«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

giovedì 27 maggio 2010

KGB le Origini: l'Anticonformista

Nuova puntata per la serie "KGB le Origini": per vedere gli altri post, consiglio di usare il label cloud sulla destra e, di cliccare, su KGB.

Del prosimmo aneddoto, a differenza degli episodi dei post precedenti, ricordo esattamente quando avvenne: la vicenda ebbe luogo per il mio quinto compleanno.

I fatti: non so, per quale strano motivo, fu deciso di organizzare una festa per il mio compleanno alla quale furono invitati tutti (boh, sicuramente molti) i bambini dell'asilo. Ovviamente per me erano tutti dei perfetti estranei: come scritto in una puntata precedente, l'unica persona con cui parlavo (e nemmeno troppo credo), era la mia amichetta S. Comunque ero consapevole che si trattava di una festa in mio "onore" e, tutto sommato, non mi dispiaceva di essere al centro dell'attenzione degli altri bimbi.
All'ora di pranzo fummo fatti sedere a una tavolata e, la nonna e la mamma, ci distribuirono degli spaghetti al pomodoro.
Poi, iniziando da me, ci fu chiesto se ci volemo anche il parmigiano oppure no.
A quel tempo la pasta (*) la mangiavo col formaggio così dissi "sì". I tre o quattro bambini successivi dissero invece "no" poi, il successivo, ebbe un'esitazione, e poi anch'egli disse "no". A quel punto ci furono delle risatine e iniziò un gioco segreto fra tutti i bambini che consisteva nel dire tutti "no" al formaggio sulla pasta.
Alla fine rimasi l'unico con il formaggio sugli spaghetti: così dissi alla mamma che anche io volevo la pasta senza parmigiano. Evidentemente non erano rimasti più spaghetti in pentola perché, mamma e nonna, non trovarono di meglio da fare che "lavarmi" la pasta con l'acqua!
Il risultato fu che mi tocco un piatto tiepido e insipido (evidentemente l'acqua aveva portato via il sale). Mentre mangiavo la mia pasta slavata mi sentii così stupido ad aver cambiato idea, solo perché tutti gli altri bambini avevano fatto il contrario di me, che mi ripromisi di non cascarci mai più.

Da allora mi guardai bene dall'imitare passivamente il comportamento delle altre persone; anzi, probabilmente, arrivai all'eccesso di dubitare delle mie decisioni se erano condivise da troppe persone!
Ancora oggi questa è una delle mie inibizioni più forti: se vedo che tutti fanno qualcosa, prima di farla anch'io, ci penso a lungo, soppesando i pro e i contro e, se alla fine la faccio, mi sento comunque un po' stupido...

Per la cronaca, da quel giorno, per almeno, direi, dieci anni, la pasta la volli sempre senza formaggio!

Nota (*) Per Ugo: "pasta" è una sineddoche.

Nessun commento:

Posta un commento