di aggregazione sociale...

Picco misterioso - 23/3/2014
Per caso mi sono oggi accorto di un picco misterioso nelle visite al mio viario. Vedi immagine:
Il 19 marzo ho avuto infatti 910 visite contro una media giornaliera di circa 50...
Suppongo che qualcuno abbia scaricato tutti i miei articoli con un programma apposito: non vedo altre spiegazioni: l'articolo del giorno non era niente di particolare e non credo di essere stato pubblicizzato dalla stampa!

Ora guardo se riesco a risalire all'origine delle visite per capire se si tratti di un solo utente che ha fatto tutti i contatti (mia teoria) o se sono distribuiti (sarebbe inspiegabile)...

Ho notato che il picco di visite c'è stato in un brevissimo arco di tempo e non nell'intera giornata: questo conferma la teoria che siano state scaricate diverse pagine tutte insieme.

Colpa mia che non uso Google Analytics e ora non posso ottenere informazioni più precise...

Gigante pulcioso

Questo è un esperimento. Ho spento lo schermo e ho iniziato a scrivere a casaccio, cercando solo di descrivere delle immagini che avevo in testa. Senza capirle, senza volerle capire. Volevo scrivere una poesia sul disagio di questi giorni. Mi mancavano le parole.
Eppure, da questo caos proteiforme, un'immagine ha preso forma: un'idea, una traccia venuta dal nulla. E che probabilmente non vale nulla...

Il materiale
=======
Valido, vedo un muro intorno a me,
una banda gialla ininterrotta,
su terreno purpureo, come una corona di carta.
Un muro di noia, indifferenza vuoto al dilà e vuoto al di qua.
Sulla cima di un colle spoglio, un muro bianco ne racchiude la gvetta.
Tutto brullo e sterile, vuoto sia qua che al di là...
È la testa di un gigante valva von una corona di cara.
Un gigante foille che segue la sua strada. A caso...
Un gigante che non sa dove va...
Noi siamo solo pidocchi divisi da barriere immaginarie....
Dall'alto della collina vedo che i pericoli che ci circondano. Urlo a squarcia gola ma nessuno ascolta la piccola pulce.
E le altre pulci mi guardano, sorridono sapute e non mi capiscono...

L'idea...
-=-=-=-
Sono su una collina brulla e violacea,
desolata, silenziosa e riarsa dal sole.
Una fragile barriera di carta ne fortifica la vetta
e io ne sono il suo ultimo stanco difensore.
Oltre la barriera non c'è nulla: altra terra color porpora
più screpolata, sudicia e puzzolente ma sempre spoglia.
Alzo lo sguardo e lontano vedo fiamme feroci,
baratri oscuri che ridono famelici:
oscillano tutt'intorno come costellazioni impazzite.
Abbasso lo sguardo e solo ora noto i miei simili,
larve indifferenti, che si muovono indaffarate e indifferenti:
guardano solo il proprio naso e lo seguono fedelmente;
Si incontrano, si scontrano, si amano e si odiano. Indifferenti, falsi e vuoti.
Poi capisco: anch'io sono un pidocchio come loro,
siamo sulla testa di un gigante folle che si crede di un re.
Egli, immenso e immensamente goffo,
barcolla ubriaco fra pericoli mortali che
il suo vuoto cervello non capisce né comprende.
Allarmato urlo a squarciagola “Cambiamo strada! Cambiamo strada!”
È possibile? Forse no, ma dovremmo provare...
Ma gli altri pidocchi mi guardano, scuotono la testa,
mi sorridono saputi, ma non capiscono.
Non mi ascoltano...

Rifinitura
*+*+*+*+*
Su una collina brulla e violacea,
desolata e silenziosa, vago.
Una fragile barriera di carta
ne fortifica l'estrema vetta.
È gialla, dipinta di stelle
immense, animate e colorate.
Della vana e spoglia fortezza
sono l'ultimo stanco difensore.

Oltre il muro non c'è niente:
altra terra dura color porpora,
più screpolata, sudicia e puzzolente,
ma sempre consumata e arida.

Alzo lo sguardo e, lontano, vedo
Fiamme feroci e baratri oscuri:
ridono famelici, aspettano fiduciosi.
Si avvicinano improvvisi, i loro artigli
ci sfiorano, poi lesti si allontanano.
Come costellazioni impazzite,
su una giostra degli orrori,
ruotano danzando intorno a noi.

Abbasso lo sguardo e noto i miei simili,
larve indifferenti e indaffarate:
vedono solo il proprio naso
e lo seguono fedelmente.
Si incontrano, si scontrano,
si amano e si odiano.
Ma è apparenza, sono fantasmi
sempre falsi e vuoti:
ombre di ciò che dovrebbero essere.
Recitano una tragica commedia:
sgomitano per essere protagonisti
di una farsa che nessuno mai vedrà.
Dovrebbero essere disperati ma
vedono le immagini sul muro
e si illudono di esistere. Povere ombre...

Poi chiudo gli occhi e capisco:
siamo solo miserabili pulci!
Sulla testa calva di un gigante folle
che si crede un re incoronato, viviamo.
Egli, immenso e immensamente goffo,
barcolla ubriaco fra pericoli mortali
ma il suo cranio vuoto non lo comprende.

Allarmato urlo a squarciagola:
- “Cambiamo strada! Cambiamo strada!”
È possibile? Credo di no,
ma dovremmo provarci...
Gli altri pidocchi mi guardano,
scuotono il capino e mi sorridono saputi:
non capiscono né rallentano.
Mi sentono, forse,
ma non mi ascoltano...

giovedì 5 marzo 2015

Sulla scena II-I

Continua il mio malumore (v. Depressione democratica) perché il mondo continua ad andare alla rovescia...
Per distrarmi scriverò quindi della mia tragedia: ancora non mi sono abituato a non lavorarci più la sera...

Rileggiamoci quindi la seconda scena del primo atto e scriviamo qualche appunto! (*1)

Tutto il primo paragrafo (la corsa di Andros) è un'aggiunta. Inizialmente c'era solo scritto fra parentesi quadre che Andros correva verso il villaggio...
Decisi di aggiungere questo passaggio per dare più senso al bel brano associato Rome is falling che, almeno a me, ricorda proprio una corsa disperata...

“Ares Ultore”. Da un vecchio racconto di mio zio avevo un vago ricordo di Crasso e Cesare che “seduti sul tetto del tempio di Giove Untore” osservano la folla...
Inizialmente infatti, proprio sul finale della prima scena, compariva “Giove Untore”! Poi, fortunatamente, ho controllato e ho scoperto che i miei ricordi non erano "esattissimi": il tempio, effettivamente a Roma, era quello di Marte Ultore ossia “vendicatore”. Anche qui il solito dilemma se usare o meno un epiteto del Marte romano per l'Ares greco...

«... ma io sono Tichaos, colui che, se il domani fosse giunto per lui, sarebbe stato lo sposo di Euginea.» Questa costruzione artificiosa della frase mi piace molto. Non so però spiegarmene il motivo...

«Dunque è come temevo... e tu sai tutto... ma cosa devo promettere?». Il “e tu sai tutto” è una finezza: cosa intende Andros con questo colpevole accenno?

“Querimonia”: inizialmente, con significato analogo ma meno specifico, ero stato tentato di usare “geremiade” che significa lamentarsi in maniera insistente, petulante e fastidiosa. Però l'etimologia di “geremiade” deriva dal profeta biblico Geremia al quale era attribuito il libro delle Lamentazioni. Il termine non mi è quindi sembrato appropriato per la mia ambientazione greca e allora ho usato “querimonia”. La specificità di “querimonia” sta che si tratta di lamentele per un presunto torto subito...

La promessa di Andros è un po' uno degli elementi deboli della trama e l'ho aggiunto solo a metà opera quando ormai avevo ben chiara la struttura complessiva della storia (che, come ho spiegato in Sulla scena I-I, è venuta solo a stesura iniziata...).

“Cilicio”: uso questo vocabolo due volte nell'intera tragedia. Qui col suo significato originario di pelle di capra, in seguito invece come fastidio fisico.

«Euginea giace ma vive». Mi piace l'ambiguità di questa frase che il lettore può interpretare come preferisce...

Conclusione: non c'era molto da dire. Le prime tre scene le scrissi di getto e, forse, hanno il merito di essere fresche e spontanee. Ho avuto pietà del lettore risparmiandogli la lista delle parole, imparate con Anki, che ho inserito nella scena: il loro numero è comunque di otto.

Nota (*1): Punto esclamativo è di incoraggiamento: l'entusiasmo era più a livello di puntini di sospensione... ← questi

mercoledì 4 marzo 2015

FB mi spia e io mi nascondo

FB ci spia, Gmail ci spia, in realtà tutta la rete ci spia per cercare di carpire più informazioni possibili su di noi.

Però è divertente osservare che immagine, o meglio, in quale profilo siamo catalogati (*0).
Come possiamo scoprirlo? Semplicemente osservando la pubblicità personalizzata che, ad esempio, ci appare su FB...

Per un lungo periodo FB ha cercato con pertinacia di convincermi a mettermi in contatto con ragazze dell'est giovani e sexy. Poi, con mio grande dispiacere, ha iniziato a propinarmi donne mature nostrane, ruspanti e allevate a terra: evidentemente, temo, si era attivato un segnalatore basato sulla mia età...

Durante le elezioni ero sommerso dalla pubblicità del PD: una controindicazione della mia strategia di NON mettere “mi piace” a nessun gruppo/personaggio riconducibile al M5S. In pratica non ero “vaccinato”.
È interessante che gli algoritmi di FB non inferiscano l'orientamento politico di una persona da quello della maggior parte dei suoi amici: immagino che sappiano quel che fanno e che questa sia la strategia corretta...

Adesso invece FB è fissato a segnalarmi giochi di strategia: uno mi pare si chiami “Soldiers” e ha 5 milioni di giocatori, un altro è “Sparta's Empire” pubblicizzato come “il più molto strategichissimo gioco strategico” (*1). Che poi non sono nemmeno giochi di strategia ma di “accumula risorse e costruisci più che puoi”...

Ieri sera però ho notato una pubblicità diversa dal solito: si trattava di un viario in arabo con la foto di una ragazza araba (o comunque molto velata).
Che senso ha? Perché farmi apparire una pubblicità che non sono in grado di decifrare?

Al 99,99% si tratta di un baco nell'algoritmo della selezione della pubblicità.
Però non mi chiamo KGB per nulla: sono molto sospettoso...
Il mio sospetto, che do allo 0,01%, è che possa trattarsi di una collaborazione fra NSA e FB.
Fra i miei amici c'è un chirurgo egiziano che ovviamente, a sua volta, ha moltissimi amici egiziani. Non mi meraviglierei quindi di essere a tre amici di distanza da qualche (per la NSA!) potenziale terrorista.
Quindi, in ottica NSA, perché non cercare di capire se questo “KGB” è un occidentale insospettabile che è andato a studiare in qualche campo di addestramento in Siria, Afghanistan o dove si trovano questi campi estivi...
Chiaramente non potendo chiedermelo direttamente (sopravvalutando forse la mia astuzia o temendo forse la mia ironia) hanno pensato di tendermi una trappola: “mettiamo una pubblicità in arabo e vediamo che fa: se la va vedere è probabile che capisca l'arabo (e quindi è forse un terrorista dell'ISIS) se la ignora... pazienza!”. Ovviamente non immagino una persona fisica che nell'NSA sospetti di me: piuttosto immagino dei programmi automatici che facciano controlli di massa: solo dopo aver fatto suonare chissà quanti campanelli di allarme un utente di FB può venire effettivamente segnalato a un verificatore umano!

Comunque sono andato a vedere il sito, tutto in arabo, e ho cliccato su qualche collegamento...

Oggi poi, per curiosità, mi sono fatto tradurre da Google un paio di articoli. Ecco qua:
«Sei tipi di uomini le donne non possono resistere
Ci sono diversi tipi di uomini e figure, ma rimangono sei tipi godono attraente e non possono resistere e indebolire il fronte delle donne:
- Uomo maturo: in grado di analizzare le cose e prendere decisioni valide e donne di fiducia viste.
- Uomo straniero: Vlhjtah essere diverso e come la maggior parte delle donne sentirlo parlare di attirare nuova attenzione discorso presto.
- Ragazzo di talento: Godetevi intelligenza e la capacità di comprendere e assorbire le cose, e soprattutto se il talento distinti in un settore, non è come gli altri uomini.
- Man leader: facendo le proprie decisioni, non è un seguace né ordini Eetmly da nessuno, ma sta dando ordini e hanno una forte personalità.
- Uomo compassionevole: che tratta le donne con amore e rispetto e avere un padre e un fratello e un amico e di essere vicino alla volta avversità e sopportare il suo dolore Yuasiha.
- Guy sociale: ama la sua famiglia e vorrebbe suoi parenti e gentile con i bisognosi e aiuta gli altri e ama.
»

Conclusione: e questa è una delle traduzioni più comprensibili che ho letto! Se Google è allo stato dell'arte nelle traduzioni automatiche allora i “terroristi” potranno, ancora per qualche anno, continuare a scrivere tranquillamente sui propri siti senza il rischio di essere compresi!

Nota (*0): scusate l'anacoluto: serve ad aiutare Google a tradurmi meglio!
Nota (*1): Scherzo: la traduzione è un po' migliore ma non troppo...

martedì 3 marzo 2015

Depressione democratica

Premetto subito che sono di cattivo umore.
Volevo scrivere di politica, democrazia e libertà. Di come questi elementi siano interconnessi fra loro e di come si stia attraversando un periodo, una spirale negativa, che sta portando al loro vicendevole degrado. Volevo anche aggiungere come tutto questo, pur essendo già evidente, non venga percepito dalla stragrande maggioranza della popolazione. Qualcuno forse se ne rende conto ma, erroneamente, pensa che sia inevitabile: si tratta di cinici e sfiduciati, magari anche capaci, ma che per temperamento sono portati all'inattività, al voltarsi dall'altra parte per non vedere...

Allora ho ripensato a un vecchio pezzo del 2013: Idiocracy. Una pellicola la cui teoria (su cui si basa una trama comico/demenziale) è che l'intelligenza media stia diminuendo.
Inizialmente, come spiegato in tale articolo, avevo pensato che tale diminuzione fosse sì reale ma non particolarmente significativa; in particolare la consideravo un fenomeno temporaneo.
Ora però, sempre più spesso, mi ricapita di rifletterci e mi chiedo se l'impatto sulla società del calo medio di intelligenza non sia molto più massiccio di quanto non avessi stimato.
Il problema è che l'intelligenza non si misura facilmente: sappiamo benissimo, ad esempio, che l'altezza media è cresciuta sensibilmente nel corso dell'ultimo secolo ma non possiamo essere altrettanto certi delle fluttuazioni dell'intelligenza.
Alcuni test per misurarla sono falsati dalla cultura e dal livello di istruzione e, inoltre, di per sé, l'intelligenza ha così tante sfaccettature che non c'è neppure un consenso univoco su come definirla.
Ad esempio, il talento musicale o artistico in genere, fa parte dell'intelligenza? La memoria? La creatività e la fantasia? La capacità di concentrazione? L'empatia verso gli altri?

Eppure la marea montante di follia e gretta stupidità che, sempre più, pare circondarmi mi fa pensare che l'intelligenza media non stia diminuendo ma crollando.
Rileggevo un altro pezzo di qualche tempo fa, Capitolo VI, dove commento un capitolo de La democrazia in America di Tocqueville del 1831 (*1). L'autore si immagina quali possano essere i pericoli di degenerazione della democrazia e, le immagini che dipinge, sembrano una fotografia della realtà attuale.
Questo per dire che i possibili problemi della democrazia erano conosciuti ormai da anni: il non renderli noti e il non cercare di risolverli deve fare riflettere. Perché, ad esempio, nella scuola italiana, si fa studiare, per anni e anni, I promessi sposi del Manzoni e non J. S. Mill o, appunto, Tocqueville?
Quale lettura renderebbe dei giovani più consapevoli dei problemi della propria società: le vicende di Lucia, Renzo e don Rodrigo, illuminate dalla luce della Provvidenza, oppure delle riflessioni approfondite su cosa siano la libertà e la democrazia?

A me pare evidente che la democrazia, se mai veramente esistita, sia ormai morta da anni.
L'etimologia di “democrazia”, potere del popolo, è una gigantesca presa in giro.
L'influenza dei poteri forti è cresciuta sempre di più nel corso dei decenni e, ormai, molti governi (compreso quello italiano da Monti in poi) sono solo dei burattini nelle loro mani.
Veniamo privati dei beni comuni, della salute, della cultura, della nostra ricchezza ma pochissimi se ne rendono compiutamente conto. Tutti capiscono che qualcosa non funziona ma solo un ristrettissimo numero di persone riesce a vedere il quadro generale.
È solo per questo che la libertà, che pure ci verrà tolta, sarà fra le nostre ultime proprietà di cui saremo privati. Il motivo è semplice: la popolazione, non capendo ciò che succede, non riesce a usare la propria libertà per reagire e opporsi agli eventi.

E, in tutto questo, continuo a chiedermi quale sia il ruolo dell'intelligenza media e quale quello dei condizionamenti sociali che impediscono alle persone di vedere gli orrori oltre questo velo di Maya...

Nota (*1): beh, di qualche anno successivo immagino: nel 1831 l'autore fece il suo soggiorno in America e suppongo che abbia scritto il libro poco dopo...